ALL’EUROPARLAMENTO

Grillo: «Non credo nel Parlamento ma nella democrazia diretta»

Il fondatore del Movimento 5 Stelle in un collegamento con il Parlamento europeo: «Recovery fund? State costruendo una società del debito». La difesa della piattaforma Rousseau

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Il fondatore del Movimento 5 Stelle in un collegamento con il Parlamento europeo: «Recovery fund? State costruendo una società del debito». La difesa della piattaforma Rousseau


2' di lettura

«Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica e per me la domanda andare a votare sì o no alla riduzione dei parlamentari, per me che non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum, è come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra». Nel mare in tempesta del Movimento 5 Stelle, vincitore dal referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari ma ridimensionato dalle elezioni regionali, ricompare Beppe Grilllo: il fondatore di M5S ha partecipato in videocollegamento a un dibattito al Parlamento europeo, organizzato dal presidente David Sassoli. Si tratta di un ciclo di dialoghi pubblici - Idee per un nuovo mondo - dal titolo “Sarà l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?”.

Il referendum

«Sono andato a votare ovviamente» al referendum ha raccontato il comico genovese «ma la democrazia diretta è l’evoluzione della democrazia: è con i sistemi elettronici, con il digitale, che possiamo fare tutto, se portiamo sul digitale anche il voto. Io sono andato a votare con la matita copiativa che devi restituirla dietro una cabina, per me sono cose che non le concepisco più». Un apologo tecnologico in cui Grillo richiama e difende la piattaforma Rousseau, risorsa contestata anche dall’interno del movimento. «Noi abbiamo lanciato questa piattaforma Rousseau dove si può votare ma anche consigliare, e dire avete detto una stupidaggine» ha detto.

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Recovery fund? Una società del debito

Negativo il giudizio sul Recovery fund: «State costruendo una società del debito, questa è la società del debito» ha attaccato Grillo ma l’esordio dell’intervento è stato con un elogio per il presidente della commissione europea von der Leyen. «Ursula ha detto cose straordinarie, finalmente dopo 20 anni ha parlato energia rinnovabile».

«Oggi è difficile dire qualcosa di chiaro. L’assurdità che stiamo vivendo la possiamo determinare da cosa? Partiamo dalla semantica: le parole pil, crescita, crescita circolare, sono parole che non vogliono più dire quello che volevano dire, crescita di che cosa? Stiamo ancora oggi con economisti laureati su libri di 50 anni fa».

Politica e ironia

Parlando della sua “creatura”, il Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 con Gianroberto Casaleggio (morto nel 2016), Grillo ha raccontato: «Quando abbiamo lanciato questo movimento ero un pasionario e ho ancora questa passione, credevo in questa cosa e mi divertivo a farlo. Ora bisogna dare un senso di leggerezza alla politica, un senso anche un po' di ironia alla politica, perché stiamo andando verso derive brutte, di razzismo, e con una battuta felice il razzista lo metti a posto senza fare titoloni nei telegiornali. L’umorismo è il muro vero di questa cose qua, del razzismo e del negazionismo.

Reddito universale

Altro tema toccato nel’intervento è stato il reddito universale: «Mettiamo al centro la persona invece che il mercato del lavoro, il lavoro non porta più il salario, spariranno quasi un terzo dei lavori conosciuti, quindi o abbiamo un reddito universale per tutti per diritto di nascita senza condizionamenti, e una istruzione per tutti, e queste due cose possono salvarci dal prossimo immediato futuro» ha detto Grillo che si è definito un pessimista «nell'immediato futuro» ma un «grande ottimista» nel medio e lungo termine.

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