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Grillo vede Conte e Di Maio per una uscita dal caos

Il Garante del Movimento ha chiesto a tutti i maggiorenti pentastellati una intesa politica di compromesso per non acuire le tensioni interne

di Barbara Fiammeri

M5S, Grillo: "Mai messa in dubbio leadership Conte"

2' di lettura

Tocca ancora una volta a Beppe Grillo rimettere assieme i “cocci” del suo Movimento. Ieri, giovedì 10 febbraio, il fondatore è sceso a Roma per incontrare tutti i big M5s e tentare di risolvere non solo la grana provocata dalla sentenza del Tribunale di Napoli, che ha sospeso lo statuto e quindi azzerato tutte le cariche, ma soprattutto lo scontro interno tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Anche per questo il Garante ha pigiato decisamente sul freno rispetto alle aspettative dell’ex premier. Si procederà dunque passo passo, anche per evitare nuovi ricorsi.

Il primo sarà l’elezione di un nuovo Comitato di garanzia che sia poi in grado di votare il nuovo statuto. Non ci sarebbe quindi così la nomina del Comitato direttivo che di fatto avrebbe sostituito o quantomeno messo in discussione la possibilità di tornare alla figura apicale del Presidente, che è quella rivestita da Conte fino a prima della sentenza di Napoli. Una sorta di compromesso che eviterebbe spargimenti di sangue. Ed è proprio questo che Grillo ha chiesto a tutti i maggiorenti pentastellati incontrati ieri, a partire proprio da Luigi Di Maio.

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La linea della «pazienza»

Le bocche sono cucite ma la linea Grillo l’aveva già data nei giorni scorsi chiedendo «pazienza» e invitando a evitare «iniziative azzardate». Messaggio indirizzato anzitutto a Conte. Ma anche a Di Maio il cofondatore ha chiesto in tutti i modi di rimanere compatti. E pare che il ministro degli Esteri abbia risposto positivamente all’appello nel corso del lungo colloquio svoltosi in un hotel dei Parioli. Grillo, che ha incontrato anche l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, l’ultimo colloquio l’ha riservato a Conte. Anche a lui ha chiesto presumibilmente di evitare scelte che potrebbero rivelarsi incaute come quella della «creazione di un nuovo contenitore», che potrebbe di fatto dar vita a una scissione.

I timori dei dem

Molto preoccupato è ovviamente il Pd. Al Nazareno si guarda con attenzione all’evoluzione della situazione pentastellata. Ma si spiega che la linea del Pd è di non intervenire nella situazione di altri partiti anche se si osserva che la prospettiva di un fronte progressista con il M5s resta salda. Nei ragionamenti dei pochi pentastellati che hanno voglia di parlare, ricorre la parola caos. Molti parlamentari 5s gradirebbero avere quanto prima un confronto con Grillo. Un altro nodo che resta da chiarire è se le prossime scelte verranno prese su SkyVote o, come faceva il Movimento prima del nuovo corso, sulla piattaforma Rousseau.

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