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Grimaldi fa rotta sulla Grecia: tre offerte per i porti di Corfù, Heraklion e Igoumenitsa

Il gruppo guidato da Emanuele e Gianluca Grimaldi sta puntando all’acquisizione di tre porti in Grecia: in primo luogo Igoumenitsa, la gara per il quale è imminente (a novembre), poi Heraklion (il bando dovrebbe essere a febbraio) e infine Corfù

di Raoul de Forcade

Grimaldi punta a navi da zero emissioni entro il 2050

4' di lettura

Grimaldi Group si prepara a investire circa 500 milioni di dollari per cinque nuove car carrier di ultima generazione; una somma che si aggiungerà ai due miliardi di investimenti già in atto per nuove navi. Non solo. Il gruppo guidato da Emanuele e Gianluca Grimaldi sta puntando all’acquisizione di tre porti in Grecia: in primo luogo Igoumenitsa, la gara per il quale è imminente (a novembre), poi Heraklion (il bando dovrebbe essere a febbraio) e infine Corfù.

La strategia

A spiegare la strategia dell’azienda è Emanuele Grimaldi, in occasione dell’apertura di Euromed, la convention organizzata ogni anno dalla compagnia, giunta alla XXIV edizione che si svolge in Spagna, a Valencia. E non a caso ovviamente, visto che il gruppo napoletano, leader italiano ed europeo nel settore dei trasporti sulle autostrade del mare, con navi ro-ro (per rotabili), car carrier e ro-pax, ha scelto, non più di tre mesi fa, proprio Valencia come sede della nuova compagnia di navigazione Trasmed Gle. Una controllata che ha acquisito, dalla storica compagnia spagnola Armas Trasmediterránea, personale ed asset, tra cui cinque traghetti per il trasporto di passeggeri e merci tra la Spagna e le Baleari.

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Decarbonizzazione dell’industria al centro

Al centro del dibattito di Euromed c’è la decarbonizzazione dell’industria marittima europea, con l’obiettivo di arrivare a zero emissioni nello shipping entro il 2050. Su questo fronte il gruppo Grimaldi si è portato avanti con le quattro navi Eco Livorno, Eco Savona, Eco Barcellona ed Eco Valencia che, spiega Grimaldi, «hanno sostituito sei navi più vecchie garantendo il 25% in meno di emissioni e il 25% in più di carico. Percentuali destinate ad alzarsi nei prossimi anni». E in tema di rinnovo della flotta, in un’ottica sempre più sostenibile, Grimaldi annuncia un cospicuo investimento: «Abbiamo progettato cinque car carrier, che saranno quanto di meglio esiste al mondo anche sotto il profilo della sostenibilità e che pensiamo di ordinare entro la fine dell’anno, questa è la novità. Avranno la capacità di caricare 8-9mila auto, e anche di portare ogni tipo di carico ro-ro. Queste unità saranno in grado di trasportare quanto portano 10 navi che abbiamo oggi in flotta e avranno emissioni più basse. Si tratta di unità che attualmente sono oggetto di nostri studi e devono ancora essere assegnate (ai cantieri di costruzione, ndr)». In merito all’impegno economico Grimaldi non si sbilancia ma, secondo esperti del settore, l’investimento per ciascuna unità sarebbe di circa 100 milioni di dollari, per una somma complessiva di 500 milioni.

Gli investimenti

Una cifra che si aggiunge ai 2 miliardi di euro d’investimenti in corso per 12 navi ro-ro (nove per Grimaldi Lines e tre per Finnlines) della classe Gg5g, cinque delle quali già consegnate; due navi ro-pax della classe Superstar per Finnlines (la compagnia scandinava del gruppo); sei navi con-ro della classe G5 per i servizi su rotte intercontinentali. Le consegne di tutte queste unità sono previste entro il 2024. «In aggiunta – prosegue Grimaldi - negli ultimi tre anni abbiamo speso circa 600 milioni per 300 interventi in campo ambientale, tutti di retrofit, sulle navi della flotta (123 in servizio, 15 da prendere in cosengna e le 5 acquistate da Transmed Gle, ndr). Inoltre, di fronte a questa rivoluzione copernicana che sta avvenendo nel campo della sostenibilità, abbiamo anche stabilito che accorceremo di cinque anni gli ammortamenti delle navi. Se diciamo che nel 2050 si deve arrivare a zero emissioni, allora anche le navi più recenti dovranno essere cambiate». L’ammortamento potrebbe costare alla compagnia qualcosa come 100 milioni in più.

Grimaldi chiarisce, poi, che il gruppo sta «investendo anche sui porti e sui terminal» dove già è presente, «per ingrandirli». E se in Italia guarda con interesse a nuovi spazi sulle banchine di Genova, Livorno, Ravenna e Palermo, l’obiettivo più immediato è di acquistare nuovi scali in Grecia, dove il Governo, dopo aver ceduto il Pireo ai cinesi, sta mettendo in vendita anche altri porti.

I piani del Governo greco

«Il Governo greco – dice – intende vendere il 70% del porto di Igoumenitsa e tenere la restante percentuale. Nel processo di cessione si possono fare alleanze tra compratori interessati. Nel mio caso per adesso la collaborazione è tra Grimaldi e Minoan, la società da noi controllata in Grecia (con sede a Heraklion, ndr). Ma stiamo anche stringendo un’alleanza con un armatore importante che sta a Corfù. Si tratta di Athanasios Koulouris che con la sua Kerkyra Lines trasporta 500mila passeggeri. Lui entrerebbe a Igoumenitsa col 10% circa», mentre il restante 60% andrebbe a Grimaldi.

«Qualora poi ci sia, come si pensa, la vendita di Corfù, se Koulouris partecipa al bando - prosegue - anch’io andrò con lui, in questo caso con una quota di minoranza. A me poi interessa lo scalo di Heraklion, in cui siamo i primi clienti: non si tratta di investimenti speculativi ma in logistica e sviluppo portuale, per dare servizi di alta qualità. Per Heraklion e Igoumentisa, del resto, sia per le merci che per i passeggeri, siamo i più grandi clienti. Per le gare che indirà il Governo greco per le cessioni, si parla di novembre 2021 per Igoumenitsa, di febbraio 2022 per Heraklion, mentre Corfù sarà ancora dopo, credo. La mia idea, dopo l’acquisizione, è di far entrare anche una compagnia crocieristica, cedendo una quota: penso a Royal Caribbean o Msc».

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