il graffio del lunedì

Greta ha ragione, il clima sta cambiando: dalla prima caduta della Juve a Balotelli

Un altro evento estremo, è che l'ibernato Piatek va subito a segno col Bologna. Su rigore certo, ma per fare gol su azione ci vorrà tempo e l'intercessione della Madonna Nera di Cracovia, non ancora pienamente convinta delle qualità balistiche del bomber polacco

di Dario Ceccarelli


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Nicola Sansone durante la partita Bologna-Milan (Ansa)

2' di lettura

Attenzione, attenzione: è proprio vero che il clima sta cambiando. Anzi è già impazzito: la prova certificata è che il Milan di Pioli vince per la seconda volta consecutiva.

Un altro evento estremo, è che l'ibernato Piatek va subito a segno col Bologna. Su rigore certo, ma per fare gol su azione ci vorrà tempo e l'intercessione della Madonna Nera di Cracovia, non ancora pienamente convinta delle qualità balistiche del bomber polacco. Che comunque, in attesa del miracolo, sta pregando tutti i santi che non arrivi quel vecchio sparviero di Ibrahimovic.

Un altro segno inequivocabile del cambiamento climatico, e che quindi Greta ha ragione, è la prima caduta dopo sei mesi della Juventus. Un segnale anche questo che non va sottovalutato. Come il ritorno alla vittoria del Brescia con una rete di Balotelli. Ma non divaghiamo…

La prima stranezza della squadra di Sarri, diciamolo, è questa sua improvvisa tendenza ad essere “generosa”, quasi democratica, poco in linea con il Censis che nel suo ultimo rapporto ribadiva la preferenza degli italiani per gli uomini solo al comando. Invece il buon Sarri, con tutti i suoi quaderni fitti di appunti, da solo al comando proprio non ci vuol stare. Macché, l'uomo è fatto così. Vuole compagnia.

Una settimana fa si è fatto sorpassare dall'Inter e poi questo sabato, ha lasciato i tre punti ad una avversaria, la Lazio che con questa vittoria (la settima consecutiva) diventa la terza forza del campionato. Quella che doveva essere una questione privata tra Sarri e Conte, sta diventando una affollata assemblea di condominio dove tutti parlano e tutti criticano.
Qualcuno contro Sarri lancia accuse pazzesche: per esempio che il bel gioco si vede ogni volta che la maggioranza di governo vota compatta (e solo per un quarto d'ora). Che la difesa bianconera ha buchi più grossi di quelli dell'ozono. Che Ronaldo, pur tornando a segnare, non fa più la differenza. E poi, forse la più maligna, che basta un imprevisto (l'espulsione di Cuadrado o l'infortunio di Bentancur), a farla andare in tilt.

Ma sono cattiverie. Le solite facili cattiverie di chi non ha il pesantissimo onere di gestire una squadra con 30 campioni in rosa e un Campionissimo come Ronaldo che non viene mai lasciato tranquillo da quel carognino di Messi che gli porta sempre via il Pallone d'oro. Un'altra vergogna dei poteri forti dell'Europa e della globalizzazione.

Quindi, signori, basta con le critiche. Sarri bisogna lasciarlo lavorare. E lasciare che riempia il suo bel quaderno di appunti. Tanti appunti. E vedrete che, a poco a poco, il tecnico bianconero farà passare anche la Roma, il Cagliari, l'Atalanta e forse (ma non sarà facile) perfino il Napoli di Ancelotti che pareggio dopo pareggio risalirà come la vecchia tartaruga. E poi, con Sarri, anche gli ultimi saranno i primi.

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