Investimenti

Gruppo Vw, obiettivo leadership elettrica

Ai nuovi powertrain sono destinati 35 miliardi di euro sui 46 complessivi previsti dal nuovo piano di sviluppo di Volkswagen

di Simonluca Pini

4' di lettura

Anno 2025. È questa la data che il Gruppo Volkswagen si è dato per diventare leader globale della mobilità elettrica. Come ci riuscirà? Con investimenti multimiliardari pari a 46 miliardi di euro su elettrificazione ed ibridizzazione nei prossimi cinque anni di cui 35 miliardi solo sui modelli elettrici. Per riuscirsi il gruppo tedesco adotterà una nuova strategia di piattaforma che si baserà su quattro elementi come hardware, software, servizi di mobilità e batterie e ricarica. Questo si tradurrà in maggiori economie di scala e in una crescita in maniera esponenziale in materia di tecnologie e produzione delle batterie. Grazie alla strategia “Unified cell concept”, gli accumulatori a stato solido saranno realtà dal 2023 e saranno presenti su tutti i marchi fino all’80% di tutti i veicoli elettrici del Gruppo entro il 2030. Questa soluzione porterà, secondo il gruppo tedesco ad una riduzione dei costi delle batterie del 50% e quindi anche del costo delle auto elettriche. La ricarica rapida sarà uno dei punti di forza dell’espansione dell’auto elettrica. Per garantire che la domanda di celle della batteria possa essere soddisfatta, Volkswagen e i suoi partner prevedono di realizzare sei fabbriche di celle con una capacità totale di 240 gigawattora in Europa entro la fine del decennio.Inoltre Vw ha annunciato che la diffusione delle ricariche ultra rapide (hpc) sarà aumentata “di 5 volte in Europa” per sostenere la domanda di veicoli elettrici. Anche in Cina Volkswagen ha in programma di creare un mega network di ricarica high power. In quest’ottica, sono state concordate collaborazioni in Europa con le società energetiche BP (Gran Bretagna), Iberdrola (Spagna) ed Enel (Italia). Con questi partner, Vw punta all’attivazione di 18mila punti pubblici di ricarica rapida in Europa entro il 2025 con una spesa di circa 400 milioni di euro. Il ruolo delle piattaforme sarà fondamentale per ottenere i risultati annunciati. La piattaforma Modular Electric Drive Toolkit (Meb) sarà utilizzata per la produzione in Europa, Cina e Stati Uniti ed entro il 2022 farà nascere 22 modelli completamente elettrici di tutti i marchi, compreso Audi. A questa si aggiungerà la Premium Platform Electric (Ppe), con autonomia più elevata e tempi di ricarica più brevi ed è riservata alle vetture di alta gamma Audi e Porsche. Entro la metà del decennio, il gruppo intende sviluppare la Scalable Systems Platform (Ssp), l’ulteriore evoluzione della piattaforma per veicoli completamente elettrici, digitali oltre che modificabili, su cui progettare e realizzate i modelli di tutti i marchi e in tutti i segmenti. Per quanto riguarda la connettività e il software di bordo, tutto questo sarà basato sul sistema operativo Vw.Os fornito da Car.Software-Org. Il quarto elemento della nuova strategia delle piattaforme comprende i servizi di mobilità e altri servizi. Questi includono, tra gli altri, il servizio di ride pooling Moia, l’offerta di car sharing WeShare e servizi di abbonamento flessibili di Volkswagen Bank.

Entrando nello specifico dei modelli in arrivo a breve. Volkswagen tra le varie novità presenterà il suv coupé elettrico Id.5, un secondo suv coupé elettrico dalle dimensioni più compatte, il restyling della Polo e non mancherà il debutto della versione di serie del nuovo Bulli elettrico. La marca Vw nel 2026 lancerà una nuova berlina elettrica a guida autonoma di Livello 4 Sae, frutto del progetto Trinity annunciato in questi giorni.

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Skoda amplierà l’offerta di modelli elettrici con la Enyaq iV anche in versione coupé, mentre il 2021 vedrà il debutto della nuova generazione della compatta Fabia e del restyling della Kodiaq. Seat ha in agenda l’aggiornamento della Ibiza e le versioni plug-in della Tarraco, mentre il marchio Cupra presenterà l’elettrica Born e la Formentor e-Hybrid. Il lungo elenco di nuovi modelli elettrici e gli obiettivi fissati per il 2025 non si tradurranno però in un addio ai motori termici. Il gruppo guidato da Herbert Diess non ha voluto indicare una data precisa per la fine dei motori a combustione interna, a causa delle differenze regionali nell’uso dell’energia primaria e delle condizioni normative. Resta il fatto che modelli iconici come la Golf o la Passat continueranno ad essere sviluppati anche in versione termica nei prossimi anni. Diventerà invece completamente elettrica Bentley, mentre Bugatti non sarà trasferita alla croata Rimac.

A questo elenco si aggiungono naturalmente Audi e Porsche – ne parliamo negli articoli accanto – entrambe al centro della strategia di crescita e di leadership in materia di mobilità elettrica. Proprio le vendite di modelli a zero emissioni saranno il primo test per il gruppo Vw; Se nel 2020 sono state consegnate 231.600 veicoli a batteria, più del triplo rispetto al 2019, per il 2021 l’obiettivo è di vendere un milione di auto elettriche a livello globale. Sembra passata un’eternità dai tempi del Dieselgate, quando Wolfsburg veniva accusato di essere il “grande inquinatore”, mentre oggi e nei prossimi anni diventerà il gruppo da inseguire per la mobilità green.

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