al senato

Caso Gregoretti, riunione Giunta conclusa: Gasparri esclude rinvio

In attesa del verdetto della Giunta, previsto il 20 gennaio, nei corridoi parlamentari corre voce di un rinvio del voto a dopo le regionali del 26 gennaio

di Andrea Gagliardi


Nave Gregoretti ad Augusta, si attende via libera per lo sbarco

3' di lettura

Si è conclusa la riunione della Giunta delle immunità del Senato sul caso Gregoretti. «Abbiamo avviato la discussione di merito, ci sono stati interventi preliminari - ha detto al termine il presidente Maurizio Gasparri che ha anche il ruolo di relatore - Domani illustrerò alla Giunta la mia
relazione e quindi proporrò la mia ipotesi di esito della soluzione».

Era la prima riunione dopo la presentazione della memoria difensiva dell’ex ministro dell'interno Matteo Salvini. A Salvini il tribunale dei ministri di Catania contesta l’ipotesi di accusa di sequestro di persona per il mancato sbarco di 131 migranti a bordo della nave militare italiana. Da qui la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti, su cui dovrà esprimersi la Giunta e successivamente l'aula al Senato per il voto definitivo.

Salvini: se processano me processano tutti
Quello appena iniziato «è un bell’anno, per quello che mi riguarda, perché forse per la prima volta nella vita sarò processato in un Tribunale italiano perché ho bloccato uno sbarco. Se processeranno me processeranno anche tutti voi perché difendere i confini di un Paese è un dovere». Così, in un passaggio di un incontro elettorale - in vista delle prossime elezioni regionali - a San Secondo, nel Parmense, il segretario della Lega, Matteo Salvini, si è rivolto alle persone che lo stavano ascoltando toccando la vicenda della nave 'Gregoretti' .

Un rinvio sullo sfondo
In attesa del verdetto della Giunta, previsto il 20 gennaio, nei corridoi parlamentari corre voce di un rinvio del voto a dopo le regionali del 26 gennaio. Del resto i 30 giorni a disposizione della Giunta, e che scadono
attorno al 20 gennaio, non sono un termine perentorio, mentre sono rilevanti i 60 giorni entro i quali deve esprimersi l'aula del Senato per il voto definitivo. Il rischio - secondo alcuni - è che la 'condanna' della Giunta possa creare un effetto 'martire' attorno al 'capitano', con un boom di consensi a una settimana dal voto cruciale in Emilia-Romagna e in parte in Calabria. Troppo rischioso, insomma. Ai cronisti che gli hanno chiesto se potrebbe esserci un rinvio del voto, previsto il 20 gennaio, Gasparri però ha risposto: «E' un'ipotesi inesistente, nessuno ne ha parlato».

Calendario fitto
In ogni caso, perché il voto slitti deve esserci una richiesta motivata da parte dei senatori della Giunta. Poi deciderà l’ufficio di presidenza.
Niente di concreto, al momento, per il presidente della Giunta, il senatore Maurizio Gasparri che continua a lavorare sul caso e in particolare sulla proposta che dovrà fare in quanto relatore. Quindi taglia corto e assicura che i tempi per una discussione approfondita ci sono. Il calendario fissato a dicembre conta 5 riunioni, compresa quella finale e due sono di lunedì, quando in genere non si riunisce l'Aula. Considerando che ogni senatore ha 10 minuti per intervenire, non è il tempo a mancare.

I numeri a favore dell’autorizzazione a procedere
Sulla carta comunque i numeri sembrano chiari e più orientati a mandare a processo il leghista. Sarebbero infatti 13 i 'sì' (M5s, Pd, Iv e probabilmente i tre senatori del Misto) e 10 i contrari, tutti del centrodestra. Parecchi però tacciono in attesa di leggere tutte le carte. A far pendere la bilancia da una
parte all'altra è la somiglianza o meno con il caso Diciotti che portò Salvini davanti alla Giunta un anno fa. Anche allora la sua versione fu che il mancato sbarco dei migranti era stata un'azione collegiale del governo. Stavolta però nella sua difesa manca l'endorsement scritto del premier e dell'allora vicepremier Di Maio. Ci sono invece le mail dei dirigenti di
vari ministeri che dimostrano - secondo Salvini - che tutto il governo sapeva, Conte compreso.

Per approfondire

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