Il decreto

Green pass, non c’è violazione privacy del prof, ma va usata solo l’app VerificaC19

Consiglio di Stato: le critiche sulla presunta illegittimità dell’obbligo per il personale della scuola di munirsi del “certificato verde” sono senza fondamento

di Pietro Alessio Palumbo

(PERSONAGGI)

2' di lettura

Con il decreto 5950 del 30 ottobre scorso la terza sezione del Consiglio di Stato ha chiarito che le critiche mosse sulla presunta illegittimità delle disposizioni ministeriali che obbligano docenti e non docenti a munirsi di green pass sono senza fondamento. Nessuna violazione della privacy di docenti e Ata sebbene obbligati a esibire il “certificato verde” rilasciato dopo la vaccinazione. Le censure sono smentite sia dall'avvenuto pieno recepimento delle indicazioni del Garante della Privacy in proposito, sia dal dato tecnico poiché la lettura del QR Code con l'applicazione ufficiale VerificaC19 esclude ogni conservazione del dato identitario personale.

Accertamento dovuto

È operato solo il dovuto accertamento sulla autenticità del green pass. E questo controllo è imprescindibile dal momento che emergono sempre più frequenti i casi e persino il commercio di certificati verdi contraffatti.

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Nessuna discriminazione

Secondo il Giudice di palazzo Spada va smentita anche ogni ipotesi di “discriminazione”: ove non intendano vaccinarsi docenti e collaboratori scolastici sono abilitati a ottenere il certificato verde con diversi test quali ad esempio l'antigenico rapido. Per altro verso la preminenza del diritto personale alla salute quale fondamento del rifiuto di vaccinarsi non può avere valore assoluto quando sia posto a confronto con eguale diritto di una collettività di persone tra cui nella specie gli studenti. Il diritto di questi ultimi di evitarsi possibili contagi ha preminenza perché espressione di una componente della “salute pubblica” a fronte del diritto del docente (peraltro non negato viste le misure alternative al vaccino) che è di carattere individuale. Per di più - ha accentato il Giudice amministrativo - stiamo parlando di chi ha responsabilità specifiche e rafforzate verso gli studenti. Responsabilità che costituiscono elementi essenziali della funzione, anzi della “missione”, di ogni docente. Del resto a ben vedere la natura strettamente economica del pregiudizio relativo alla possibile sospensione retributiva legata al rifiuto è collegata proprio alla infungibilità della funzione docente.

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