Emergenza Covid

Green pass Ue, le faq della Commissione: ecco cosa c’è da sapere

Il Covid digitale Ue, o Green Pass, entrerà in vigore il 1° luglio. Eviterà ai viaggiatori che lo detengono di essere sottoposti a test e/o quarantene quando viaggiano all’interno dell’Unione

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 21 giugno 2021, ore 15:51

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5' di lettura

Entrerà in vigore il 1° luglio il certificato Covid digitale Ue, o Green Pass. Con un periodo di transizione di sei settimane per gli Stati membri che hanno bisogno di più tempo per cominciare a emettere i certificati. Il documento eviterà ai viaggiatori di essere sottoposti a test e/o quarantene all’interno dell’Unione, contribuendo così al graduale ripristino della libertà di circolazione in Europa. Il Pass sarà rilasciato a tutti i cittadini Ue che abbiano questi requisiti: siano stati vaccinati oppure siano guariti dal Covid-19 o si siano sottoposti a un test con risultato negativo. Ma vediamo nel dettaglio alcuni aspetti del green pass, a partire da alcune faq della commissione Ue, sulla base del regolamento firmato ufficialmente il 14 giugno dalle istituzioni Ue.

In che modo il green pass Ue agevolerà la libera circolazione?

Gli Stati membri dovranno astenersi dall’imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato Covid digitale UE, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutelare la salute pubblica. In tal caso lo Stato membro deve informare tempestivamente la Commissione e tutti gli altri Stati membri e motivare tali nuove misure.

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Qual è il ruolo degli Stati membri nel rilascio del green pass?

Tutti gli Stati membri devono fornire soluzioni digitali per il rilascio gratuito del certificato Covid digitale UE. Queste comprendono: una app o un portale per il rilascio dei certificati sia digitali che su supporto cartaceo. In Italia il green pass potrà essere scaricato sul proprio telefonino o stampato attraverso vari canali: sito web dedicato, «Fascicolo Sanitario Elettronico», app Immuni e app, ma anche per mezzo della tessera sanitaria. In quest’ultimo caso a rilasciare il certificato verde ai cittadini saranno «medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri medici delle aziende sanitarie».

Quali informazioni conterrà il certificato Covid digitale Ue?

Il certificato Covid digitale Ue conterrà solo informazioni necessarie quali il nome, la data di nascita, il soggetto che ha rilasciato il certificato e l’identificativo univoco del certificato. Inoltre, per un certificato di vaccinazione: tipo di vaccino e fabbricante, numero di dosi ricevute, data di vaccinazione; per un certificato di test: tipo di test, data e ora del test, luogo e risultato; per un certificato di guarigione: data del risultato positivo al test, periodo di validità.

Come ottenere il certificato Covid digitale Ue?

Dopo aver ricevuto un vaccino in un paese dell’Ue, il cittadino riceverà automaticamente, o su richiesta, il certificato Covid digitale Ue. Le modalità dettagliate per il rilascio dei certificati sono stabilite dai rispettivi Stati membri. In Italia il certificato di vaccinazione è rilasciato dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione. Quello di guarigione, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Il risultato del tampone molecolare o antigenico dalle strutture sanitarie pubbliche da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test.

Quali vaccini saranno accettati?

I quattro i vaccini che hanno ottenuto le autorizzazioni d'uso dall'Agenzia europea dei medicinali (Ema) e dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa): il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, il vaccino Moderna, il vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNTech ed il vaccino Janssen (Johnson & Johnson). Chi è stato vaccinato con una prima dose di AstraZeneca e una seconda dose di un altro vaccino autorizzato dall’Ema otterrà comunque il Green Pass.

Il certificato può essere rilasciato già dopo la prima dose?

Sì. Ogni Paese è libero di riconoscere e rilasciare il Pass anche dopo la prima dose. Il numero di dosi sarà chiaramente riportato nel certificato Covid digitale UE per indicare se il ciclo vaccinale è stato completato. Ogni Stato può decidere di comportarsi come crede, in questo caso: quindi, per esempio, un Paese Ue può rilasciare il certificato dopo la prima dose, ma un altro è libero di non riconoscerlo e di richiedere un ciclo vaccinale completo o un test. Ad ogni modo il regolamento impone inoltre agli Stati membri di accettare certificati di vaccinazione alle stesse condizioni, vale a dire che, ad esempio, se uno Stato membro decide di abolire le restrizioni di viaggio per i propri cittadini che dispongono di un certificato per la prima dose di un vaccino a due dosi, deve estendere lo stesso trattamento ad altri cittadini dell’Ue.

Come funzionerà il green pass Ue?

Il certificato contiene un codice QR con una firma digitale per impedirne la falsificazione. Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del codice QR e alla
verifica della firma. Ogni organismo di rilascio (ad esempio un ospedale, un centro di test o un’autorità sanitaria) dispone della propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi sono conservate in una banca dati protetta in ciascun paese. Il 1º giugno la Commissione ha attivato un gateway attraverso il quale tutte le firme dei certificati possono essere verificate in tutta l’Ue.

Il green pass Ue sarà accettato in Svizzera e nei paesi del See?

I paesi del See (Spazio economico europeo) Islanda, Liechtenstein e Norvegia potranno utilizzare il sistema dei certificati Covid digitali Ue. I certificati svizzeri dovrebbero essere accettati alle stesse condizioni del certificato Covid digitale Ue, dopo che la reciprocità sarà confermata dalla Svizzera

I bambini possono ottenere un certificato Covid digitale Ue?

Sì, i bambini possono ottenerlo. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato il via libera all’uso del vaccino BioNTech Pfizer per i bambini di età compresa tra 12 e 15 anni. I bambini possono inoltre ricevere un certificato di test o di guarigione. I bambini sotto i 6 anni di età saranno esentati anche dai test. Mentre quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a tampone per ottenere il pass .

Quali test saranno accettati per il rilascio del green pass?

Per garantire l’attendibilità del risultato del test, soltanto i cosiddetti test molecolari Naat e i test antigenici rapidi figuranti nell’elenco comune stabilito sulla base della raccomandazione 2021/C 24/01 del Consiglio dovrebbero essere ammissibili per un certificato di test rilasciato sulla base del regolamento sul certificato Covid digitale Ue.
Spetta tuttavia ad ogni Stato membro decidere se accettare i test antigenici rapidi o solo i test Naat.

Perché non saranno accettati i test autodiagnostici?

I test autodiagnostici non sono effettuati in condizioni controllate e, per il momento, sono considerati meno affidabili. I certificati dovrebbero essere rilasciati dalle autorità sanitarie, che tuttavia non possono controllare i test effettuati, ad esempio, a casa, e quindi non possono rilasciare certificati affidabili per tali test.

I certificati avranno un periodo minimo di validità?

La validità dovrebbe essere di 72 ore per i test molecolari e 48 ore per i test antigenici rapidi. Il regolamento introduce inoltre alcuni principi di base, tra cui la fissazione del periodo massimo di validità del certificato di guarigione a 180 giorni. Non è prevista una validità massima dei certificati di vaccinazione, in quanto ciò dipenderà dai nuovi
dati scientifici relativi alla durata della protezione dei diversi vaccini.

Come saranno trattati i dati personali?

Poiché tra i dati personali contenuti nei certificati vi sono dati medici sensibili, sarà garantito un altissimo livello di protezione dei dati. I certificati conterranno solo le informazioni strettamente necessarie, che non potranno essere conservate dai paesi visitati. A fini di verifica, verranno controllate solo la validità e l’autenticità del certificato accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Durante questo processo non vengono scambiati dati personali. Tutti i dati sanitari rimarranno negli Stati membri che hanno rilasciato il certificato Covid digitale Ue. Il sistema del certificato Covid digitale Ue non richiederà la creazione né la manutenzione di una banca dati di certificati sanitari a livello dell’Ue e non saranno scambiati dati personali attraverso il gateway Ue.

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