L’incontro a Palazzo Chigi

Green pass, sindacati: da governo obbligo per pubblico e privato. Giovedì alle 16 decreto in Cdm

In arrivo un nuovo decreto da parte del Consiglio dei ministri per estendere il green pass da metà ottobre ai lavoratori pubblici e privati. Previste sanzioni per chi ne è sprovvisto

Aggiornato il 15 settembre 2021, ore 20:33

Green pass, dagli statali ai ristoranti, dove scatterà l'obbligo

4' di lettura

Il Consiglio dei ministri chiamato a prevedere, probabilmente con un decreto unico, l’obbligo di green pass per i dipendenti della pubblica amministrazione e per il settore privato è atteso per il pomeriggio di domani, giovedì 16 settembre, alle 16. Secomdo alcune fonti ministeriali, la riunione dell’esecutivo a Palazzo Chigi dovrebbe essere preceduta in mattinata, alle 10 e trenta, dalla cabina di regia alla quale parteciperanno il presidente del Consiglio Mario Draghi e i rappresentanti delle forze politiche della maggioranza. Il governo, dunque, non dovrebbe rallentare ma tirare dritto sul certificato verde obbligatorio. In queste ore prosegue il lavoro dei tecnici per perfezionare le norme, che devono tenere conto di diverse specificità. L’obbligo dovrebbe scattare per tutti a metà ottobre.

Sindacati, da governo obbligo pubblico-privato

La conferma che si va nella direzione di un Green pass obbligatorio a tutti i luoghi din lavoro sia pubblici sia privati è giunta nel pomeriggio di mercoledì 15 settembre, in occasione dell’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi tra il premier Draghi e alcuni ministri da una parte del tavolo, e i sindacati dall’altra. «Il governo ci ha informati che approverà un decreto per rendere il Green pass obbligatorio sui posti di lavoro pubblici e privati», ha spiegato il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri dopo l’incontro. Oltre al presidente del Consiglio, hanno partecipato i segretari generali di Cgil Landini, di Uil Bombardieri e il segretario confederale di Cisl Colombini. Presenti i ministri Orlando, Speranza, Giorgetti, Brunetta. «No licenziamenti per chi non lo ha - ha aggiunto Bombardieri - Garanzie da Governo».

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«Chiesta la gratuità dei tamponi»

«Abbiamo chiesto la gratuità dei tamponi fino a fine anno», hanno detto i segretari di Cgil e Uil Maurizio Landini e Bombardieri. «Il governo ci ha ringraziato del confronto, non ha dato risposte rispetto al provvedimento definitivo, ci auguriamo che tenga conto di queste riflessioni», ha spiegato Landini, aggiungendo che è stato chiesto al governo di valutare eventualmente anche un periodo transitorio.

Landini, non fatte date ma esteso da ottobre

Sui tempi dell’entrata in vigore dell’estensione del green pass per i lavoratori pubblici e privati dal governo «hanno parlato genericamente del mese di ottobre ma non hanno indicato date - ha spiegato Landini -. Hanno detto che è una decisione non ancora assunta. Non ci hanno detto che sicuramente domani» arriverà il decreto in Cdm, e «che stanno decidendo e valutando» anche alla luce di questo confronto.

Il segretario della Cgil: per ora governo non prevede obbligo vaccino

Quanto all’obbligo vaccinale previsto per legge, Landini ha affermato: «Abbiamo ribadito al governo che noi pensiamo che la strada migliore sia quella di un provvedimento legislativo per l’obbligo vaccinale. Siamo stati informati che invece la discussione non prevede almeno per ora questa scelta. Non è esclusa, ma per non prevista».

Già prima dell’incontro, la via sembrava tracciata: provvedimento unico e sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza il Pass. Il passaggio nel pomeriggio con le parti sociali è servito a chiarire alcuni aspetti: dalla copertura del costo dei tamponi (che non è prevista per i dipendenti della scuola) alle sanzioni, che possono arrivare fino alla sospensione dello stipendio. Per i docenti il mancato rispetto di queste prescrizioni vale assenza ingiustificata: niente stipendio e, dopo 5 giorni consecutivi di assenza, sospensione del rapporto di lavoro.

Obbligo di green pass sia nel pubblico che nel privato

L’obbligo di green pass scatterà dunque non solo oltre 1,2 milioni di addetti della Pa. (fonte: Fondazione Studi del Consulenti del lavoro), escludendo dal conteggio sanità e istruzione dove già oggi tra obbligo vaccinale e pass sono coinvolti 3,5 milioni di lavoratori. Ma anche per tutti i lavoratori del settore privato. Non solo per i lavoratori di quegli esercizi come ristoranti e palestre per cui il green pass è già previsto per accedervi. La conferma è arrivata in queste ore dalla ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini: «Si va verso l'obbligo del certificato verde non solo per i lavoratori del pubblico impiego ma anche per quelli del settore privato. Solo immunizzando la stragrande maggioranza della popolazione possiamo contenere i contagi. Il vaccino è l'unica arma che abbiamo contro il Covid».

Decreto unico nel Cdm giovedì

Il via libera al provvedimento arriverà giovedì 16 settembre, in occasione di una nuova riunione del Consiglio dei ministri, “preparata” da un vertice tra governo e i presidenti delle Regioni prima e poi da una cabina di regia tra Draghi e i rappresentanti delle forze politiche di maggioranza.

Il pressing di Draghi

Del resto, il presidente del Consiglio ha dato chiaramente la linea. «Non si tratta di decidere il se - ha confidato in occasione della prima conferenza stampa dopo la pausa estiva - ma a chi e quando estendere il Green pass». E ancora. «Le cose vanno fatte perché si devono fare» e non per un ritorno «immediato». Per questo è necessario «dire molti no e pochi sì, per evitare che tutto sia travolto dall'irresponsabilità». Il premier lo ha ripetuto ancora una volta,durante la sua trasferta bolognese per partecipare al G20 Interfaith Forum e alla cerimonia per intitolare l'Aula magna della Business school a Beniamino Andreatta.

Via libera definitivo del Senato al decreto Green pass

Intanto è giunto il via libera definitivo del Senato al decreto legge sul Green pass. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato la fiducia posta oggi dal Governo sul testo approvato dalla Camera con 189 sì, 32 no e 3 astenuti. Il provvedimento contiene le norme sul certificato verde (obbligatorio per accedere a ristoranti al chiuso, palestre, piscine, centri termali e altri luoghi dove c’è il rischio di assembramento, come cinema, teatri, sale da concerto, stadi o palazzetti sportivi), la proroga a fine anno lo stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2021 e rivede i parametri sanitari per il passaggio di colore nelle regioni del Paese. Il provvedimento ha ottenuto il primo via libera della Camera, senza fiducia, la settimana scorsa con il via libera anche dalla Lega.

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