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Gse: 14,8 miliardi di risorse per spingere la sostenibilità

Per il sesto anno consecutivo il Paese supera gli obiettivi europei previsti al 2020 (18%, secondo le stime, di consumi coperti da fonti verdi): 900mila gli impianti censiti nel 2019 relativi a rinnovabili elettriche

di Celestina Dominelli

Energia: Gse, per i comuni 200 milioni di euro di incentivi l'anno

Per il sesto anno consecutivo il Paese supera gli obiettivi europei previsti al 2020 (18%, secondo le stime, di consumi coperti da fonti verdi): 900mila gli impianti censiti nel 2019 relativi a rinnovabili elettriche


3' di lettura

Per capire quanto sia diventato via via cruciale l’apporto del Gestore dei servizi energetici (Gse) nel percorso che l’Italia ha davanti a sé per raggiungere i target energetici e ambientali, bisogna partire dalla fine. E dai benefici concreti, ben sintetizzati dai 111 milioni di barili di petrolio risparmiati e dai 43 milioni di tonnellate di anidride carbonica evitate, che la società presieduta da Francesco Vetrò e guidata da Roberto Moneta ha garantito al Paese nel 2019 rendendo possibile, con il proprio supporto, l’attivazione di quasi 2,6 miliardi di euro di investimenti nell’economia “verde” e la messa in pista di 14,8 miliardi di risorse gestite per la promozione della sostenibilità.

Dal Gse 11,4 miliardi di incentivi per l’energia elettrica
Un impegno consistente, dunque, di cui la voce principale è rappresentata dagli 11,4 miliardi di incentivi per l’energia elettrica, seguita dagli 1,3 miliardi per l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, dagli 800 milioni per i biocarburanti e dagli 1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dalle aste “verdi” nell’ambito del meccanismo Eu Ets (European Union Emissions trading scheme), con il Gse che, come noto, è responsabile del collocamento delle quote di emissioni italiane sulla piattaforma europea.

Per il 6° anno consecutivo Italia sopra il target europeo
Una svolta netta che appare in tutta la sua forza nel Rapporto attività 2019 : la consueta istantanea che il Gse scatta ogni anno e che è stata illustrata oggi, mercoledì 6 maggio, in live streaming, nel corso di una presentazione organizzata da 24Ore Eventi in collaborazione con il Sole 24 Ore. Numeri assai significativi, dunque, che disegnano un ruolo centrale per la società controllata dal ministero dell’Economia nel sistema energetico italiano (sempre più virtuoso grazie a un 18%, dicono le stime preliminari, di consumi soddisfatti da fonti “green” nel 2019 e per il sesto anno consecutivo sopra l’asticella indicata dall’Europa) e frutto di un cambiamento chiaro di prospettiva che il Gse ha intrapreso negli ultimi anni con l’obiettivo di acquisire una funzione più propulsiva rispetto alle politiche nazionali ed europee, facendo leva altresì su un rapporto ancor più stretto con il territorio.

I vertici: un motore per accelerare lo sviluppo sostenibile
«Tra gli obiettivi che ci eravamo posti nel 2019, c’era quello di ridisegnare i contorni del Gse che oggi non solo eroga incentivi, ma eroga servizi, come il nome della società promette chiaramente», rimarca l’ad Roberto Moneta. Mentre il presidente Francesco Vetrò pone l’accento sulla missione del Gse «di promozione dello sviluppo sostenibile» per cui «in questo particolarissimo momento storico il nostro impegno a beneficio del benessere del Paese non può che essere rafforzato e, naturalmente, tradursi in iniziative ad hoc per supportare i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni».

Nel 2010 costi per 12,9 miliardi
Insomma, l’Italia si tinge sempre più di “verde”, anche grazie al contributo del Gse come emerge dal Rapporto della società. Che, nel 2019, ha sostenuto 12,9 miliardi di costi, in calo rispetto ai 13,4 miliardi del 2018, per via della scadenza degli incentivi di alcuni impianti e della contrazione della produzione da idroelettrico, e in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita dell’elettricità ritirata dagli impianti incentivati (1,5 miliardi per 28,6 terawattora venduti sul mercato elettrico). Con un differenziale, rappresentato dagli incentivi pagati in bolletta (la componente Asos), di 11,4 miliardi, poco al di sotto del dato 2018 (11,6 miliardi). Grazie allo sprint sull’economia “green” l’Italia è così arrivata a produrre oltre 3 kilowattora su 10 con le fonti rinnovabili (circa 115 terawattora di energia elettrica da Fer) e 10,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) di energia termica, mentre nei trasporti le prime elaborazioni indicano per il 2019 uno scatto del 5% dell’immissione in consumo di biocarburanti sul 2018.

Gli impianti in esercizio
Quanto agli impianti in esercizio, il Rapporto ne registra 900mila collegati alle rinnovabili elettriche (per una potenza totale di 55.500 megawatt) con il fotovoltaico a fare la parte del leone (880mila unità), seguito dall’eolico (oltre 5.600) e dalle altre fonti (idraulica, geotermia e bioenergie). Infine, il capitolo dei controlli, fondamentale per verificare l’allineamento di incentivi e requisiti degli impianti: 1.939 i procedimenti di verifica avviati nel 2019, di cui 1.803 con sopralluogo e 136 mediante riscontro documentale, per una potenza complessiva passata al radar di 1.764 megawatt.

Per approfondire:

Fotovoltaico, test di convenienza con il simulatore Gse
Energie rinnovabili, spinta al fotovoltaico per 14 milioni di tetti

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