modelli imprenditoriali

Gruppo Focchi, nel 2018 ricavi in crescita del 60%

di Katy Mandurino

2' di lettura

Un grattacelo sulla Hig Line, a New York, e ben sette cantieri a Londra sono i “biglietti da visita” con cui il Gruppo Focchi inizia il 2018. Vanto a cui l’azienda riminese, specializzata nel design e nella costruzione di involucri per grandi progetti di architettura, si sta sempre più abituando, visto che esprime un’eccellenza del made in Italy sempre più apprezzata all’estero. Tanto che, nell’anno che si è appena aperto, si prevede una crescita dei ricavi addirittura del 60%: da 60 a 95 milioni di euro.

«Nonostante le politiche USA improntate al protezionismo - spiega l’amministratore delegato del Gruppo Maurizio Focchi - abbiamo investito molto su New York, dove il mercato richiede un’altissima qualità. Mentre in Inghilterra, nonostante l’ombra della Brexit, siamo presenti in sette cantieri». «Abbiamo trovato un giusto equilibrio - continua Focchi -: offrire all’estero la nostra eccellenza di un artigianato industriale di altissima qualità creato dai nostri ingegneri, sempre più giovani, messo a punto in Italia dalle nostre maestranze ed infine esportato nelle più grandi città del mondo. Per realizzare tutto questo ci vuole professionalità e umiltà».

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Il Gruppo Focchi, 193 dipendenti tra Rimini, New York eLondra, di cui il 40% dedicato alla progettazione, conta su un dipartimento di ricerca e sviluppo focalizzato sui Green Buildings e sul risparmio energetico. La nascita nel 1914 come impresa familiare non ha impedito di trasformare il modello imprenditoriale rendendolo innovativo e altamente tecnologico. «Sempre di più siamo chiamati ad allargare l’orizzonte imprenditoriale - aggiunge l’amministratore delegato -. Il mondo è diventato la nostra casa, non esiste quasi più un’idea di Paese territoriale. Non si può solo più “fare meglio”, ma è necessario fare “cose nuove” con nuove alleanze. È fondamentale investire nell’innovazione e nella formazione manageriale dei giovani senza però dimenticare le nostre radici e la nostra tradizione».

«Le nuove imprese, così come la società - conclude Focchi -, devono rispondere alle grandi sfide del domani che si possono riassumere in aspirazioni, conversazioni e trasformazioni. Chi fa impresa, a qualsiasi livello, deve saper rigenerare nuove motivazioni tra tutti i suoi stakeholders, dal dipendente al collaboratore fino al cliente; deve creare nuovi modelli organizzativi con nuove reti identitarie per investire e innovare; e deve densificare la varietà del proprio valore».

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