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Gruppo Conad al cambio di vertice, Pugliese archivia 20 anni da record

Il manager, alla guida del Consorzio nazionale dettaglianti da quasi 20 anni, dopo avere portato il gruppo a più che raddoppiare i ricavi è in scadenza di mandato

di Giorgio dell'Orefice

3' di lettura

Manca l’accordo sull’uscita, le discussioni sono ancora in corso, ma nella sostanza è arrivata ai titoli di coda la brillante storia di successo di Francesco Pugliese alla Guida di Conad. Il manager, alla guida del Consorzio nazionale dettaglianti da quasi 20 anni, è in scadenza di mandato e in uscita con la prossima assemblea di maggio. Al suo posto alcune candidature. Fra queste, quella dell’attuale presidente di Legacoop, Mauro Lusetti.

L’assemblea di Legacoop convocata per la nomina del nuovo presidente è in calendario per il prossimo maggio-giugno.

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La crescita tumultuosa di Conad

Francesco Pugliese ha assunto la guida del gruppo Conad nel 2004. Fino ad allora era stato un manager di lungo corso prima in Barilla (dove era passato da capo della forza vendite Barilla al Sud a direttore commerciale Italia e poi direttore commerciale di Barilla Europe) e poi in Yomo (altro marchio al quale era approdato alle soglie del fallimento e che in breve tempo ha riorganizzato e poi ceduto a Granarolo).

Alla guida di Conad Pugliese ha portato il Gruppo, in poco meno di venti anni, a più che raddoppiare il proprio giro d’affari - passato da 8 a 18,5 miliardi di euro - e alla leadership per quota di mercato delle insegne della grande distribuzione in Italia.

Dalle difficoltà iniziali

Pugliese ha assunto la guida del gruppo della grande distribuzione in un frangente difficile quando fu decretato il fallimento della Sisa (Società italiana supermercati associati) di Puglia, una delle cooperative che Conad utilizzava per rifornire i punti vendita territoriali. Da quel difficile frangente prese le mosse l’avventura in Conad di Francesco Pugliese che in quasi venti anni oltre al raddoppio del fatturato del gruppo ha visto altri importanti momenti di passaggio: il grande processo di integrazione delle cooperative che compongono Conad (passate da 8 a 4 con un ruolo chiave e una centralità assegnati al Consorzio e che prima non aveva), il tumultuoso sviluppo della Private label, ovvero dei prodotti a marchio del distributore che nel caso di Conad sono giunti a una quota di mercato del 30% e, in anni più recenti, la fusione per incorporazione di Auchan che ha decretato un ulteriore step di crescita dimensionale e di giro d’affari.

In particolare per quanto riguarda lo sviluppo della marca privata, in questo percorso decisive sono state alcune iniziative messe in campo da Pugliese come l’operazione sui prezzi “Bassi e Fissi” e poi la linea ”Sapori & Dintorni”. Con quest’ultima la marca privata targata Conad si è “emancipata” dal segmento basic entrando in forza anche in settori premium e nelle produzioni di qualità come i marchi Dop e Igp dell'agroalimentare. Un’operazione che poi è stata anche rafforzata negli anni con ulteriori iniziative promozionali come “Il Viaggio in Italia” di Conad.

Alle maxi acquisizioni

E, infine, ma certo non perché di minore importanza, l’acquisizione e incorporazione dei punti vendita di Auchan Italia, operazione complessa ma che è stata alla base dell’ulteriore step di crescita dimensionale e di fatturato del Gruppo. Basti pensare che i punti vendita acquisiti hanno portato “in dote” un giro d’affari che all’epoca dell’acquisizione era di circa 4,5 miliardi di euro. Un’operazione complessa di integrazione che ha reso necessario il varo di una società ad hoc, Margherita, di cui erano azionisti al 51% Conad e, al restante 49%, l’immobiliarista Raffaele Mincione. Le due reti di punti vendita e i relativi dipendenti (in parte assorbiti e in alta parte incentivati all’uscita) sono state nel tempo razionalizzate. Alcuni supermercati sono stati ceduti a terzi il tutto con il via libera dell’Antitrust che ha verificato l'assenza di una posizione dominante.

Pugliese, intanto, dopo essere stato nominato anche presidente del Gruppo circa un anno fa è stato nominato alla vicepresidenza di Confcommercio.

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