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Green pass anche nel 2022 per arginare il ritorno del Covid e spingere le terze dosi

Tra due mesi, a fine dicembre insieme alla fine dello stato di emergenza, è prevista anche la scadenza delle norme sul green pass e quindi dell’obbligo di esibirlo lì dove oggi è richiesto

di Marzio Bartoloni

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3' di lettura

Allungare l’obbligo di green pass nei ristoranti, allo stadio, sui treni e anche sui luoghi di lavoro almeno fino alla prima metà del 2022. Non solo per difendere meglio gli italiani da un possibile ritorno del Covid visto che contagi e ricoveri sono già in leggera risalita. Ma anche per provare a spingere la campagna per le terze dosi del vaccino ora aperto a sanitari, over 80 e da poco anche agli over 60 e portare infine il totale degli immunizzati con due dosi al nuovo target di sicurezza indicato dal commissario Figliuolo: il 90% di over 12 vaccinati.

La scadenza tra due mesi, l’idea di estenderlo

Tra due mesi, a fine dicembre insieme alla fine dello stato di emergenza, è prevista anche la scadenza delle norme sul green pass e quindi dell’obbligo di esibirlo lì dove oggi è richiesto. Per ora nulla è ancora deciso, ma i ragionamenti che si cominciano a fare tra i tecnici e anche nel Governo vanno verso una sola direzione e cioè quella di allungare la vita del green pass anche al 2022, almeno fino all’estate. Questo per due motivi: il primo è che il green pass è uno strumento che sembra funzionare bene nell’arginare la diffusione del Covid, come dimostra quanto accaduto finora in Italia e il fatto che diversi Paesi, a partire da quelli dell’Est Europa dove dilagano i contagi, si sta pensando di ricorrere al certificato verde. E poi perché l’estensione dell’obbligo del pass ha trascinato la campagna vaccinale che ora ha raggiunto almeno con una dose l’86% della popolazione vaccinabile e cioè 46,5 milioni di italiani over 12. E presto potrebbe far arrivare al traguardo del 90% di vaccinati, giudicato il massimo obiettivo raggiungibile.

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Il green pass finora ha funzionato

L’Italia non sarebbe il primo Paese ad allungare la vita del certificato verde. La Francia, il primo Paese europeo ad averlo introdotto, a metà ottobre ha infatti approvato una legge che consente al Governo di ricorrere al green pass fino al prossimo 31 luglio del 2022. Rispetto al Paese d’Oltralpe l’Italia ha però inasprito l’obbligo del certificato verde estendendone l’utilizzo anche nei luoghi di lavoro. Una decisione netta che ha portato con sé una scia di polemiche e di proteste, soprattutto dal mondo no vax. Ma alla fine il sistema sembra funzionare, anche se alcune centinaia di migliaia di italiani sono costretti a fare un tampone ogni 48 ore per poter accedere al posto di lavoro, come dimostra l’esplosione del numero di test che ormai ogni giorno oscilla tra i 400 e i 600mila. Per ora i prezzi sono stati calmierati almeno fino a fine dicembre (15 euro in media, 8 euro per gli under 18). Ma è sicuro che se arriverà la decisione di estendere l’obbligo del pass non mancheranno nuove polemiche.

Il certificato per gestire l’epidemia e spingere le terze dosi

Ma perché estendere ancora l’uso del certificato verde? Innanzitutto - questo il primo ragionamento che si fa - perché al momento è lo strumento migliore per gestire l’epidemia garantendo una quasi normalità con tutte le attività aperte: dai ristoranti alle palestre, dagli stadi ai cinema, dai concerti alle piste da sci. E poi perché l’estensione dell’obbligo di green pass potrebbe dare una mano a far decollare la campagna delle terze dosi che finora procede troppo lentamente e invece sono cruciali per proteggere meglio, soprattutto le categorie più a rischio, in vista di un calo dell’efficacia dei vaccini che inizia dopo 6 mesi. Dopo oltre un mese dal suo avvio sono state somministrate poco più di un milione di terze dosi per una prima platea - sanitaria, over 80 e Rsa - che ne conta almeno 7 milioni. Il rischio è che l’allargamento agli over 60 e poi quello possibile, ma ancora non deciso, al resto della popolazione sia un flop. Un incentivo a fare una nuova iniezione potrebbe arrivare dall’estensione dell’obbligo del pass fino alla prossima estate. Per molti over 60, che hanno completato il primo ciclo di vaccinazione tra febbraio e maggio scorsi, la scadenza del certificato è dopo un anno e quindi nella prossima primavera. Con l’obbligo del certificato fino all’estate ci sarebbe un motivo in più dunque per proteggersi con la terza dose.

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