Dal 15 ottobre

Green pass, le novità dei Dpcm per aziende e Pa

Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso del green pass

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Aggiornato il 13 ottobre 2021, ore 17:43

Green pass al lavoro: la video-guida alle nuove regole

6' di lettura

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Daniele Franco, del Ministro della salute, Roberto Speranza, e del Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, ha firmato il Dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo. Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni

Intanto, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro della salute, Roberto Speranza, il presidente del Consiglio ha firmato anche il dpcm con le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.

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Controlli automatizzati e semplificati

Sono quattro le nuove modalità di verifica del Green pass dei lavoratori, indicate nel nuovo Dpcm, che si affiancheranno alla app VerificaC19, oggi già in uso nei ristoranti e negli altri luoghi in cui è obbligatorio entrare con il certificato verde. Posto che, per semplificare i controlli, i datori di lavoro potranno interrogare la banca dati nazionale, ma con un anticipo massimo di 48 ore. Il meccanismo ruota attorno alla banca dati del green pass (piattaforma nazionale Dgc) gestita da Sogei (braccio tecnologico del Mef) che ha ad aver lavorato in coordinamento con il ministero della Salute e con l'innovazione tecnologica per mettere a punto i nuovi sistemi di verifica

I quattro nuovi sistemi di verifica

Dei 4 sistemi di verifica il più immediato, soprattutto per i datori di lavoro privati, è quello che passa per l'Inps. I delegati al controllo accreditati dalle aziende potranno inserire in anticipo sugli accessi nel portale Inps, anche in blocco, i codici fiscali dei dipendenti da controllare. Le verifiche potranno essere chieste in anticipo per un gran numero di lavoratori e le risposte arriveranno prima dell'accesso sul luogo di lavoro.Il sistema è pensato per tutte le aziende private con più di 50 dipendenti (al di sotto di questa soglia resta Verifica C19) e per le amministrazioni pubbliche che non sono collegate a NoiPa.

Il portale NoiPa sarà un'altra porta di accesso ai controlli per circa due milioni di dipendenti pubblici, in pratica quelli già oggi gestiti tramite questa piattaforma. Anche in questo caso NoiPa farà da intermediario per le interrogazioni a Sogei, sempre attraverso il codice fiscale dei lavoratori e sempre con un anticipo massimo di 48 ore rispetto agli ingressi.

Le pubbliche amministrazioni più grandi, con oltre mille dipendenti, su più sedi, potranno invece dialogare direttamente con la Piattaforma nazionale del green pass, ma prima dovranno stipulare una convenzione con il ministero della Salute.

L'ultima possibilità di verifica, aperta a datori di lavoro pubblici e privati, è quella del software da integrare nei tornelli. Di fatto è un controllo automatizzato del singolo green pass alle barriere di ingresso. La licenza è gratuita, ma l'installazione, naturalmente, richiede un investimento. Si tratta di SDK (Software Development Kit), un Kit che consente un’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde.

Le difficoltà operative

Anche se i quattro sistemi sono tutti già collaudati, difficilmente saranno accessibili già dal D-day di venerdì. Anche perché aziende ed enti pubblici dovranno prima accreditarsi (operazione non ancora possibile) e indicare quali soggetti sono delegati alle verifiche quotidiane. In attesa di completare tutti questi passaggi, resta l'app di controllo manuale VerificaC19 l'unico strumento di fatto utilizzabile. Tanto più che le raccomandazioni del Garante della privacy a datori di lavoro pubblici e privati impongono alcuni adempimenti che per essere messi a punto richiederanno più di un giorno. Tutto questo anche se il parere del Garante sul decreto che introduce le nuove modalità di lettura dei Green pass è un via libera senza rilievi.

In attesa di piattaforma vale cartaceo

«Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid-19 da parte della piattaforma nazionale Dgc - si legge ancora nel Dpcm -, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni per il rilascio della certificazione verde (vaccinazione, avvenuta guarigione o effettuazione del tampone)».

Green pass, controlli non oltre 48 ore prima

«Per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali, i soggetti preposti alla verifica» del Green pass «possono» richiederlo ai lavoratori «con l’anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro».

Nei controlli vietato conservare Qr code

Per i controlli del Green pass effettuati con App, si legge ancora nel provvedimento, «è fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (qr code) delle certificazioni verdi Covid-19 sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle» per il controllo per l’accesso al lavoro «le informazioni rilevate dalla lettura dei qr code e le informazioni fornite in esito ai controlli» stessi.

Il Dpcm con le linee guida per la Pa

Il dpcm con le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre prevede invece che oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all'obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all'interno degli uffici posta d'ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti.

Dpcm Pa, via dal lavoro chi senza green pass

I soggetti sprovvisti di certificazione verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro. Ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata , includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento.

Dpcm Pa, controlli anche a campione: minimo del 20%

Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, che può delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale.Le linee guida lasciano libero il datore di lavoro di stabilire le modalità attuative. Il controllo potrà avvenire all'accesso, evitando ritardi e code durante le procedure di ingresso, o successivamente, a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutto il personale.Per le verifiche, sarà possibile usare l'applicazione gratuita Verifica C-19.

Dpcm Pa, controlli automatizzati e manuali

Saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme (Sdk, NoiPa, portale istituzionale Inps) volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università. Per tutte le amministrazioni resta comunque possibile utilizzare, preferibilmente per i controlli a campione o comunque per le amministrazioni più piccole, anche come soluzione alternativa nel caso di un malfunzionamento di una delle soluzioni di verifica automatizzata, anche a richiesta del lavoratore, l'applicazione denominata “VerificaC19” già disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme per la distribuzione delle applicazioni sui dispositivi mobile.

Dpcm Pa, con assenze non maturano contributi e ferie

Per le giornate di assenza ingiustificata, dovute alla mancata presentazione del green pass, «al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, incluse tutte le componenti della retribuzione, anche di natura previdenziale, previste per la giornata lavorativa non prestata». Lo si legge nelle linee guida sull’obbligo per la pubblica amministrazione. «I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio».

Dpcm Pa, se assenza personale ok mobilità tra uffici

Nel caso in cui, con l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass, «dovesse emergere una interruzione di servizio essenziale, il Sindaco o il datore di lavoro, per le altre amministrazioni, potrà attivare, in via d’urgenza, convenzioni tra enti senza particolari formalità». Lo si legge nelle linee guida di Funzione pubblica e Ministero della salute sul personale della p.a, in cui si dispone inoltre che «agli stessi fini potrà essere adottata ogni misura di riorganizzazione interna, come mobilità tra uffici o aree diverse, idonea a fronteggiare l’eventuale impossibilità di poter impiegare personale perché sprovvisto di green pass»

Maggiore flessibilità negli orari di ingresso e di uscita

Ogni amministrazione, anche al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale sulle mansioni di verifica della certificazione verde, dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze.Sarà quindi consentito il raggiungimento delle sedi di lavoro stesse e l'inizio dell'attività lavorativa in un più ampio arco temporale.

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