Informativa alla Camera

Green pass, Lamorgese: «Niente strategia della tensione. Analogie tra Trieste e Roma»

Da febbraio 2020 al 18 ottobre 5.569 manifestazioni di protesta, di cui 1.526 tra il 22 luglio e il 18 ottobre hanno riguardato la contestazioni del pass

di Nicoletta Cottone

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese (Ansa/Claudio Peri)

4' di lettura

Sono stati «da subito chiari i rischi di strumentali intrusioni di frange eversive». Lo ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, chiamata a riferire prima alla Camera e poi al Senato sulla gestione dell’ordine pubblico nel corso degli scontri a Roma presso la sede della Cgil. Si registra, ha detto la ministra nel corso dell’informativa, «una insofferenza diffusa dovuta al Covid», culminata oltre 5.500 manifestazioni in pochi mesi. Da febbraio 2020 al 18 ottobre, esattamente, si sono tenute 5.569 manifestazioni di protesta, più della metà nel 2021, e di queste 1.526 tra il 22 luglio e il 18 ottobre, che hanno riguardato la contestazioni al green pass. Il 3,4% è sfociato in episodi di violenza, pari a 52 manifestazioni. «Nello stesso periodo - ha detto Lamorgese - lo sforzo di contenimento delle contestazioni di piazza ha portato all’assegnazione di 17.470 unità delle forze mobili di polizia all’autorità di pubblica sicurezza». L’informativa si è svolta fra applausi, brusii e proteste dell’Aula.

«Respingo l’accusa di strategia della tensione»

C’è stata una lettura politica, ha detto la ministra, «che tende ad accreditare la tesi di un disegno assecondato da comportamento delle forze dell’ordine. Devo respingere fermamente questa lettura, perché insinua il dubbio che le forze della polizia si prestino a essere strumento di oscure finalità politiche. É un’ingiusta accusa, che getta un’ombra inaccettabile sull’operato delle forze ordine», ha detto Lamorgese nella sua informativa alla Camera sugli scontri a Roma. Parole che sono state accolte con proteste in Aula.

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A Trieste si voleva scongiurare il blocco del porto

La ministra Lamorgese ha parlato anche di quanto accaduto a Trieste, dove si sono registrati fino a 8mila manifestanti. «Si voleva scongiurare il blocco del porto», ha detto la ministra, sottolineando che nel centro di Trieste sono stati lanciati sassi e bottiglie contro gli agenti. E ricordando che l’area del porto è pienamente agibile.Il 17 ottobre il prefetto di Trieste ha indetto un comitato urgente per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha detto Lamorgese, e nel corso della riunione «si è condiviso in quella sede di effettuare la mattina seguente lo sgombero del varco 4 in considerazione dei disagi accusati e destinati ad aggravarsi. Alle 8.30 di ieri sono iniziate pertanto le operazioni di sgombero e nonostante l’invito a spostarsi» in un’altra piazza i manifestanti hanno improvvisato un sit in». Ha ricordato che per i fatti di Trieste ci sono 4 denunciati e indagini in corso. «Trieste è divenuto polo di attrazione della protesta contro il green pass con manifestanti provenienti da altre regioni di Italia» e la protesta nel weekend ha impedito «a oltre 700 tir di raggiungere l’area portuale» e di eseguire lo sbarco delle merci da una nave attraccata al molo settimo».

Analogie tra Trieste e Roma

E a Trieste «la proclamazione dello sciopero indetto per ben 5 giorni, dal 15 al 20 ottobre, era illegittimo secondo l’autorità di garanzia, sia per il mancato preavviso che per l’inosservanza della regola della rarefazione oggettiva preordinata a evitare gravi pregiudizi alla continuità del servizio e relativi riflessi sull’utenza». Nonostante «il richiamo del prefetto di Trieste alla palese illegittimità dello sciopero, è stato attivato un presidio al varco 4», impedendo lo scarico e carico merci a 700 mezzi pesanti. «Nei momenti di maggiore tensione si è prefigurato il pericolo di degenerazione dell’ordine pubblico ed è stato necessario l’uso di idranti e lacrimogeni». Il ministro dell’Interno ha parlato di «caratteristiche analoghe ai fatti di Roma» ai cortei verso Palazzo Chigi e Montecitorio.

Ci attende un periodo molto impegnativo con il G20 di fine ottobre

«Ci attende un periodo ancora molto impegnativo che per altro vedrà a fine ottobre lo svolgimento del G20», ha detto Lamorgese, nel corso della sua informativa alla Camera. «É da considerare prezioso l’apporto informativo volto a considerare ogni pericolo e indirizzare attività di mediazioni che hanno dimostrato l’efficacia nell’abbassare la tensione e decongestionare la piazza».

Quarantuno feriti fra le forze dell’ordine

A Roma in piazza sono scesi la destra radicale, la sinistra antagonista e gli anarchici. Alla Cgil c’erano tra 10 e 12mila persone, mentre gli organizzatori avevano parlato di mille. Un afflusso inaspettato il 9 ottobre, mentre le manifestazioni precedenti erano state più contenute. «Sono stati 41 i feriti tra le forze ordine per contrastare i facinorosi», ha detto la ministra. Lamorgese ha anche chiarito che esclude la presenza di infiltrati fra i manifestanti. L’irruzione nella sede della Cgil è stato «il momento più drammatico», ha detto Lamorgese, «che ha turbato l’opinione pubblica per la violenza dell’azione distruttiva e lo sfregio alla democrazia. Un momento durato 8 angoscianti minuti, che ha avuto il suo apice tra le 17.32, quando i manifestanti hanno fatto irruzione nella sede sindacale, e le 17.35, quando le forze di polizia hanno ripreso il controllo della situazione e liberato i locali». La ministra ha anche parlato dell’assalto al pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, non riuscito grazie alla Polizia. A Milano c’erano 80 anarchici fra i manifestanti: la posizione è al vaglio per 66.

Superata ogni ragionevole previsione: non deve ripetersi

«Nell’immediatezza dei fatti - ha detto la ministra - ho chiesto al capo della Polizia una dettagliata ricostruzione delle evidenti criticità che, occorre riconoscerlo, hanno contrassegnato la gestione dell’ordine pubblico di quelle ore. É palese che non si sia riusciti a contenere tutti i propositi criminali da cui era mossa la parte violenta dei manifestanti, specie quella istigata da elementi più politicizzati». Nell’informativa Lamorgese ha sottolineato «il deficit di sicurezza determinato dalla situazione che ha superato ogni ragionevole previsione» e che non deve «più ripetersi».

Emersi nuovi obiettivi sensibili

«In questo periodo la protesta ha investito minacciosamente ogni ambito facendo emergere nuovi soggetti da tutelare e nuovi obiettivi sensibili da proteggere», ha detto Lamorgese, sottolineando il «carattere sfidante della protesta, intenzionata a non fermarsi». Per il ministro «non si può in alcun modo abbassare la guardia» e bisogna «mantenere la massima attenzione per garantire non sia turbata la tranquillità nazionale».

Meloni lancia petizione ’sfiduciamo Lamorgese’

Intanto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha lanciato una petizione su Twitter. «Lamorgese unico Ministro al mondo che usa il pugno duro con manifestanti e lavoratori pacifici e - allo stesso tempo - consente a violenti e delinquenti di organizzare maxi rave party o rovinare le proteste altrui. #SfiduciamoLamorgese, firma anche tu», ha scritto in un tweet.

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