Famiglie e studenti

Green pass esteso (per ora) solo a pulizie e mense scolastiche (e Rsa)

di Marzio Bartoloni e Claudio Tucci

2' di lettura

Il governo fa un altro piccolo passo avanti per estendere il green pass obbligatorio nel mondo del lavoro. Salvo sorprese dell’ultima ora, oggi in Cdm dovrebbe arrivare l’allargamento (del possesso) della certificazione verde anche per i circa 40mila addetti (esterni) alle mense scolastiche e universitarie, e per qualche migliaio di lavoratori delle ditte di pulizia e manutenzione negli istituti scolastici (quelli ancora impegnati negli appalti attivi - dopo l’operazione di internalizzazione di oltre 11mila unità operata a inizi 2020, nonostante l’enorme necessità indotte dalla pandemia).

Si tratta di una scelta in linea con l’obbligatorietà del green pass per tutto il mondo della scuola (oltre un milione di addetti, tra professori e personale tecnico-amministrativo) già in vigore dallo scorso 1° settembre; e che d’accordo anche il titolare dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in chiave di maggior sicurezza in vista della ripresa in presenza delle lezioni, che per in larga parte d’Italia scatterà dal 13 settembre.

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La norma, da quanto si apprende, richiede il green pass per l’accesso in ambito scolastico, educativo e formativo; per il personale esterno il controllo della certificazione verde sarà in carico ai rispettivi datori di lavoro (non quindi ai presidi).

«Le aziende dei servizi sono pronte e favorevoli al green pass, oltre che pronte a far vaccinare gli operatori - ha sottilineato Lorenzo Mattioli, presidente di Confindustria Servizi HCFS -. La scuola è anche un posto di lavoro che va messo in sicurezza, ma non vogliamo che ci siano zone grige. Le aziende eroganti i servizi (e mi riferisco soprattuto alle mense) devono sapere a chi spettano i controlli e soprattutto non ci dovranno essere senza costi aggiuntivi laddove il green pass è subordinato al tampone. Bene che il certificato sia esteso anche al personale delle pulizie, ma vorrei ricordare che a parte alcune appalti ancora attivi e le sanificazioni, ormai il personale addetto alle pulizie è totalmente pubblico, composto da oltre 11mila unità internalizzate incomprensibilmente proprio durante la pandemia. Perciò l’apporto di ditte esterne, nonostante l’enorme necessità indotte dalla pandemia, si è molto ridotto».

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