Emergenza Covid

Green pass, al via la raccolta firme per il referendum abrogativo: 40 giorni per le adesioni

Le almeno 500mila sottoscrizioni vanno depositate entro il termine di legge (prorogato di recente) del 30 ottobre. La prospettiva è di arrivare al voto non prima di aprile 2022. L’ex direttore di Rai2 Carlo Freccero tra i promotori del referendum

di Andrea Gagliardi

3' di lettura

Una raccolta di firme per un referendum abrogativo delle disposizioni legislative in materia di Green pass. L’ha annunciata un comitato composto, si legge sul sito referendumnogreenpass.it, dall’avvocato di Salerno Olga Milanese, da Luca Marini docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica e da Francesco Benozzo, docente di filologia romanza all’Università di Bologna e responsabile scientifico di centri di ricerca internazionali di antropologia, linguistica e consapevolezza civica. Fra i promotori e garanti c’è anche l’ex direttore di Rai2 ed ex consigliere d’amministrazione della Rai Carlo Freccero, che alla Stampa ha dichiarato tra l’altro: «Il Green Pass è destinato a diventare l’embrione della futura tessera di identificazione digitale a cui mira il ‘Grande Reset' in via di attuazione»

Quattro quesiti

Quattro sono i quesiti referendari che riguardano altrettanti decreti legge. Per i promotori il Green Pass costituisce un «palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico», e che «mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l'odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana».

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Obiettivo 500mila firme entro fine ottobre

Le almeno 500mila sottoscrizioni necessarie vanno raccolte e depositate entro la fine di ottobre. Dopo le verifiche della Cassazione e la valutazione di ammissibilità del quesito da parte della Corte Costituzionale, la prospettiva dei promotori è di arrivare al voto non prima di aprile 2022. Non sarà facile. Il decreto semplificazioni approvato a fine luglio ha disposto la proroga di un mese dei termini di legge (dal 30 settembre al 30 ottobre) per il deposito delle firme e dei certificati necessari per le richieste di referendum abrogativo. Ma 40 giorni per depositare presso la cancelleria della Corte di Cassazione tutti i fogli contenenti le almeno 500mila firme e i certificati elettorali dei sottoscrittori è un tempo molto ristretto.

Banchetti e punti di raccolta

I promotori invitano a sottoscrivere i quesiti referendari ai banchetti e nei punti di raccolta (soprattutto studi legali) in via di aggiornamento nonché con la firma digitale con l’apposizione della marca temporale o l’invio attraverso la Pec. Da sottolineare che è stato il ricorso alla firma digitale a far volare le adesioni al referendum sulla cannabis (oltre 500mila mila a una settimana dal lancio) e a quello sull’eutanasia (oltre 850mila firme). «Nel frattempo studieremo ricorsi in sede giudiziaria, anche internazionale, oltre a iniziative di dialogo ’politico’. Se questi tentativi dovessero fallire, il referendum abrogativo costituirà l’ultima chance per opporsi a un odioso strumento di discriminazione personale e sociale» spiega l’avvocato Milanese.

Figliuolo: referendum? Sono strumento democrazia

«Tutti gli strumenti di democrazia quando vengono adottati vanno bene. Io sono per adottare la Costituzione e la democrazia. Poi decideranno i cittadini sulla base delle loro scelta». Così dal canto suo il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, si è espresso sull’ipotesi di un referendum sul green pass.

Vaccinazioni ripartite

Intanto, però, subito dopo il varo del decreto in consiglio dei ministri che ha introdotto in tutti i luoghi di lavoro - pubblici e privati - l'obbligo di green pass, si sono registrati i primi segnali di ripartenza delle vaccinazioni, scese nelle ultime settimane a una media giornaliera poco oltre 200mila somministrazioni. Il commissario Figliuolo ha parlato di una crescita delle prenotazioni dal 20% al 40%. Dopo il nuovo decreto c'è poco tempo per mettersi in regola. Almeno per quelli che decideranno di ottenere il pass attraverso il vaccino: il certificato verde è valido infatti 15 giorni dopo la prima dose, questo significa che chi vuole farsi trovare “pronto” con il pass in tasca da metà ottobre ha tempo fino al prossimo 30 settembre.

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