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Green pass, ecco i controlli e le sanzioni per clienti ed esercenti

Per gli esercenti obbligo di chiedere la certificazione, ma documento di identità solo in caso di palesi incongruenze. Dopo tre violazioni rischiano la chiusura del locale

di Nicoletta Cottone

Aggiornato l’11 agosto 2021 alle ore 16.50

Green pass: ecco controlli e sanzioni per clienti ed esercenti

7' di lettura

Green pass, avanti tutta. Una circolare del Viminale firmata dal prefetto Bruno Frattasi, capo di gabinetto del Viminale, ha fornito una serie di precisazioni sulla fase dei controlli del certificato verde, che i cittadini devono esibire per accedere a una serie di luoghi. I controlli, chiarisce la circolare, ci saranno, in città, nei luoghi della movida, nelle località turistiche. I gestori dei locali pubblici sono obbligati a chiedere il green pass al cliente. La circolare chiarisce che possono chiedere anche il documento di identità solo in caso di «palese violazione». Resta quindi la natura discrezionale della verifica dell’identità, che diventa però «necessaria quando appaia la manifesta incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione». Il dpcm del 17 giugno firmato dal premier Mario Draghi inseriva i titolari di strutture ricettive e dei pubblici esercizi nell’elenco «dei soggetti deputati a svolgere la verifica delle certificazioni verdi e di conoscere le generalità dell’intestatario». Ecco quando è necessario esibire il pass, cosa si rischia, in quali casi viene sanzionato anche l’esercente.

In quali occasioni viene chiesto il green pass?

É richiesto per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in zona rossa o zona arancione (attualmente l’Italia è tutta bianca). Dal 6 agosto serve anche per l’accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso. Occorre per spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, ma anche per entrare in musei, altri luoghi di cultura e alle mostre. Green pass, limitatamente alle attività al chiuso, anche per entrare in piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere. E anche all'interno di strutture ricettive. Obbligatorio anche per sagre e fiere, convegni e congressi. E per accedere a centri termali, parchi tematici e di divertimento. Poi per centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Serve anche per le attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. O per partecipare ai concorsi pubblici.

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Cosa attesta il green pass?

Il green pass è una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del ministero della Salute, che contiene un Qr code per verificarne autenticità e validità. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose e fino alla seconda dose in caso di vaccinazioni con Astrazeneca, Pfizer o Moderna. É valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della dose unica di J&J. Una volta completato il ciclo vaccinale il green pass è valido per nove mesi. Spetta anche quando si sia risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti. In questo caso è valido 48 ore. Il green pass viene dato anche a chi è guarito dal nuovo coronavirus nei sei mesi precedenti. In questo caso i sei mesi si calcolano a partire dal primo tampone positivo.

Si deve mostrare il green pass in forma cartacea o digitale?

Il cittadino può esibire la certificazione verde con il Qr code in forma cartacea o digitale.

Serve l’accesso a Internet per verificare le certificazioni?

Per usare l’app è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet. Successivamente l'applicazione funziona correttamente offline. Il collegamento serve da una parte per aggiornare l'elenco delle chiavi pubbliche che gli Stati membri utilizzano per stabilire l'autenticità delle Certificazioni e dall’altra per aggiornare l'App con nuove ed eventuali funzionalità operative.

Quanto tempo resta valido il green pass?

Il green pass è valido dal 15esimo giorno dopo la prima vaccinazione e fino alla seconda somministrazione e per nove mesi dopo la seconda dose in caso di vaccini con Astrazeneca, Pfizer e Moderna. É valido dal 15esimo giorno dopo la somministrazione della dose unica di J&J. É valido fino sei mesi dal primo tampone positivo di una persona guarita dal nuovo coronavirus. In seguito a tampone molecolare o antigenico il green pass vale solo 48 ore.

Come funziona la app di verifica?

Per verificare la validità del green pass si utilizza una app gratuita che si chiama VerificaC19, installata su dispositivo mobile. La app non memorizza le informazioni personali sul dispositivo del verificatore. Il verde indica che il green pass è in regola, il rosso che non lo è. Funziona offline, ma è necessario collegarsi una volta al giorno a una rete internet.

Quali sono i risultati che emergono dalla verifica con la app Verifica19?

Attualmente sono tre possibili risultati. Con la schermata verde la certificazione è valida per l'Italia e l'Europa. Con la schermata azzurra la certificazione è valida solo per l'Italia, mentre con la schermata rossa la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c'è stato un errore di lettura.

Che informazioni visualizza chi verifica un green pass?

La lettura del Qr code non rivela l'evento sanitario che ha generato la certificazione, quindi chi verifica un green pass non conosce la motivazione del rilascio della certificazione (tampone, vaccino o guarigione). Le uniche informazioni personali visualizzabili dal verificatore saranno quelle necessarie ad accertare la validità della certificazione. Nome, cognome, data di nascita e la validità della certificazione che si evince dal colore della schermata che compare (azzurra, certificazione valida solo in Italia; schermata verde, certificazione valida in Italia e in Europa; schermata rossa, certificazione non valida o scaduta o c'è stato un errore di lettura). La verifica non prevede la memorizzazione di informazioni riguardante il cittadino sul dispositivo del verificatore.

Dopo la prima dose di vaccino il pass è subito valido?

No, il green pass è valido dal 15esimo giorno dopo la somministrazione della prima dose di Astrazeneca, Pfizer e Moderna. É valido dal 15esimo giorno dopo la somministrazione della dose unica di J&J.

Che controlli effettuano i titolari degli esercizi dove è obbligatorio il green pass?

Il titolare o i suoi delegati all’ingresso devono chiedere al cliente il green pass e verificare con la app VerificaC19 che per il Qr code inquadrato si accenda la luce verde. Sullo schermo apparirà nome, cognome e data di nascita del titolare del green pass. Il documento di identità viene richiesto dagli esercenti solo in caso di palesi incongruenze con i dati apparsi. Se nel locale si presentano le forze dell’ordine i clienti dovranno mostrare il green pass e un documento di identità.

Il gestore di un locale può chiedere anche il documento di identità?

Sì, può chiedere al cliente di esibire un documento di identità in caso di palesi incongruenze del green pass. In normali circostanze la verifica dell’identità ha natura discrezionale. Si renderà invece necessaria in caso di abusi o di elusione delle norme, come quando si registra una manifesta incongruenza con i dati anagrafici.

Il cliente può rifiutare di mostrare il documento di identità?

No, il cliente è tenuto a mostrare il documento di identità se il gestore rileva una incongruenza. Anche se di fronte non ha un pubblico ufficiale.

Che sanzioni sono previste per i cittadini che violano le regole?

Per il cittadino sono previste sanzioni amministrative da 400 a mille euro, a cui si sommerà una denuncia per falso in caso l’identità non corrisponda alla certificazione verde.

In quali casi ci sono sanzioni per il gestore di un locale?

Il gestore è punito se non chiede al cliente il green pass all’ingresso del locale. Non è responsabile della presentazione di green pass falsi, a meno che siano palesi le incongruenze della certificazione esibita. Le sanzioni amministrative vanno da 400 a mille euro. É anche prevista la chiusura dell’esercizio se la violazione viene ripetuta per tre volte.

Il gestore è responsabile del green pass falso del cliente?

No, non è responsabile di un green pass contraffatto, «laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità a carico dell’esercente». Questo significa che in caso di palesi incongruenze l’esercente deve chiedere il documento di identità al cliente, altrimenti è passibile di sanzione.

Come avviene il controllo in un locale dove c’è l’obbligo di uso del green pass?

Il personale incaricato deve controllare la certificazione con la app VerificaC19. Inquadrando il Qr code appare una schemata verde se il pass è valido, rossa se non lo è. La schermata azzurra segnala che il pass è valido solo in Italia. Se la certificazione è scaduta, non è ancora valida o è stata revocata si accenderà la luce rossa. In caso di inconguenze palesi potrà essere richiesto il documento di identità al cliente.

Per l’ingresso in un ristorante al chiuso serve il green pass?

Sì, al momento dell’ingresso del cliente in un ristorante al chiuso è necessario chiedere al cliente di mostrare il green pass. L’esercente deve verificarne la validità.

Negli stadi chi controllerà il green pass?

Lo faranno gli steward, chiarisce la circolare, che chiederanno anche il documento di identità in caso di palesi incongruenze del certificato prodotto. Gli steward sono personale iscritto in elenchi ad hoc dei questori. Il loro impiego è previsto in servizi ausiliari di polizia negli impianti sportivi.

Vado in palestra al chiuso. Devo mostrare il green pass?

Sì, per l’ingresso in una palestra al chiuso, come per entrare al cinema o per andare a teatro, è richiesto il green pass. Può essere richiesto anche un documento di identità se il gestore rileva palesi incongruenze nel green pass presentato.

La certificazione verde è richiesta anche in zona bianca?

Sì, è richiesta in zona bianca, ma anche nelle zone gialla, arancione e rossa, dove i servizi e le attività siano consentiti. E regioni e province autonome possono prevedere ulteriori utilizzi della certificazione verde Covid-19.

Il green pass è richiesto per i bambini?

La certificazione verde non è necessaria per i bambini sotto i 12 anni per accedere ad attività e servizi per i quali nel nostro Paese è necessario il green pass (mangiare seduti al tavolo in una sala al chiuso di un ristorante, visitare un museo o un parco di divertimento). La certificazione non è richiesta per accedere ai centri educativi per l’infanzia e ai centri estivi, incluse le relative attività di ristorazione. In caso di viaggio dall'estero in Italia, ai bambini con più di 6 anni è richiesto il tampone molecolare o antigenico rapido. Per i viaggi fuori dall’Italia, i limiti sono decisi dai singoli Paesi e possono variare in base alla situazione epidemiologica. Prima di mettersi in viaggio, dunque, è bene informarsi sui siti dei Paesi di destinazione.

Come si devono comportare le persone esenti dal green pass?

In Italia alcuni persone sono esenti dal green pass sulla base di idonea certificazione medica. Per queste persone è in arrivo una certificazione digitale dedicata. Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo.

Il gestore può essere punito se il cliente presenta un green pass di un’altra persona?

No, salvo i casi di palese incongruenza del certificato con i dati anagrafici. Per esempio se la certificazione prodotta è relativa a una persona che dalla app VerificaC19 risulta di età maggiore a quella della persona che la presenta. O se la certificazione è intestata a una persona di sesso diverso da quello del cliente.

Il green pass può essere revocato?

Sì. Il green pass è revocato, per esempio, allo scadere delle 48 ore dopo il test negativo. O quando è stata somministrata la prima dose ma non ci si è presentati all’appuntamento per il richiamo. O se si contrae il nuovo coronavirus.

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