22 deputati e 12 senatori

Gruppo misto, bacino di «riserva» per governi di minoranza

di Andrea Gagliardi


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(INFOPHOTO)

3' di lettura

Quello misto è il primo gruppo ad aver subito uno “scossone” in questo scorcio di legislatura. Partito con 36 membri, è sceso a quota 22 dopo la deroga concessa dall’Ufficio di presidenza della Camera alla costituzione del gruppo autonomo di Liberi e uguali (contava su 14 deputati, per regolamento ne servono 20). Il limbo del Misto di Camera e Senato per ora ospita dunque 22 deputati e 12 senatori. Un drappello che potrebbe fornire “truppe” utili in caso di maggioranze da cercare in Parlamento, ipotesi non sgradita a Berlusconi e Meloni ma respinta al mittente da Salvini che punta a un’alleanza organica con il M5s.

Trend sempre in crescita
L’esperienza del resto insegna che i numeri del misto (al di là della “defezione” recente di Leu alla Camera) sono destinati a crescere nel corso della legislatura. Nella scorsa si partì con 14 deputati per arrivare a 61, mentre al Senato da 11 si è passati a 27. Il trend dovrebbe confermarsi. Tanto più che il nuovo regolamento approvato alla fine dello scorso anno al Senato ha trasformato il Misto nella stanza di compensazione per chi vuole cambiare casacca (cambi che hanno toccato la cifra record di 566 nella legislatura alle spalle).

No ad altri gruppi con nuovo regolamento Senato
Il nuovo regolamento si caratterizza per il divieto di formare gruppi diversi rispetto ai partiti che si sono presentati alle elezioni. Chi vorrà abbandonare il proprio gruppo di provenienza lo potrà fare solo spostandosi verso il misto, che diventerà dunque a palazzo Madama la sola chance per chi vuole “transumare” altrove. Resta la soglia minima di dieci senatori per formare un gruppo autonomo, con deroghe concesse solo alle minoranze linguistiche. E resta la possibilità di formare sotto-gruppi.

Al Senato da Grasso agli eletti all’estero
Per ora il Misto, presieduto da Loredana De Petris (Leu), ospita 4 senatori di Liberi e Uguali (l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, l’ex governatore dell’Emilia-Romagna Vasco Errani e Francesco Laforgia), che potrebbero risultare utili a sostegno di un (attualmente improbabile) governo M5s-Pd, che insieme raggiungono appena la maggioranza di 161 senatori.

I fuoriusciti M5S
Da monitorare le scelte politiche di Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, eletti tra le fila del Movimento Cinque stelle ma allontanati (per ora) per difetti nella rendicontazione (la cosiddetta “rimborsopoli” grillina), che non hanno formato (ancora) alcuna “componente” o “sotto-gruppo”.

Chi si è già schierato e chi no
Allineati con il centrosinistra dovrebbero essere la radicale Emma Bonino di +Europa e il socialista Riccardo Nencini, entrambi eletti all’uninominale con le liste legate al Pd. Mentre Riccardo Antonio Merlo, eletto all’estero con il Maie, al termine delle consultazioni ieri ha parlato di disponibilità ad appoggiare un governo Lega-M5S «sempre che faccia una seria politica per gli italiani all’estero». Battitori liberi i senatori a vita Mario Monti e Liliana Segre.

La “quarta gamba”
Da registrare infine che i 4 senatori della cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra, Noi con l’Italia, eletti nei collegi uninominali (la lista non ha raggiunto il quorum del 3%) hanno deciso di aderire al gruppo di Forza Italia (che a palazzo Madama ha superato così per consistenza la Lega con 61 senatori contro 57), mentre alla Camera sono confluiti nel Misto.

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I numeri del Misto alla Camera
Alla Camera i deputati eletti tra le fila del Movimento ma espulsi a vario titolo sono 5: Andrea Cecconi e Silvia Benedetti (coinvolto nel caso dei romborsi irregolari), Salvatore Caiata (patron del Potenza calcio indagato per riciclaggio), Antonio Tasso (allontanato per una condanna in primo grado, peraltro prescritta, per la vendita di cd contraffatti) e Catello Vitiello (espulso per aver omesso la sua passata appartenenza alla massoneria). Anche loro non hanno dato vita a nessuna componente. Quattro i sotto-gruppi: le minoranze linguistiche (con 4 rappresentanti), “Noi con l’Italia” (anche qui 4 deputati, tra cui Maurizio Lupi e l’ex ministro Enrico Costa) . E ancora: +Europa-Centro democratico (tra i nomi noti spiccano il radicale Riccardo Magi e il centrista Bruno Tabacci, eletti entrambi all’uninominale con il centrosinistra). Infine i 4 esponenti di Civica popolare-Ap-Psi (da segnalate la ministra uscente della Salute Beatrice Lorenzin).

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