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Gruppo Beltrame: nasce Chalibria, l’acciaio certificato “carbon neutral”

La CO2 compensata attraverso l’acquisto di crediti di carbonio. Piano quadriennale da 500 milioni di euro: inclusa anche la decarbonizzazione

di Sara Deganello

La produzione dell’acciaio parte dalla fusione del rottame in forni elettrici

3' di lettura

Nasce Chalibria, l'acciaio certificato carbon neutral di AFV Beltrame Group, gruppo siderurgico da 1,7 miliardi di euro di fatturato (bilancio 2021), 7 stabilimenti in Italia, Francia, Svizzera e Romania, 2.500 dipendenti e una presenza commerciale in 40 Paesi, per 2,3 milioni di tonnellate di acciaio all'anno. «Siamo il primo produttore europeo di acciai lunghi per costruzioni a proporre questo tipo di soluzione», racconta Raffaele Ruella, chief financial officer e managing director del gruppo: «Siamo in grado di vendere come Chalibria l'intera gamma di prodotti. Se il cliente lo vuole». Con un prezzo proporzionale al valore.

Come si compensa la CO2

Chalibria ha una carbon neutrality ottenuta compensando le emissioni di CO2, generate dalla catena del valore, attraverso l'acquisto di crediti di carbonio su base volontaria, in linea con lo standard PAS2060 e la certificazione ISO14064-1 attestata da Rina. Un processo che nasce, per l'azienda, nel 2015, e comincia dalla misurazione delle emissioni totali. «Quelle generate durante le attività del gruppo sono sotto le medie internazionali ed europee di settore: 570 kg di CO2 per tonnellata di acciaio laminato (Scope 1,2 e 3 upstream), circa il 75% in meno rispetto alle emissioni dell'industria siderurgica globale e il 15% in meno rispetto alla media europea delle emissioni dell'acciaio da forno elettrico. Ma l'azienda intende migliorare ancora di più e si è data l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni del 40% al 2030 rispetto al 2015», spiega Ruella.

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Strategia integrata

Chalibria, dal latino “chalybs” (acciaio) e “libra” (bilancia), fa parte di una strategia di decarbonizzazione più ampia, basata su pilastri coincidenti con il Dna di Beltrame – che produce acciaio fondendo il rottame nei forni elettrici – e integrata nel business dell'azienda: «Abbiamo approvato un piano da 500 milioni di euro, dal 2022 al 2025, che include gli investimenti legati alla decarbonizzazione», spiega Ruella.

L'efficienza, con la riduzione dei costi di produzione, è perseguita tramite l'ammodernamento dei forni, la realizzazione di sistemi di recupero del calore e nuovi sistemi di controllo digitale. L'economia circolare viene implementata con la riammissione degli scarti nel processo produttivo, per cui oggi il 90% è recuperato. Per l'uso di energia pulita, il gruppo sta sviluppando impianti tramite Ppa, come nel consorzio Renewability lanciato quest'anno in Italia con un investimento condiviso con altre aziende da 30 milioni di euro: «Stiamo valutando anche altre iniziative», aggiunge Ruella, che specifica: «Entro il 2030 per i nostri stabilimenti in Italia e Romania il 40% dell'energia sarà da fonti rinnovabili». E già è in rampa di lancio la costruzione di un parco fotovoltaico vicino allo stabilimento di Târgoviște, in Romania. Infine, l'idrogeno: i forni del gruppo sono già predisposti a usarlo come combustibile miscelato a gas naturale.

Sempre più investimenti nella decarbonizzazione

«Chalibria è il modo per mostrare in maniera trasparente i progressi che giornalmente intendiamo attuare, un impegno che ci prendiamo di fronte a tutti i nostri stakeholder frutto di due anni di lavoro che ci hanno visto collaborare con diverse società e consulenti, tra i principali, i partner strategici Roland Berger ed Alperia. L'acciaio è un materiale speciale, riciclabile all'infinito e per questo intrinsecamente sostenibile, ma nel produrlo si generano emissioni ed è necessario un elevato dispendio energetico. Il gruppo intende investire sempre di più per la minimizzazione delle emissioni», commenta Carlo Beltrame, head of group business development di Beltrame e ceo di Francia e Romania.

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