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Green pass rafforzato: stretta da oggi su locali, sport e trasporti

Serve il certificato ottenuto con vaccino o guarigione per quasi tutte le attività. E c’è l’obbligo vaccinale per 27 milioni di over 50

di Eugenio Bruno e Valentina Melis

Obbligo vaccino per over 50, cento euro multa una tantum

3' di lettura

La nuova stretta anti-Covid comincia oggi da bar, ristoranti, alberghi, palestre, piscine, mezzi di trasporto. Per accedervi, sia al chiuso che all’aperto, servirà il green pass “rafforzato”, quello che si ottiene cioè con la vaccinazione (anche per i 15 giorni successivi alla prima dose) o con la guarigione dall’infezione da Coronavirus e che ha una durata di sei mesi.

Stop, dunque, a chi ha solo la certificazione legata al tampone. Praticamente, un mini-lockdown per gli italiani non vaccinati – quasi 4,8 milioni quelli sopra 12 anni – che esclude soltanto i servizi essenziali (come alimentari e farmacie).

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A queste restrizioni si aggiungerà dal 20 gennaio l’obbligo del green pass base (anche solo con il tampone, che continua ad avere una durata di 48 ore se antigenico e 72 se molecolare) per accedere ai locali di barbieri, parrucchieri ed estetisti.

Dal 1° febbraio, poi, lo stesso certificato base sarà necessario anche per entrare in uffici pubblici, poste, banche e negozi. Un decreto atteso nelle prossime due settimane dovrà chiarire quali sono le attività ritenute necessarie per soddisfare esigenze primarie, che in quanto tali saranno escluse dal nuovo obbligo.

IL CALENDARIO DEGLI OBBLIGHI
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L’obbligo di vaccino

L’altra grande novità al debutto con il decreto legge varato dal Governo il 5 gennaio, è l’obbligo di vaccino anti-Covid per tutti gli italiani e gli stranieri residenti in Italia che hanno più di 50 anni o che li compiranno entro il prossimo 15 giugno.

È una platea di 27 milioni di persone, 8 milioni delle quali risultano occupate, come lavoratori dipendenti o come autonomi. Dal 15 febbraio, i lavoratori sopra 50 anni – sia dipendenti, sia liberi professionisti – nel settore pubblico e nel privato, dovranno avere il green pass rafforzato per poter svolgere la propria prestazione nei luoghi di lavoro. L’obbligo si applica, per ora, fino al 15 giugno.

Per la maggior parte, si tratta di persone già vaccinate, come rivela il monitoraggio diffuso settimanalmente dal Governo. Ma nella fascia di età tra 50 e 59 anni, ad esempio, ce ne sono 993mila che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose del vaccino. Tra 60 e 69 anni, gli italiani non coperti dal vaccino sono 616.595.

Restano comunque due milioni di italiani non vaccinati, di età compresa fra 30 e 49 anni, che sono esclusi, per ora, dal nuovo obbligo vaccinale. A meno che non lavorino in settori per i quali l’obbligo era già previsto, come sanità, scuola, e sicurezza.

A questi settori si aggiunge ora l’università: il decreto legge del 5 gennaio estende infatti l’obbligo del vaccino anti-Covid al personale docente e non docente degli atenei, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) e degli istituti tecnici superiori. A partire dal 1° febbraio. Nessuna novità invece per gli studenti universitari: per accedere agli atenei basterà la certificazione base e i controlli continueranno a essere a campione. Tanto più che per i primi due mesi del 2022 molti atenei, recependo l’input giunto dalla ministra Cristina Messa, stanno programmando gli esami (soprattutto gli orali) e le sedute di laurea di nuovo a distanza.

Senza stipendio

Rinviando all’altro articolo in pagina per l’approfondimento sul quadro sanzionatorio, ricordiamo che la conseguenza più rilevante da mettere in conto, per i lavoratori che non volessero adempiere all’obbligo del vaccino, è la sospensione dal servizio e dallo stipendio: poiché gli obblighi vaccinali già previsti fino a oggi per i lavoratori si applicano fino al 31 marzo, termine dello stato di emergenza, e il nuovo obbligo per i lavoratori over 50 vale fino al 15 giugno, il periodo non coperto da retribuzione, in caso di mancata vaccinazione, sarebbe piuttosto lungo.

Non si rischiano, invece, conseguenze disciplinari, come il licenziamento, perché le norme emergenziali fanno salve, per chi non si vaccina, la conservazione del posto di lavoro.

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