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Gruppo Capri (Alcott): «Negozi chiusi, acceleriamo con la strategia omnichannel»

Il marchio ha negozi a insegna Alcott e Gutteridge in tutta Italia, chiusi dal 10 marzo.

di Marta Casadei

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Il marchio ha negozi a insegna Alcott e Gutteridge in tutta Italia, chiusi dal 10 marzo.


2' di lettura

Risponde Nunzio Colella, ad del Gruppo Capri, cui fanno capo i marchi capo i marchi Alcott, Alcott Los Angeles e Gutteridge.

Parte produttiva: avete chiesto una deroga – come previsto dai provvedimenti del Governo - se avete strutture produttive o siete completamente fermi?
Tutta la merce ordinata per la stagione PE20, è stata confermata e regolarmente pagata. Per le produzioni della stagione AI20/21 è stato messo in atto un piano di riduzione del volume degli ordini.

Quali misure avete adottato per i lavoratori come conseguenza del lockdown?
Pur potendo fruire delle misure governative a partire dal 22 febbraio, abbiamo scelto di pagare, regolarmente e per intero, gli stipendi dei nostri dipendenti della sede nel mese di marzo, nonostante l'attività sia stata sospesa a inizio marzo. A partire dal mese di aprile, permanendo l'obbligo di chiusura dei punti vendita, nostra quasi unica fonte di ricavi, abbiamo collocato in cassa integrazione anche una parte dei nostri dipendenti di sede.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe per gli affitti?
Sono state richieste deroghe per gli affitti e siamo in costante contatto con i nostri partner per mettere a punto una strategia che permetta a noi tutti di emergere da questa situazione al più presto.

Vi siete attrezzati con l'e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
I siti web Alcott e Gutteridge sono operativi e l’e-commerce funziona a pieno ritmo, con una serie di promozioni e campagne sviluppate intorno alle esigenze dei nostri clienti. Abbiamo messo a punto delle sezioni dedicate ai capi d'abbigliamento più consoni all’attuale situazione e siamo soddisfatti della risposta che abbiamo ottenuto dai consumatori.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
Al momento non è possibile, in quanto non è ancora chiara la situazione delle riaperture degli store e, in particolar modo, dei centri commerciali e villaggi outlet. Bisognerebbe ipotizzare una stima del traffico all'interno degli store al momento della riapertura, cosa ad oggi non prevedibile in quanto ancora non sono chiare le misure di distanziamento sociale che sarà necessario adottare.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi?
Il lato positivo c'è in ogni cosa ed è sicuramente dai momenti di crisi che nascono le idee migliori. Abbiamo avuto la possibilità in questo periodo di poterci concentrare su un settore, quello del digital, che è, già da qualche anno, sempre più al centro del nostro modello di business.

Stiamo avendo la possibilità di interagire con il nostro consumatore in maniera più approfondita e sicuramente questo ci sarà di aiuto anche quando avverrà la riapertura dei nostri store; stiamo investendo sull'e-commerce e portando avanti un ambizioso progetto di omnicanalità perchè se la vendita online era, fino a prima di questa emergenza, importante, probabilmente alla luce delle misure di distanziamento sociale che ci aspettano nei prossimi mesi, è destinato a diventare uno dei canali principali di fatturato.

Per approfondire:

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