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Green pass e mascherine, le regole per viaggiare in Italia e in Europa

Fino al 31 maggio chi arriva in Italia deve continuare a esibire il pass da vaccinazione o guarigione. O in alternativa un tampone

di Andrea Gagliardi e Alberto Magnani

Mascherine ancora al chiuso ma addio al green pass

4' di lettura

Con l’uscita dall’emergenza pandemia si stanno allentando anche le restrizioni sul fronte dei viaggi. Le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione, ma il «certificato verde» che verifica vaccinazione, guarigione o tampone (antigenico/molecolare negativo) continua a essere necessario per l'ingresso in diversi Paesi dell'Ue. Compresa l’Italia, che ha mantenuto l’obbligo di mascherina Ffp2 per i viaggi in aereo o in treno.

Vaccino o tampone fino al 31 maggio per chi arriva in Italia

Il 28 aprile il ministro Speranza ha infatti firmato un'ordinanza che proroga al 31 maggio le misure per gli arrivi dall'estero. Di fatto i turisti stranieri e gli italiani che ritornano a casa dovranno continuare a esibire il pass da vaccinazione o guarigione. O in alternativa un tampone. La novità però è l'abolizione dell'obbligo per i turisti di compilare prima di imbarcarsi anche il «passenger locator form» (Plf), il modulo utilizzato dalle Autorità Sanitarie per i viaggi. L’Italia si allinea così alla scelta della Grecia, tra le prime a rimuovere l’obbligo, ma anticipa sui tempi altri paesi come Francia e - parzialmente - Spagna. Vediamo quali sono le regole e i requisiti in vigore nei vari Paesi Ue.

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Francia, il «Pfl» ancora obbligatorio

Nel caso della Francia, le misure si sono ammorbidite anche per i viaggiatori sprovvisti di una o più vaccinazioni. Ma le loro condizioni di ingresso restano più stringenti. I viaggiatori vaccinati possono entrare nel Paese senza limitazioni o l’obbligo di sottoporsi a test prima della partenza, mentre quelli non vaccinati sono sempre tenuti a eseguire un tampone. Se provengono da una zona «verde», ovvero quella di un paese a ridotta circolazione del virus, basta l'esito negativo del test prima dell'arrivo; se provengono da una zona «arancione», caratterizzata da un rischio è più elevato, devono sottoporsi a un test anche al momento dell'ingresso in Francia. In caso di esito positivo, scatta l'auto-isolamento previsto dalle autorità. Tutti i visitatori in ingresso, al di là delle propria condizione, devono ancora compilare il Passenger location form sospeso dal 1 maggio in Italia.

Spagna: Green pass o questionario online

L’ingresso in Spagna è sempre riservato ai viaggiatori vaccinati, guariti dal Covid o reduci da un tampone con esito negativo entro un certo lasso di tempo. Per dimostrarlo ci sono due opzioni: la prima è lo Eu Digital Covid Certificate, il «green pass» italiano, con la possibilità di inviare il documento online prima della partenza; la seconda è  l’SpTH (Spain Travel Health) Health Control Form, un modulo che permette di inserire manualmente i dati sul proprio ciclo vaccinale, la guarigione dal Covid o il risultato - negativo - del proprio tampone.

Austria e Germania, la regola del «3G»

I criteri sono simili in Austria e Germania. In Austria gli ingressi sono disciplinati dal criterio delle cosiddette 3G: i viaggiatori in arrivo devono dimostrare di essere «geimpft, genesen, getestet», ovvero vaccinati, guariti o reduci da un test Covid con esito negativo. Per farlo, basta esibire il Digital Covid certificate o documenti che certifichino l’avvenuta vaccinazione con farmaci riconosciuti dalla European Medicines Agency, la guarigione entro 180 giorni o un doppio tampone, sia molecolare (entro 72 ore dalla partenza) che antigenico (entro 24 ore).

Chi non ha fornito la documentazione richiesta dal 3G deve compilare un modulo di pre-autorizzazione, mentre sono previste restrizioni specifiche per chi arriva da paesi ad alto rischio: gli ingressi devono essere motivati da circostanze particolari e il criterio richiesto diviene quello del 2G+ (certificato di vaccinazione o guarigione in aggiunta a un tampone molecolare con esito negativo, sempre entro le 72 ore dall’arrivo).

In Germania, dal 3 marzo 2022 tutti i viaggiatori sopra i 12 anni di età devono essere in possesso di un documento che certifichi sempre i criteri del 3G: vaccinazione, guarigione o tampone con esito negativo. Il certificato vaccinale può essere rappresentato dallo stesso Digital Covid Certificate (Green pass) o un qualsiasi documento sull’inoculazione, purché avvenuta con un farmaco approvato nella Ue; la guarigione viene documentata sempre con un tampone molecolare dall’esito negativo, eseguito in un lasso di tempo che vai dai 28 ai 90 giorni; il tampone molecolare deve essere stato eseguito 72 ore prima dell’arrivo, ma si scende a 48 per i viaggiatori che provengono da aree ad alto rischio e a 24 per quelli che si sono trattenuti in regioni sensibili alla proliferazione di varianti. In questi ultimi due casi, è obbligatorio compilare un modulo di registrazione online.

Grecia: via il modulo online, resta il Green pass

La Grecia ha sospeso dal 15 marzo 2022 l’obbligo di compilazione del Passenger location form, senza abolire del tutto la procedura: il modulo resta disponibile in forma opzionale, con una procedura più snella e utile soprattutto all’invio del Digital Covid Certificate, dei documenti di guarigione o dei risultati del test Covid.

Per chi viene dalla Ue o dagli altri 37 paesi affiliati al sistema del Digital Covid Certificate, basta lo stesso Green pass; i viaggiatori in arrivo da Australia, Canada e Usa possono scegliere fra certificato vaccinale (durata di 9 mesi), documento di guarigione (tampone molecolare eseguito almeno 14 giorni prima, per una durata complessiva di 180 giorni) o test con esito negativo (eseguito entro tre giorni nel caso dei molecolari, entro uno per gli antigenici). Chi approda da qualsiasi altro paese dovrà esibire un test Covid gli stessi tempi di esecuzione, anche se vaccinato o guarito.

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