Emergenza Covid

Green pass, tamponi e quarantena. Le regole per i viaggi in Italia e all’estero

Per chi proviene dai paesi dell'Unione europea e dell'area Schengen (oltre che dalla Gran Bretagna e da Israele), dal 16 maggio non è più prevista la quarantena di cinque giorni

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 20 maggio 2021, ore 20:50

(ANSA)

5' di lettura

Da metà maggio si è allentata la stretta per chi arriva in Italia dall’estero. In particolare per chi proviene dai paesi dell'Unione europea e dell'area Schengen (oltre che dalla Gran Bretagna e da Israele), dal 16 maggio non è più prevista la mini-quarantena di cinque giorni. Ma essere vaccinati o guariti dal Covid da meno di sei mesi, in attesa dell’adozione del green pass europeo, non basta. Per entrare nel nostro Paese bisognerà avere un test molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Chi non presenta l'esito del tampone dovrà effettuare una quarantena di 10 giorni e un tampone al termine dell'isolamento.

Voli «Covid tested» rafforzati

Sono stati rafforzati però sempre da metà maggio i voli “Covid tested” estendendone la sperimentazione e ampliando i Paesi di provenienza. Per chi arriva non solo dagli Stati Uniti ma anche da Canada, Giappone, Emirati Arabi Uniti c’è la possibilità infatti di evitare la quarantena se si atterra a Fiumicino, Malpensa, Napoli e Venezia con voli, già adottati da diverse compagnie, che prevedono un tampone 48 ore prima della partenza e uno all’arrivo.

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Quarantena di 10 giorni dai Paesi extra Ue

Al di là dei voli Covid tested, per chi proviene da Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Ruanda, Singapore, Thailandia, Giappone, Canada e Stati Uniti è necessario mostrare l'esito di un test negativo effettuato nelle 72 ore precedenti, comunicare il proprio ingresso in Italia ed effettuare una quarantena di 10 giorni, al termine della quale ci si dovrà sottoporre ad un nuovo tampone. Sono state inoltre prorogate le misure restrittive nei confronti del Brasile fino al 30 luglio 2021 (ingressi vietati ad eccezione di chi ha la residenza in Italia da data anteriore al 13 febbraio 2021 e di chi deve raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione di civile).

Ingressi vietati da India, Bangladesh e Sri Lanka

Ed è vietato fino al 30 maggio l'ingresso per chi proviene dal India, Bangladesh e Sri Lanka ad eccezione dei cittadini italiani con residenza anagrafica in Italia e che non presentano sintomi Covid-19 e dei cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire). Da tutti gli altri paesi extra Ue, infine, è possibile entrare in Italia solo per motivi di lavoro, salute, studio, assoluta urgenza o rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza, sempre mostrando l'esito di un tampone negativo effettuato 72 ore prima della partenza e sottoponendosi alla quarantena per 10 giorni. E sottoporsi al termine dell'isolamento di 10 giorni ad un ulteriore tampone molecolare o antigenico.

Green card nazionale in stand by per viaggiare

Nei giorni scorsi il premier Mario Draghi ha annunciato che si potrà tornare a viaggiare in tutta Italia dall’estero con un “pass verde nazionale”, in attesa che entri in vigore il green pass europeo previsto per la metà di giugno. Il pass è di fatto identico alle “certificazioni verdi”, vale a dire i documenti che già ora gli italiani devono utilizzare per spostarsi per turismo tra regioni arancioni e rosse (certificato di vaccinazione o guarigione). Ma, per evitare fughe in avanti e non adottare decisioni diverse da quelle che l’Europa deve ancora concordare, il governo ha deciso di non accelerare. Tampone per tutti dunque, 48 ore prima della partenza. E quarantena a seconda dei casi.

Le regole per le destinazioni nazionali

Per quello che riguarda gli spostamenti per turismo tra regioni italiane, le cose sono piuttosto semplici: ci si può muovere liberamente tra regioni che siano gialle o bianche, mentre servirà una certificazione chiamata green pass per entrare e uscire da regioni arancioni o rosse (ad oggi assenti a parte la Valle d’Aosta) per motivi di turismo (per ragioni di lavoro, salute o necessità basta l’autocertificazione). Dal punto di vista ufficiale, mancano ancora gli ultimi dettagli da definire in base alle indicazioni che arriveranno a breve dal Ministero della Salute, ma i certificati verdi (previsti per chi è guarito dal Covid, chi ha completato la vaccinazione e chi si è sottoposto a tampone molecolare o antigenico), ancora non disponibili, saranno rilasciati a breve con diverse modalità e diversa durata a seconda dei tre possibili casi previsti. .

Durata variabile

La durata del green pass per i vaccinati è stata portata da 6 mesi a 9 mesi «a far data dal completamento del ciclo vaccinale». Non solo. È stato deciso di rilasciare la certificazione contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, «con validità dal «quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale». La durata della certificazione verde in caso di guarigione resta di sei mesi a far data dall'avvenuta guarigione dal Covid. In caso di tampone negativo, il certificato ha una validità di quarantotto ore dall'esecuzione del test.

Verso il green pass europeo

Il certificato verde è per ora soprattutto cartaceo: per i vaccinati la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo (o digitale), dalla struttura sanitaria ovvero dal medico o farmacista che effettua la vaccinazione. Ma entro il 20 giugno sarà definita la versione digitale del green pass nazionale. Sarà un Dpcm a dettagliare le modalità sentendo anche il Garante della privacy. Si punterà su un QR Code associato a un codice identificativo univoco a livello nazionale e che dovrà essere leggibile da tutti gli Stati Ue nel momento in cui sarà licenziata la versione europea.

Per viaggiare nei paesi europei le istituzioni Ue hanno raggiunto un accordo per realizzare l’Eu Digital Covid Certificate, per vaccinati (con siero riconosciuto dall’Ema), guariti o titolari di un test negativo. Il Certificato dovrebbe essere disponibile dal 1° luglio. E dovrebbe garantire la libera circolazione tra i Paesi Ue. Ulteriori restrizioni nei confronti dei viaggiatori titolari del certificato non sono possibili «in linea di principio», tuttavia potranno essere imposte «ove necessario e in modo proporzionato, sulla base di evidenze, con notifica alla Commissione e ad altri Stati membri».

Per i viaggi dall’Italia regole diverse

Per ora ogni paese ha delle proprie regole, diverse anche all'interno dell'Unione europea. È consentito l'ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Vige l'obbligo di presentare un test molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l'ingresso. Non sono ammessi i test rapidi, nemmeno per le Canarie. Ai viaggiatori in ingresso in Gran Bretagna vengono richiesti quattro adempimenti: avere un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza; compilare un formulario on line (”travel locator form”) nei due giorni precedenti la partenza in cui va fornito indirizzo e numero di telefono; effettuare una quarantena di 10 giorni , che si riduce a 5 se si arriva da un paese non inserito nella black list e si effettua un tampone a pagamento; effettuare 2 test covid in occasione del secondo e dell'ottavo giorno di isolamento, da prenotare e pagare prima dell'ingresso nel paese al costo di 210 sterline.

Tutti coloro che vogliono comunque andare in Francia (ad eccezione dei minori di 11 anni) devono esibire un test molecolare negativo effettuato nelle 72 ore precedenti e compilare un'autocertificazione. Chiunque entri in Germania deve mostrare prima dell'imbarco una documentazione che dimostri di essere vaccinato (con entrambe le dosi o una se si è avuto il Covid), guarito o di esser risultato negativo ad un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore predecenti. Tale obbligo non vale per i bambini sotto i 6 anni. Al momento dell'ingresso in Grecia i passeggeri che risiedono nei Paesi Ue, nell'area Schengen, Regno Unito, Usa, Emirati Arabi Uniti, Serbia e Israele devono avere un test molecolare negativo (in inglese), effettuato nelle 72 ore precedenti all'arrivo, o - in alternativa - un certificato di vaccinazione. Per gli altri passeggeri continua a essere prevista la quarantena di 7 giorni. L'ingresso negli Stati Uniti è vietato ai viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell'area Schengen (inclusa l'Italia), nel Regno Unito, Irlanda, Brasile, Sud Africa Cina o Iran. Sono però previste alcune eccezioni al divieto di ingresso (cittadini statunitensi e residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico).

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