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Gruppo Saviola un premio di 2mila euro ai dipendenti contro il caro vita

Riconoscimento legato in parte alle performance dell’azienda nel 2021, in parte è una liberalità disposta dalla proprietà per ringraziare i dipendenti per l’impegno e alleviare gli effetti dell’inflazione

di Gi.M.

2' di lettura

Un riconoscimento in busta paga fino a 2mila euro per i dipendenti di Gruppo Saviola, uno dei principali produttori italiani di pannelli per l’arredamento, in segno di ringraziamento per l’impegno dei propri lavoratori durante il 2021.

Due e ragioni alla base della decisione, spiega il presidente del gruppo, Alessandro Saviola: in parte il premio è legato alle performance raggiunte (i consuntivi del 2021 saranno disponibili solo tra qualche settimana, ma il presidente parla di risultati «positivi»), come stabilito dal contratto di secondo livello siglato con i sindacati, in parte è una liberalità aggiuntiva, disposta dalla proprietà per sostenere i propri dipendenti in un momento di forte inflazione, che vede gravare anche sulle famiglie i rincari dell’energia e del costo della vita.

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La misura sarà introdotta con la retribuzione del mese di giugno e per l’azienda – che conta 1.500 dipendenti – si traduce in uno stanziamento di circa 3 milioni di euro complessivi. Il gruppo Saviola, che 2020 ha raggiunto un fatturato di circa 508 milioni di euro, è tra i più grandi riciclatori di legno al mondo, conta 14 impianti produttivi tra Italia ed estero ed è guidato dalla capogruppo Saviola Holding, che comprende quattro divisioni: Saviola, Sadepan, Composad e Saviolife.

«Questo riconoscimento è stato da noi fortemente voluto per ringraziare concretamente ciascun collaboratore del gruppo per la professionalità e per l’impegno dimostrati nei mesi del 2021 – afferma Alessandro Saviola –. Un premio per i collaboratori che ogni giorno rendono possibile ogni singolo risultato». Gli ultimi mesi non sono stati semplici per nessuno, osserva il presidente. L’azienda stessa, pur sostenuta da una domanda in forte fermento, ha dovuto fare i conti con forti rincari della materia prima, quando non di penuria, che hanno costretto in certi momenti a rallentare la produzion e inoltre hanno ridotto i margini di guadagno. La catena inflattiva generata dalla crisi delle forniture e aggravata dalla guerra in Ucraina, che nella prima fase aveva colpito soprattutto le aziende manifatturiere, ora sta arrivando anche sui consumatori.

«Il periodo pandemico ha costretto molte famiglie a fare i conti con la difficoltà del momento – aggiunge Saviola –. Favorire l’inclusione e la condivisione, lavorare per la crescita e lo sviluppo sono obiettivi insiti nel dna del nostro gruppo. La nostra azienda vive e cresce grazie ai valori sostenibili che non riguardano solo il processo produttivo, ma abbracciano il nostro fare impresa in ottica ESG, in particolare sull’impegno sociale, in linea con i target dello sviluppo sostenibile».

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