LA DECISIONE

Sole 24 Ore, Consob archivia il procedimento sanzionatorio

L’ex presidente e l’ex ad della società di via Monte Rosa presentano al gup di Milano istanza per concordare la pena. L’ex direttore Napoletano dovrebbe andare incontro al rinvio a giudizio. Archiviate le posizioni degli altri sette indagati


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4' di lettura

Il Sole 24 Ore S.p.A. comunica che si è concluso il procedimento amministrativo sanzionatorio n. 84400/2018 (procedimento di cui si è data informativa al mercato con i comunicati stampa del 3 agosto 2018 e 22 febbraio 2019), avviato il 3 agosto 2018 nei confronti della Società ex articolo 187-quinquies del d.lgs. n. 58/1999 in relazione alla fattispecie di cui all'art. 187-ter, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998 (manipolazione del mercato) da parte di 5 persone fisiche non più presenti in azienda, avente ad oggetto, fra l'altro, le procedure di rilevazione dei dati diffusionali nel periodo compreso tra il 2012 ed il 2016.

A conclusione del suddetto procedimento, la Commissione, valutate le risultanze istruttorie, non ha ritenuto sussistenti i presupposti per l'adozione di alcun provvedimento sanzionatorio nei confronti della Società ed ha, pertanto, disposto l'archiviazione del procedimento mediante comunicazione notificata in data odierna. In particolare, la Consob non ha ravvisato da parte della Società nessun orientamento preordinato al raggiungimento di quello scopo illecito che, a norma delle vigenti disposizioni normative, la rendono responsabile su un piano amministrativo e, conseguentemente, destinataria di sanzioni a suo carico. Inoltre, la Commissione ha ritenuto di non formulare alcun giudizio di rimproverabilità nei confronti della Società stessa, per essersi quest'ultima adoperata al fine di predisporre modelli organizzativi idonei a prevenire illeciti della specie di quelli verificatisi.

La Società è tenuta a rispondere in solido, ai sensi dell'art. 6, comma 3, della legge n. 689 del 1981, per il pagamento della sanzione complessiva applicata nei confronti delle persone fisiche (non più presenti in azienda) coinvolte nel procedimento Consob, per la violazione dell'art. 187-ter, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998, fermo in ogni caso il diritto di regresso.

La Consob ha deliberato sanzioni per oltre un milione di euro per «la rappresentazione alterata della diffusione del quotidiano Il Sole 24 Ore dal 2013 al 2016» che «ha creato un quadro informativo falso della situazione economico-finanziaria della società suscettibile di fornire indicazioni false e fuorvianti in merito alle azioni Il Sole 24 Ore, ciò configurando una manipolazione del mercato». La Consob scrive che «la condotta manipolativa è da ritenersi di particolare gravità, essendo stata posta in essere mediante la diffusione di informazioni false e fuorvianti con riguardo ai dati diffusionali del quotidiano Il Sole 24 Ore, per un periodo di tempo prolungato, vale a dire tra il 2013 e il 2016» e le condotte illecite «sono da qualificarsi come dolose, tenuto conto del fatto che detti soggetti hanno consapevolmente proposto, definito e disposto l'implementazione di pratiche commerciali e di reporting per incrementare artificiosamente i dati diffusionali del quotidiano Il Sole 24 Ore, dichiarati da Il Sole 24 Ore S.p.A. ad ADS e per tale via diffusi al pubblico, oltre che pubblicati in comunicati stampa, articoli sul quotidiano e relazioni finanziarie».

In particolare, la Consob ha deliberato una sanzione pecuniaria di 280mila euro a Donatella Treu, ex amministratore delegato del Gruppo 24 Ore; di 280mila euro a Roberto Napoletano, ex direttore responsabile del Sole 24 Ore; di 180mila euro ad Anna Matteo, ex responsabile Marketing & Product devel0pment; di 160mila euro a Massimo Arioli, ex chief financial officer del Sole 24 Ore; di 150mila euro ad Alberto Biella, ex direct sales e Customer manager.

«Sono allibito e sgomento. Come si possa sanzionare una persona completamente estranea ai fatti in base a quanto è documentalmente dimostrato negli atti, per me resta un mistero inquietante». È quanto afferma l'ex direttore del Sole 24 Ore e attuale direttore del Quotidiano del Sud Roberto Napoletano.

Treu e Benedini verso patteggiamento
Donatella Treu e Benito Benedini, rispettivamente ex ad ed ex presidente del Sole 24 ore indagati a Milano nell’ambito del procedimento sui conti del gruppo di via Monte Rosa assieme all’ex direttore editoriale Roberto Napoletano, secondo indiscrezioni avrebbero intenzione di uscire dal processo con un patteggiamento.

Da quanto ha appreso l’Ansa, Benedini in vista dell’udienza preliminare che si aprirà giovedì 12 settembre, tramite la sua difesa, ha depositato al gup Cristina Mannocci una istanza per patteggiare 1 anno e 6 mesi, con pena sospesa, e un risarcimento di 100mila euro.

Anche Donatella Treu, attraverso il suo legale, starebbe definendo in accordo con la Procura la richiesta di patteggiamento a 1 anno e 8 mesi, pena con sospesa, e circa 300mila euro di risarcimento. Napoletano invece, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbe seguire il giudizio ordinario. Al momento, nulla è stato deciso. Comunque l’attuale direttore del Quotidiano del Sud, secondo quanto riportato dall’Ansa, può sempre depositare una istanza di rito alternativo in udienza preliminare.

A chiedere il processo è stato il pm Gaetano Ruta che ha contestato ai tre i reati di false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo commessi, secondo l’ipotesi, in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016. Archiviata, invece, la posizione di altri sette indagati che erano accusati di appropriazione indebita e nei cui confronti il gruppo, dopo essere stato risarcito, ha ritirato la querela.

Sulla richiesta di patteggiamento, che prevede un terzo di sconto della pena, si esprimerà il giudice Mannocci davanti al quale giovedì mattina si aprirà a Milano l'udienza preliminare a carico di Napoletano, Treu, Benedini (la posizione dei due sarà stralciata per via della scelta del rito) e lo stesso gruppo, che risponde in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, per i reati ipotizzati nei confronti dei tre imputati. Le indagini sulla vicenda vennero chiuse nel novembre dell'anno scorso mentre la richiesta di rinvio a giudizio per le 3 persone fisiche e la società da parte del pm Ruta risale alla fine del febbraio di quest'anno.

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