AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùIL meeting dei grandi esportatori

Greggio e titoli petroliferi giù: in bilico l'estensione dei tagli Opec+ alla produzione

Non sono tutti allineati i Paesi del cartello sul prolungare i limiti alla produzione decisi per sostenere i prezzi del l'oro nero

di Stefania Arcudi

(Skórzewiak - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il timore che i Paesi dell'Opec e i loro alleati, a partire dalla Russia, non riescano a trovare un'intesa sul prolungamento dei tagli all'offerta pesa sui prezzi del greggio, in netto calo e di conseguenza sui titoli del comparto energetico. Con il barile di Wti in scadenza gennaio sotto i 45 dollari e quello di Brent con lo stesso termine in area 47 dollari, il sottoindice azionario Stoxx600 dedicato all'oil&gas arretra in modo evidente.

La maggior parte dei produttori è favorevole a proseguire i tagli

I Paesi dell'Opec+ si riuniranno il 30 novembre e l'1 dicembre per parlare di una possibile estensione dei tagli alla produzione per sostenere i prezzi alla luce del calo della domanda provocato dalla pandemia di coronavirus, ma se non si troverà un accordo l'output salirà di circa 1,9 milioni di barili al giorno a partire da gennaio. La strada non appare in discesa. Secondo indiscrezioni, durante le riunioni informali che i ministri dell'Opec hanno tenuto nel corso del weekend in vista del meeting ufficiale la maggior parte dei partecipanti si sarebbe detta favorevole a un prolungamento dei tagli almeno per tutto il primo trimestre 2021, ma Emirati Arabi e Kazakhstan si sarebbero opposti con decisione.

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Prezzo petrolio - Wti
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Se salta accordo, per Goldman impatto di 5 dollari al barile

"Sebbene noi prevediamo un'estensione di tre mesi per evitare che si abbia nuovamente un eccesso di offerta di greggio all'inizio del 2021, non tutti i Paesi produttori sembrano allineati", hanno detto gli analisti di Goldman Sachs, sottolineando che se la riduzione della produzione non sarà confermata l'impatto negativo sui prezzi del greggio potrebbe essere di circa 5 dollari al barile rispetto agli attuali livelli spot. Anche secondo gli esperti di Anz il surplus del mercato petrolifero potrebbe aggirarsi tra 1,5 e 3 milioni di barili al giorno nella prima metà dell'anno prossimo se l'Opec+ non estenderà i tagli, con ricadute sui prezzi, che sono stabilmente sopra i 40 dollari da giugno scorso.

Le pressioni sui prezzi del greggio pesano sui titoli del comparto, in Europa e anche a Piazza Affari. Sul Ftse Mib da segnalare i ribassi di Saipem, Eni e Tenaris. Non va meglio a Bp a Londra e Royal Dutch Shell ad Amsterdam.

Ars

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