Emergenza Covid

Green pass, il governo pronto al taglio della durata da 12 a 9 mesi e all’estensione dell’obbligo nel 2022

Il provvedimento probabilmente la prossima settimana. Il Governo esclude decreti Covid in Cdm domani. Sul tavolo anche l’obbligo di terza dose per i sanitari e il personale che lavora nelle Rsa

di Marzio Bartoloni e Andrea Gagliardi

Allo studio il Super green pass: ecco restrizioni e divieti

3' di lettura

Con la quarta ondata in corso torna il rischio di maggiori restrizioni. Grazie ai vaccini la pressione sugli ospedali è ancora sotto controllo ma Friuli Venezia Giulia e Alto Adige - dove i ricoveri stanno superando o sono vicinissimi alle prime soglie di allerta - entro fine mese rischiano di essere i primi due territori a finire in zona gialla e quindi a rialzare la mascherina anche all'aperto oltre a dover dimezzare le capienze di cinema, teatri e stadi.

Il pressing dei governatori

Il giallo e ancor di più l’arancione fanno paura. Non a caso i governatori, soprattutto di centrodestra, hanno scatenato l’offensiva sul modello austriaco. Chiedono che le restrizioni legate all’eventuale passaggio di colore di una Regione valgano solo per i non vaccinati, sul modello del lockdown duro deciso da Vienna per chi è senza immunizzazione. Il Governo per il momento frena: «non è allo studio nessuna stretta sul modello austriaco», spiegano fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che i dati del contagio in Italia non sono paragonabili a quelli dell’Austria, che la situazione nelle terapie intensive ad oggi è sotto controllo e che continua il monitoraggio dei dati, con una valutazione prevista a dicembre.

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Obbligo di terza dose per i sanitari

Ma per evitare una escalation del virus il Governo potrebbe accelerare sulle misure per salvare appunto il Natale da nuovi lockdown (l'anno scorso l'Italia diventò arancione e rossa in quei giorni) prendendo d'anticipo il virus con un nuovo provvedimento sul Covid che dovrebbe vedere la luce probabilmente la prossima settimana. E che prevederà la proroga dell'obbligo vaccinale per i sanitari e il personale che lavora nelle Rsa: riguarderà dunque anche la terza dose dopo quello relativo al primo ciclo di vaccinazione. Domani 18 novembre non è previsto invece in Cdm alcun provvedimento sul Covid. Dall’esecutivo ricordano che ogni valutazione è legata ai dati del contagio e al monitoraggio costante della curva che ad oggi si conferma sotto controllo.

Verso il taglio della durata del green pass a 9 mesi

Per ora non dovrebbero essere modificate le modalità per ottenere il green pass come la sua durata. Ma ormai è scontato che si vada verso la sua revisione: l’idea è quella di riportare la validità del certificato verde a 9 mesi anche per incentivare la terza dose (a molti italiani scadrebbe prima il green pass).

Del resto, gli ultimi dati pubblicati dall’Iss ribadiscono il calo di protezione offerta dal vaccino dopo sei mesi, con annessa necessità di effettuare una terza dose già a partire dai 6 mesi dall'ultima iniezione. Secondo una tabella pubblicata nell’ultimo rapporto Iss, dopo 180 giorni la protezione dall'infezione (cioè dal contagio) scende al 50,2% (prima dei 6 mesi è in media 75,7%), mentre resta alta la protezione dalla «malattia severa» che sempre dopo 6 mesi è dell'82,1% (prima è del 91,8%).

E con l’obiettivo si accelerare le terze dosi il governo punta anche all'estensione dell'obbligo di esibire il green pass nei ristoranti e al lavoro nel 2022 (si ipotizza fino a giugno). Per estendere l’obbligo del green pass anche al 2022, d’altro canto, non è necessaria la proroga dello stato d’emergenza, che scade a fine anno. E che per legge, avendo una durata massima di due anni, è estendibile fino il prossimo 30 gennaio. Se il governo sceglierà di utilizzare lo stato d'emergenza anche oltre nel corso del 2022 dovrà farlo con una norma primaria, non potendo più prorogare quello attuale con un semplice passaggio in consiglio dei ministri. E stavolta l'approdo in Parlamento potrebbe far salire molto le fibrillazioni all'interno della maggioranza che sostiene l'Esecutivo.

Modifiche allo studio sui tamponi per il green pass

Resta sullo sfondo per ora, dunque, l’ipotesi di escludere i tamponi “tout court” dal certificato verde. Ma si valuta anche l’esclusione del test rapido antigenico dal certificato verde per lasciare solo il tampone molecolare molto più attendibile. Spinge il tal senso Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, che insiste per rivedere la modalità di rilascio del Green pass escludendo il tampone antigenico «non adeguata a questa fase epidemica». Una mediazione possibile è mantenere il tampone rapido, ma dimezzarne la durata: da 48 a 24 ore.

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