il fondo salva stati che divide la maggioranza

Mes, Crimi: «Su riforma non faremo ostruzionismo. Pieno sostegno a Governo». Di Maio: «Non si porti Conte a patibolo». Grillo: «Mes inutile»

Il fondatore M5s in un post sul suo blog dal titolo “La Mes è finita”: «Far pagare l'Imu e l'Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa». Il capo politico ai deputati e senatori Cinque Stelle: «Siamo critici ma non antieuropeisti»

di Mariolina Sesto

default onloading pic
(AP)

Il fondatore M5s in un post sul suo blog dal titolo “La Mes è finita”: «Far pagare l'Imu e l'Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa». Il capo politico ai deputati e senatori Cinque Stelle: «Siamo critici ma non antieuropeisti»


5' di lettura

L'assemblea dei deputati e senatori del M5s, riuniti in serata online con il capo politico del M5s Vito Crimi con all'ordine del giorno il voto sul prossimo consiglio europeo e sulla riforma del Mes, punta a colmare le distanze nel movimento evitando che le divisioni sul fondo Salva stati portino la maggioranza al punto di non ritorno.L'opera di “sartoria politica” riguarda la risoluzione sulla riforma del Mes da votare mercoledì 9 alle Camere, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte, che il 10 e 11 sarà al Consiglio europeo.

Crimi, non faremo ostruzionismo sulla riforma

«La riforma del Mes - ha esordito Crimi - non ci piace, certo, ma ho detto che non faremo ostruzionismo se tutti gli altri Paesi europei stanno andando in quella direzione e sono quegli stessi Paesi europei con cui ci troviamo a giocare una partita molto più complessa per il futuro dell'Ue, una partita per arrivare a una visione più ampia. Con noi al Governo - ha continuato il capo politico dei Cinque Stelle - il Mes non sarà mai attivato e domani saremo sempre in prima linea per non farlo attivare». «Anche nel Pd - ha aggiunto - , nei più autorevoli pensatoi europei e tra gli economisti , stanno dicendo a chiare lettere che il Mes, anche con questa riforma, non potrà essere all'altezza dell'Ue del futuro. Anche per questo noi non lo useremo».

Loading...

Siamo critici ma non antieuropeisti

Crimi ha spiegato che «il M5s ha scelto di essere critico su alcuni assetti dell'Europa ma non antieuropeista. Ha deciso cioè di provare a cambiare l'Ue dal di dentro. Questo non lo si può certo fare da soli, né lo si può fare nel giro di poco tempo».

«Tutti siamo consapevoli dell'importanza di supportare l'azione del governo in un momento storico così difficile per il Paese. E tutti siamo convinti che sia necessario dare il massimo sostegno al presidente Conte, che deve poter andare in Europa con un mandato chiaro, forte dell'appoggio del Parlamento e del Paese, come già avvenuto in occasione del Recovery Fund» ha affermato il capo politico del M5s, aggiungendo che in Conte «abbiamo la massima fiducia perchè ha dimostrato di aver sempre saputo difendere e curare al meglio gli interessi del nostro Paese di aver portato dall'Europa più risultati di chiunque prima di lui».

Non faremo come Polonia e Ungheria

Il leader politico ha poi sottolineato che «in Europa abbiamo criticato l'atteggiamento di Polonia, Ungheria e Slovenia, che stanno bloccando i lavori sul recovery plan, strumento per noi fondamentale, per non dire imprescindibile, per garantire un futuro sostenibile al nostro Paese. Ecco, sulla riforma del Mes l'Italia rischia di fare esattamente come loro. Posto che noi il Mes non lo attiveremo».

Pieno sostegno a Conte e governo

«Tutti - ha detto Crimi - siamo consapevoli dell'importanza di supportare l'azione del governo in un momento storico così difficile per il Paese. E tutti siamo convinti che sia necessario dare il massimo sostegno al presidente Conte, che deve poter andare in Europa con un mandato chiaro, forte dell'appoggio del Parlamento e del Paese, come già avvenuto in occasione del Recovery Fund. Abbiamo la massima fiducia (in Conte, ndr) - ha concluso il leader politico M5s - perchè ha dimostrato di aver sempre saputo difendere e curare al meglio gli interessi del nostro Paese di aver portato dall'Europa più risultati di chiunque prima di lui».

Di Maio a dissidenti: «Non si porti Conte a patibolo»

«L'Italia ha bisogno di stabilità. Noi dobbiamo dargliela. Non potete portare Conte sul patibolo». Così avrebbe detto, a quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso della congiunta M5S. «Chi non voterà quella risoluzione - ha continuato - voterà contro il Presidente del Consiglio dei Ministri e il suo Governo che viene in aula a chiedere la fiducia del Parlamento per andare in Europa anche a trattare lo sblocco dei fondi del Recovery fund. Lo trovo francamente folle e irresponsabile”.

Bonafede, irresponsabile mettere in difficoltà governo

«Rispetto l'opinione contenuta nella lettera ma il confronto, anche acceso, si svolga all'interno dell'assemblea per trovare una sintesi». Lo ha detto il ministro Alfonso Bonafede nel corso dell’assemblea. «In un momento come questo, con la pandemia in corso e i sacrifici che milioni di italiani stanno facendo, è da irresponsabili pensare di mettere in difficoltà il governo. Non ce lo perdonerebbero mai. Dobbiamo essere compatti e difendere e sostenere il lavoro che sta portando avanti il Presidente del Consiglio», ha aggiunto.

Grillo, strumento inadatto e inutile

Prima dell’assemblea, sul tema è tornato a farsi sentire con un fragoroso stop al Mes Beppe Grillo. «Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato - ha scritto in post sul suo blog dal titolo “La Mes è finita” - . A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro Presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che “disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere”. Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli».

«Meglio una patrimoniale per i super ricchi»

Invece di chiedere il Mes, è meglio “una patrimoniale ai super ricchi”. È una delle 2 proposte, insieme a quella di far pagare l'Imu e l'Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa, che ha avanzato Grillo criticando il Mes. «Da giorni - ha scritto - ormai rimbalza sui social come sui giornali l'ombra nefasta dell'avvento di una patrimoniale sui beni mobili e immobili degli italiani. La proposta presentata da Leu e Pd e subito bocciata dalla commissione Bilancio della Camera che l'ha definita “inammissibile” prevedeva un'aliquota progressiva minima dello 0,2% sui patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro, per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Ma, fortunatamente, non è passata e quindi capitolo chiuso.E se per una volta, invece che sovraccaricare di tasse la classe media che sta lentamente scomparendo, si procedesse a tassare soltanto i patrimoni degli italiani più ricchi? Nel nostro Paese, secondo l'ultimo rapporto sulla ricchezza globale del Credit Suisse, ci sono 2.774 cittadini con un patrimonio personale superiore a 50 milioni di euro; se sommati, i loro patrimoni, ammonterebbero addirittura a circa 280 miliardi”. Grillo allora si chiede: “Non sarebbe più equo, dunque, rivolgersi a loro piuttosto che al resto della popolazione già stremata da un anno tragico dal punto di vista finanziario, oltre che sanitario? Un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni di euro al miliardo genererebbe un'entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi. Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori”.

L’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili della Chiesa

“Una patrimoniale così concepita, significherebbe per le casse dello Stato un'entrata garantita di almeno 10 miliardi di euro per il primo anno, e di ulteriori 10 se la misura venisse confermata anche per il 2022”. Insieme alla richiesta di far pagare l'Imu e l'Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa, si tratta per Grillo di “due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti (che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l'Italia) che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno. Se sommate, le due proposte, porterebbero nel biennio 2021/2022 all'incirca 25 miliardi di euro subito spendibili e liberi da vincoli di rientro”. “Incaponirsi - sostiene Grillo - sull'assurda discussione sui fondi del Mes, che vengono descritti come la panacea di tutti i mali, è una mera perdita di tempo ed energie. I soldi del meccanismo europeo, è giusto ricordare che (convenienti o meno) sempre debito sono. Un debito che ormai ammonta a oltre 150 miliardi e che, prima o poi, dovrà essere ripagato dalle vere vittime morali di tutta questa storia. I giovani e le nuove generazioni”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti