Vaccinazioni e spostamenti

Green pass, i requisiti d’ingresso per i vaccinati all’estero

Si attende il regolamento europeo di luglio per chiarire i numerosi dubbi. I Paesi non hanno fatto accordi per riconoscersi le vaccinazioni

di Alessandro Longo

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3' di lettura

Gli italiani vaccinati all’estero come fanno a tornare in Italia? E magari qui anche a completare il ciclo vaccinale? Un dilemma che sta affliggendo i tantissimi italiani residenti all’estero per motivi di studio o lavoro. E che a luglio-agosto di solito tornano in patria per vacanza. La normativa in merito al green pass non è infatti chiara sul punto e si attende un regolamento europeo, entro luglio, per sistemare tutti i dettagli ancora scoperti.

Due punti sono certi. Primo: per tornare in Italia serve aver completato da almeno 15 giorni il ciclo vaccinale. Questo vale indifferentemente per cittadini italiani o cittadini di altri Paesi europei.

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Secondo: fino al 12 agosto è possibile ancora viaggiare in Europa anche senza green pass, ma mostrando le certificazioni che vi darebbero diritto (completamento ciclo, guarigione, tampone). Si tiene conto infatti dei ritardi di produzione dei green pass a chi ne avrebbe già diritto.

Tornare in Italia con i requisiti del green pass

Chi rispetta le condizioni del pass europeo può entrare in Italia senza tampone o quarantena; munito del green pass o (fino al 12 agosto) delle certificazioni cartacee corrispondenti.

Attenzione, però. Questo vantaggio vale solo per chi entra in Italia dai Paesi Ue, più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera (aderenti al green pass europeo); più Usa, Canada, Giappone (in virtù di una ordinanza del ministero della Salute in vigore dal 21 luglio).

Chi viene da un altro Paese dovrà seguire le regole specifiche stabilite dall’Italia per quel Paese e per quello specifico momento. Ad esempio, adesso chi viene dal Regno Unito dovrà avere un tampone negativo (da massimo 48 ore) e fare cinque giorni di quarantena in Italia. Una regola restrittiva (applicata per i pericoli della variante Delta), che – di nuovo – vale qualunque sia la cittadinanza della persona. Conta solo quale sia il Paese di provenienza del viaggio. E – lo ribadiamo per chiarezza – non conta se quella persona abbia fatto tutti i vaccini da abbastanza tempo. La questione si risolverà solo in virtù di accordi che dovessero includere anche quel Paese nei vantaggi del green pass.

Tornare in Italia con una sola dose o nessun vaccino fatto

Diverso e più complesso il problema per chi non ha completato il ciclo vaccinale. Dovrà seguire le regole stabilite in Italia, per chi viene da quel Paese e non ha il green pass (né i requisiti per averlo).

Non è finita qui. Un cittadino italiano che rientra dall’estero come fa a vaccinarsi o completare il ciclo vaccinale in Italia?

Si attende il regolamento europeo di luglio anche per chiarire questo punto. I Paesi non hanno fatto accordi per riconoscersi le vaccinazioni.

I residenti all’estero iscritti all’anagrafe Aire possono – per un’ordinanza del generale Figliuolo – vaccinarsi in Italia come tutti gli altri cittadini italiani.

Al momento della prenotazione però non risulterà l’eventuale prima dose fatta all’estero, perché i database sanitari dei Paesi non comunicano a questo livello.

In teoria si può portare al centro vaccinale la documentazione che attesta la prima dose, ma al momento non ci sono garanzie che l’Italia riconosca così il completamento del ciclo; né che lo faccia il Paese di residenza del cittadino. Stesso problema per chi volesse fare la prima dose in Italia e la seconda all’estero, dove risiede.

Se i tempi del richiamo lo consentono, converrebbe insomma completare il ciclo vaccinale nel Paese di residenza.

A chi invece, pur tornando dall’estero, risiede in Italia e vi intende restare a lungo, converrebbe iniziare e finire il ciclo vaccinale qui. Se ha fatto la prima dose fuori, deve infatti completare il ciclo in Italia, esponendosi per ora all’incertezza normativa descritta sopra e che auspicabilmente si chiarirà con il prossimo regolamento europeo.

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