Attività marittima

Grendi diventa benefit e abbatte le emissioni

di Raoul de Forcade

 Rotte studiate per contenere le emissioni inquinanti

2' di lettura

Il settore dei trasporti marittimi rientra tra quelli considerati ad alta emissione di inquinanti, tuttavia le aziende che operano nel comparto stanno muovendosi con decisione verso una sempre maggiore sensibilità.È il caso del gruppo genovese Grendi che gestisce due terminal portuali, a Cagliari e a Marina di Carrara, dai quali si snoda una catena logistica multimodale che comprende trasporto di merci in container via mare (con navi ro-ro) e su gomma, da e verso la Sardegna. Grendi è il primo operatore marittimo italiano ad essersi trasformato, a giugno 2021, in società benefit e ad aver avviato il processo per ottenere la certificazione Bcorp.

Nella logica di sostenibilità, spiega Costanza Musso, al vertice del gruppo col fratello Antonio, rientra anche l’attività dei due hub di distribuzione dell’azienda, a Cagliari e Olbia, i cui porti sono collegati da Marina di Carrara, con un sistema che garantisce una sensibile riduzione dei trasporti su gomma tra Sud e Nord della Sardegna, pari a circa 100mila chilometri al mese. «Le modalità di trasporto da noi adottate prevedono l’utilizzo di cassette (sorta di grossi pallet d’acciaio, ndr) su cui vengono posati i container, che sono poi caricati sulle navi con appositi translifter. Questo sistema ci permette di impilare i contenitori mettendone due nello spazio in cui, caricandoli col rimorchio, ce ne starebbe uno; così in una nave possiamo avere il doppio del carico. Grazie ai translifter, poi, facciamo entrare i container a una velocità di 120 l’ora, mentre con una gru se ne muovono 25 l’ora. Insomma, garantiamo la sovrapponibilità dei contenitori, un minor tempo in porto e navi più piene che possono fare un numero inferiore di viaggi». Col servizio tra Marina di Carrara e Cagliari, inoltre, raggiungiamo un -42% di emissioni totali di Co2 a viaggio, rispetto alla rotta Livorno-Cagliari seguita
da altri operatori».

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Non a caso Grendi ha deciso di collaborare con il dipartimento dei trasporti dell’università di Cagliari per sviluppare un modello specifico di calcolo delle emissioni di Co2 equivalente nelle soluzioni di trasporto integrato offerte dal gruppo. La volontà di diventare società benefit, prosegue la Musso, «deriva da un certo modo di vedere l’azienda: se tu dai, all’ambiente di lavoro, degli input positivi di qualità della vita, migliori anche il profitto. Noi facciamo marciare navi e camion ma ci sono aspetti di mitigazione che si possono attuare lavorando su territori, fornitori, personale e clienti. Una società benefit non consente agevolazioni fiscali né di altro tipo ma dà un grandissimo vantaggio reputazionale e ti galvanizza con un cambio di cultura».

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