Gas e covid

Gruppi d’acquisto solidale per 6 milioni, la spesa collettiva con il Covid diventa 4.0

App, social media, piattaforme evolute e persino intelligenza artificiale per una formula di spesa alimentare che esce così dalla fase del volontariato

di Luisanna Benfatto

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 I consumatori scelgono l’acquisto di gruppo per prodotti freschi di stagione, a km 0 e provenienti da piccole aziende agricole del territorio

App, social media, piattaforme evolute e persino intelligenza artificiale per una formula di spesa alimentare che esce così dalla fase del volontariato


4' di lettura

I gruppi di acquisto solidale escono dal volontariato e sposano tecnologia, social media e app, senza perdere l’identità. Inevitabile evoluzione dei tempi del Covid e di un successo che non si ferma da quando sono nati, 26 anni fa. Sono infatti almeno sei milioni gli italiani che comprano prodotti alimentari e agricoli da produttori locali utilizzando le 2mila piattaforme volontaristiche sparse nella Penisola. L’acquisto di prodotti provenienti dalla filiera corta è confermato anche dal Rapporto Coop che indica come un italiano su due aumenterà la spesa in cibo locale, che viene dal territorio in cui vive, dopo averlo sperimentato negli ultimi mesi.

Quella dei Gas (gruppi di acquisto solidale) è una pratica «che fa ormai parte di uno stile di vita e che ha come valori, prima della convenienza o del profitto, la solidarietà nei confronti dei produttori e dell’ambiente», afferma Paolo Roberto Graziano, professore di Scienza Politica e analisi delle Politiche pubbliche all’Università di Padova e membro dell’Osservatorio Internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale. Il docente è autore con Francesca Forno dell’Università di Trento di un’indagine biennale sul consumo responsabile, fenomeno cresciuto del 219% nell’ultimo ventennio.

I dati raccolti dalla rilevazione di SWG a febbraio di quest’anno su un campione di 1.200 cittadini italiani confermano la tendenza: la quota di chi fa la spesa tramite un gruppo di acquisto solidale è passata dal 10% del 2018 al 12,3% del 2020 circa 800mila persone in più. Anche se le valutazioni sugli ultimi mesi, non può che essere empirica, spiega Graziano, i Gas si sono ulteriormente rafforzati anche durante la pandemia. Grazie alle bacheche di Facebook e ai gruppi su WhatsApp attraverso i quali i “soci” si informavano in tempo reale sulle norme di limitazione degli spostamenti, si attivavano per nuove forme di distribuzione come la consegna a domicilio. Con un effetto positivo: un aumento delle richieste di partecipazione di cittadini e produttori.

L’intelligenza artificiale

C’è poi chi ha fatto un passo successivo applicando l’intelligenza artificiale e l’Eviebot ai gruppi di acquisto. Si tratta di E-circles, (E sta per Economia, Ecologia, Etica, Energia, Europa e circles sono cerchi che si stanno tracciando sui territori) gestito da Mario Bruscella, programmatore di videogiochi di Cattolica che con l’aiuto del figlio liceale ha creato un’app che offre ai privati, Gas, produttori o botteghe degli strumenti gestionali che permettono di creare da zero, passo dopo passo una Cooperativa Circolare e solidale. Ad oggi su E-circles sono attive circa 50 realtà Gas e alcune di questa già evolute in Cooperativa, come la Poco di Buono di Rimini che ora ha 7 dipendenti.

«Nel 2009 ho creato un gruppo d’acquisto nel mio paese ma con l’aumentare dei soci gestirlo diventava difficile. Ho cominciato così a gettare le basi per un marketplace. La mia aspirazione è creare l’Amazon dell’economia circolare che aiuti produttori locali acquirenti e crei opportunità di lavoro. L’associazione piemontese “Il Mondo migliore” sta adottando la mia piattaforma per avviare una rete di Gas-Cooperative nelle province della regione. Le prime consegne del nuovo gruppo di acquisto collettivo sono partite a ottobre».

L’Alveare fa volare il business

È nata invece sotto forma di startup, nel 2015 presso l’incubatore I3P del Politecnico di Torino ma ha sviluppato in 5 anni un fatturato di una pmi, l’iniziativa battezzata “L’Alveare che dice Sì!”. Una sorta di Gas 2.0 che unisce tecnologia e sharing economy per permettere una distribuzione efficiente dei prodotti locali attraverso gli Alveari che possono essere un luogo pubblico (sala municipale, biblioteca) o privato (ristorante, bar, centro medico). Ora fanno parte della rete più di 2.600 aziende agricole che servono 229 gruppi di acquisto che effettuano ogni mese oltre 25mila ordini di latte, uova, frutta e verdura tramite piattaforma o app mobile.

«Da marzo a giugno –racconta Simona Cannataro – gli alveari si sono attivati per fare le consegne a domicilio e abbiamo registrato un picco di iscrizioni di 35mila utenti. Nel 2020 i produttori hanno guadagnato quasi 8 milioni di euro dalle vendite sul nostro sito». Il modello di business prevede che nell’Alveare online il produttore venda direttamente i suoi prodotti ai membri, senza intermediari.

Sul venduto, paga poi una quota del 20%. Il 10% va alla startup per coprire le spese di gestione del sito, assistenza tecnica e commerciale, il 10% al gestore dell’Alveare, che organizza le vendite e raduna la comunità. A Milano dove c’è la maggiore concentrazione di Alveari, 32 solo in città, è stato aperto a maggio del 2019 anche il primo negozio fisico nel quartiere Isola. Nella boutique contadina si vendono prodotti di stagione biologici che arrivano ogni giorno da piccole aziende a conduzione familiare.

Il social commerce del vino

Vinix, è invece il social commerce del vino, attivo dal 2013, con 50mila iscritti che sfruttando la forza del gruppo riesce a contenere i prezzi di vini, birre artigianali, olio, biscotti, pasta provenienti da un centinaio di aziende non distribuite nella Gdo. La nuova piattaforma online dal 10 settembre grazie alle potenzialità della filiera corta e dell’acquisto in cordata garantisce alla comunità uno sconto medio del 48-51%.

«Il sistema si basa sul concetto del gruppo di acquisto, che però noi abbiamo ripensato e ottimizzato, con la tecnologia», racconta Filippo Ronco, il fondatore. «La parte complessa è stata automatizzare tutto il processo e rendere l’utilizzo vantaggioso per chi acquista e per chi vende. Il funzionamento è semplice, scegli un produttore, lanci una cordata e tutti, nella tua zona, vengono avvisati in automatico della possibilità di partecipare per un certo tempo. Centrale è appunto la figura del capocordata che crea un gruppo con le stesse intenzioni di acquisto e organizza la consegna della merce e il ritiro: maggiore è la cordata più diventa conveniente per tutti.

Nel 2019 sono state vendute sulla piattaforma 90mila referenze e quest’anno puntiamo a superare le 150mila. Il fatturato cresce del 40% anno su anno e il prossimo anno esporteremo il nostro modello in Francia e in Portogallo».

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