Intervista

Greppi: «La Russia non potrà essere giudicata per aggressione, solo per crimini di guerra»

A chiarire quali sono le possibilità che Putin e i suoi comandanti finiscano davanti ad una Corte all’Aja è Edoardo Greppi ordinario di diritto internazionale all’Università di Torino e presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, l’ente che si occupa della formazione degli ufficiali di tutti gli eserciti del mondo

di Patrizia Maciocchi

2' di lettura

A chiarire quali sono le possibilità che Putin e i suoi comandanti finiscano davanti ad una Corte all’Aja è Edoardo Greppi ordinario di diritto internazionale all’Università di Torino e presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, l’ente che si occupa della formazione degli ufficiali di tutti gli eserciti del mondo

Né la Russia né l’Ucraina hanno ratificato la Statuto della Corte penale internazionale. Quali possono essere dunque i canali per portare Putin davanti ai giudici?

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In assenza della ratifica dello Statuto di Roma da parte dei due Stati contendenti, una via potrebbe essere il deferimento della controversia da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, opzione che però non sembra percorribile in quanto è improbabile che la Russia non eserciti il diritto di veto.

Non sarebbe dunque possibile contestare l’aggressione?

No. Per l’aggressione non si può procedere, c’è però la possibilità di agire per i crimini di guerra e contro l’umanità. Un’opportunità resa possibile dal fatto che l’Ucraina - e non la Russia - ha accettato la competenza della Corte sulla base di una dichiarazione depositata nel 2015. Un riconoscimento che dà modo di giudicare i crimini di guerra avvenuti sul territorio ucraino dal 2014 in poi. Perché si possa procedere il più rapidamente possibile è necessario che l’istanza venga portata avanti da un gruppo di Stati. Proprio a questo proposito un gruppo di studiosi di diritto internazionale invierà domani una petizione al nostro Governo affinché si attivi in questo senso.

La Corte internazionale di giustizia dal 2017 sta seguendo, su denuncia dell’Ucraina contro la Russia, una causa per la discriminazione degli Ucraini in Crimea nel 2014 e per il sostegno ai separatisti. Che impatto potrebbe avere la decisione nella controversia tra Stati?

In questo caso si tratta di una controversia tra Stati suscettibili di essere sanzionati con sentenze vincolanti. Nel caso della Corte penale internazionale invece ad essere processate sarebbero le persone. E quindi Putin e i suoi comandanti.

La Russia è finita anche nel mirino della Corte europea dei diritti dell’Uomo, che ha dichiarato parzialmente ammissibile il ricorso per le violazioni dei diritti umani nella Crimea occupata. Che sviluppi può avere la causa e quali effetti

Al momento, dinanzi alla Corte di Strasburgo, pendono diversi ricorsi inter-statali in relazione al conflitto ucraino, nonché diverse centinaia di ricorsi individuali. I giudici potrebbero accertare la commissione di violazioni, a mio avviso sistematiche, che la Russia sta commettendo nei confronti della popolazione ucraina. Sembra improbabile, però, che la Corte si esprima sulla liceità dell’occupazione russa, in quanto è questione che, di per sé, esula dalla sua giurisdizione.

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