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Green pass, ecco cosa cambia e dove è obbligatorio in 10 domande e risposte

Il governo ha deciso di estendere a partire dal 6 agosto l’obbligo del certificato verde, consentendo solo a chi è immunizzato o ha un tampone negativo l'ingresso nei luoghi più affollati. Soprattutto al chiuso

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 6 settembre 2021, ore 17:11

Il Cdm vara il decreto Covid: Green Pass dal 6 agosto

6' di lettura

La seconda estate dell'era Covid è stata all’insegna del green pass. La variante Delta spinge sempre più in su i contagi. E in queste condizioni, per evitare un ritorno alle chiusure il governo ha deciso a partire da venerdì 6 agosto, di estenderne l’obbligo consentendo solo a chi è immunizzato o ha un tampone negativo l'ingresso nei luoghi più affollati. Soprattutto al chiuso. Non solo. Il governo ha deciso di ampliare la platea delle attività e dei servizi in cui è obbligatorio il certificato verde, includendo dal 1° settembre i trasporti a lunga percorrenza e il personale della scuola. Ecco in 15 domande e risposte che cosa cambia dal 6 agosto.

Il Decreto legge Covid approvato nel Cdm del 22 luglio

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Dove è obbligatorio il green pass dal 6 agosto?

Il pass è necessario dal 6 agosto agli over 12 in zona bianca e gialla per l’accesso a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Ma anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (non sarà invece necessario per consumare al bancone e neppure all'aperto). E in piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso. Il green pass, che già è necessario per partecipare a feste di nozze, visitare parenti nelle residenze per anziani e accedere alle sale d’attesa dei pronto soccorso consente anche di entrare nei reparti ospedalieri per far visita ai familiari ricoverati. Non riaprono i battenti le discoteche, né all’aperto né al chiuso.

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Il green pass è valido con una o due dosi?

Il green pass per accedere a ristoranti, teatri, cinema, piscine e alle altre attività ed eventi elencati sopra sarà valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, a partire dal quindicesimo giorno dalla somministrazione

Quali sono gli altri casi in cui viene rilasciato il green pass?

La certificazione verde è rilasciata non solo alla persona che è stata vaccinata contro il Covid ma anche a chi è guarito dal Covid e a chi ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico.

Quanto dura il green pass?

La durata della certificazione verde in caso di guarigione è di sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione dal Covid. In caso di tampone negativo, il certificato ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test. La durata del green pass è stata prolungata dagli attuali 9 a 12 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale e per i guariti dal Covid che hanno fatto, come previsto, una sola dose del vaccino. Una novità quest’ultima arrivata con le modifiche approvate dalla commissione Affari sociali della Camera al decreto che ha esteso l'impiego del certificato verde dallo scorso agosto. E che entrerà in vigore solo dopo la conversione in legge del decreto. Quest’ultima introdurrà anche la possibilità di avere il green pass tramite tampone salivare (oltre che con i test molecolare e antigenico (ma come per gli altri test il green pass in questo caso durerà 48 ore).

Sono previsti sconti sui tamponi?

Sì. Il protocollo d'intesa firmato prevede che presso le farmacie aderenti, il prezzo del test antigenico rapido a favore dei minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni sarà di 8 euro, mentre per gli over 18 il prezzo è fissato a 15 euro. Fino al 30 settembre

Chi controlla il green pass? Sono previste multe?

Sono i titolari o i gestori dei servizi e delle attività per i quali è introdotto l’obbligo del green pass a verificare il possesso di idonea certificazione. L’autenticità del green pass sarà verificata attraverso l’App del ministero della Salute «Verifica C-19». Chi verifica dovrebbe anche richiedere un documento d’identità visto che nel green pass c’è il nome e il cognome oltre a Qr code e data di vaccinazione o del tampone. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell'esercente sia dell'utente.Con sconto del 30% se si paga entro 5 giorni. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l'esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Come si scarica il green pass?

La Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC ed è valida dal 15° giorno successivo alla prima dose di vaccino fino alla data della seconda dose. La Certificazione “definitiva” dopo la seconda dose viene rilasciata entro 24/48 ore dalla seconda somministrazione ed è valida per 9 mesi. La piattaforma nazionale, dopo che si è generato il Green Pass, invia il codice authcode per scaricarlo ai recapiti mail personali o tramite sms. Il codice, con i dati presenti sulla Tessera Sanitaria, dà la possibilità di ottenere la Certificazione tramite il sito www.dgc.gov.it o su app Immuni. In alternativa, se si è in possesso di Spid o Carta d’Identità Elettronica (CIE) è possibile utilizzare l’applicazione IO. Oppure si può accedere al fascicolo sanitario elettronico regionale. Dal 30 luglio, in caso di mancato arrivo di sms o email, sul sito www.dgc.gov.it è possibile recuperare in autonomia il codice authcode e poi scaricare il green pass dallo stesso sito con Tessera Sanitaria o da App Immuni.

Se ho difficoltà, a chi posso rivolgermi?

Se serve assistenza tecnica è possibile contattare il numero verde 800.91.24.91 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20 o scrivere all’indirizzo: cittadini@dgc.gov.it. Se si è utente di App IO è possibile chiedere assistenza direttamente tramite l’app. Infine, per informazioni su aspetti sanitari è possibile chiamare il numero di pubblica utilità 1500 attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Il green pass è chiesto anche ai bambini?

Non è richiesto sotto i 12 anni di età. Gli under 12 possono entrare ovunque senza pass, anche perché per loro non è disponibile ancora il vaccino. Via libera ovunque anche senza tampone. Nel testo del decreto è esplicitato che le disposizioni sul green pass «non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale».


Chi è esentato dal green pass, a parte gli under 12?

È prevista l’esenzione per «i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute». La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la rendano “controindicata” in maniera permanente o temporanea. La certificazione, che potrà per ora avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, servirà per accedere a tutte quelle attività per le quali a partire dal 6 agosto scatta obbligo di green pass. Ovviamente le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione devono continuare a mantenere le misure di prevenzione come: usare le mascherine, distanziarsi dalle persone non conviventi, lavare le mani, evitare assembramenti in particolare in locali chiusi.

In quali luoghi pubblici non è necessario il green pass?

Non bisogna esibire nessun documento in negozi, farmacie, supermercati ma anche nei bar e ristoranti all’aperto, dove si potrà pranzare o cenare liberamente, rispettando comunque il metro di distanziamento a tavola. Niente pass nelle chiese. E neppure nelle piscine all’aperto. Nessun obbligo di green pass se ristoranti e bar degli alberghi sono esclusivamente a disposizione dei clienti, mentre la certificazione sarà richiesta se la ristorazione è disponibile anche al pubblico esterno.

Il green pass è obbligatorio anche sui mezzi di trasporto?

Il pass è necessario dal 1° settembre sui treni alta velocità e Intercity, sugli aerei nelle tratte nazionali (sui voli internazionali era già obbligatorio) sulle navi e traghetti adibiti a servizio di trasporto interregionale (sono esclusi i traghetti impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina) e sugli autobus che effettuano collegamenti intraregionali. Il green pass non è obbligatorio per bus e metropolitane del trasporto pubblico locale e per i treni regionali.

C’è obbligo di green pass nella scuola e nell’università?

Sì. Con il ritorno in classe a settembre al 100% è stata prevista l’introduzione della certificazione verde per insegnanti e personale amministrativo nella scuola e nelle università. Continua a essere fortemente raccomandata (senza obbligo) la vaccinazione nella fascia 12-19 anni. Previsto invece obbligo di green pass per gli studenti universitari.

Per quali altre categorie il governo studia l’estensione dell’obbligo?

La rotta tracciata dal governo punta a estendere il green pass prima ai lavoratori dei settori dove il certificato verde è richiesto ai clienti - dai ristoranti ai trasporti fino a palestre, cinema, teatri e parchi divertimento - e poi a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, che lo stanno già testando in questi giorni con il personale scolastico (per i sanitari c'è addirittura l'obbligo vaccinale). Una platea di oltre 3 milioni di lavoratori: per l'esattezza si tratta di 3,212 milioni di occupati come calcolati dalla Fondazione studi Consulenti del lavoro, di cui 1,218 sono dipendenti della Pa, escludendo appunto sanità e istruzione dove già oggi tra obbligo vaccinale e pass sono coinvolti 3,528 milioni di lavoratori.

Il green pass è ottenibile dagli italiani vaccinati all’estero?

Sì. Una circolare della Salute ha infatti riconosciuto valide le immunizzazioni fatte dagli italiani oltre confine utilizzando uno dei quattro prodotti autorizzati nell'Ue (Pfizer, Moderna, Astrazeneca, J&J). Bisogna recarsi presso le Aziende Sanitarie locali di competenza territoriale, presentando, oltre al documento di riconoscimento e l'eventuale codice fiscale, il certificato vaccinale rilasciato dall'Autorità Sanitaria estera che riporti: dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita); dati relativi al/ai vaccino/i (denominazione e lotto); data/e di somministrazione del/dei vaccino/i; dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria). Il certificato, in formato cartaceo e/o digitale, dovrà essere redatto almeno in lingua inglese; in caso di altra lingua dovrà essere accompagnati da una traduzione giurata.

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