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Gse: al Mite installato il primo orologio climatico d’Italia. Cingolani: «È il tempo che abbiamo per agire»

L’orologio è stato inaugurato oggi alla presenza del ministro della Transizione ecologica e del numero uno del Gse, Roberto Moneta

di Celestina Dominelli

Clima ed economia, le promesse della Transizione ecologica

3' di lettura

Sei anni e sette mesi per invertire la rotta e riportare a 1,5° gradi l’aumento della temperatura media del pianeta. Un arco di tempo entro il quale il nostro Paese e il pianeta intero per adottare tutti i comportamenti e gli interventi necessarie e che, naturalmente potrà variare a seconda delle iniziative prese a livello globale. A ricordare se la direzione sarà quella corretta sarà il primo climate clock italiano inaugurato venerdì 4 giugno, alla presenza del ministro della Transizione ecologia Roberto Cingolani, dall’ad del Gestore dei Servizi Energetici (Gse), Roberto Moneta.

Il calcolo degli scienziati del Mcc

Il grande orologio, installato in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, che si celebrerà il 5 giugno, scandisce il tempo utile secondo i calcoli effettuati dagli scienziati del Mcc (Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change) ed è nato sulla scia della campagna internazionale inaugurata il 19 settembre 2020 dagli artisti Gan Golan e Andrew Boyd con il climate clock installato sulla facciata del Metronome di Union Square a Manhattan. L’orologio italiano indicherà anche la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili nel mondo, oltre a citare il pensiero di sei fra artisti, scienziati e attivisti noti per il loro impegno verso l'ambiente e la natura.

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Cingolani: è il tempo che abbiamo per agire

«Nei prossimi mesi ci attendono sfide fondamentali, dal G20 Ambiente, Clima ed Energia fino alla Cop26 sul clima a Glasgow, passando per la Youth4Climate e la PreCop che ospiteremo nel nostro Paese», ha dichiarato il Ministro Cingolani.«L’orologio del clima che inauguriamo sulla facciata del Mite da oggi dialoga in contemporanea con quello già installato anche a Glasgow. Il tempo che questi orologi indicano è il tempo che abbiamo per agire. Un tempo che possiamo invertire. La transizione ecologica è lo strumento principale per spostare queste lancette e liberarci dalla spada di Damocle dei rischi a cui ci espongono i cambiamenti climatici. L’ora che segna è l’ora della volontà».

Moneta: promuovere lo sviluppo sostenibile è la missione

L’installazione ha, infatti, l'obiettivo di sensibilizzare le coscienze dei cittadini sul tema dei cambiamenti climatici, in modo che ognuno possa sentirsi parte di un percorso condiviso, che condurrà a un futuro a basse emissioni di carbonio. «La battaglia contro il riscaldamento globale è la sfida del XXI secolo», ha evidenziato il numero uno del Gse Roberto Moneta, spiegando che si tratta di «una sfida che richiede una decisa accelerazione per essere vinta. Le energie rinnovabili saranno le leve principali e “agire” la parola chiave per esprimere quel cambiamento culturale necessario ad aggiungere tempo prezioso alla “lifeline” del nostro pianeta. Promuovere lo sviluppo sostenibile è la nostra missione. Ogni azione del Gse è rivolta a incentivare e supportare cittadini, imprenditori, professionisti e istituzioni nel percorso di transizione energetica del nostro Paese per il raggiungimento degli obiettivi al 2030 e al 2050».


Verso la Cop 26 di Glasgow

Collocato all’ingresso della sede del ministero, a Roma, il l’orologio del clima rientra nelle numerose iniziative previste dal ministero della Transizione Ecologica di avvicinamento alla Conferenza sui cambiamenti climatici (Cop 26) che si terrà a Glasgow, in Scozia, dall'1 al 12 novembre 2021. Le citazioni riprodotte nel display dell'orologio sono le seguenti: «La CO2 è come il sale, indispensabile alla nostra vita, ma velenosa se in eccesso» del chimico James Lovelock, «Non abbiamo più tempo per essere pessimisti» dell'analista ambientale e fondatore del Worldwatch Institute, Lester R. Brown, «Il futuro ci giudicherà soprattutto per quello che potevamo fare e non abbiamo fatto» del regista Ermanno Olmi, «L’immutabilità è il mutare della Natura» della poetessa Emily Dickinson, «La gestione sostenibile delle nostre risorse naturali promuoverà la pace» del premio Nobel per la pace Wangari Maathai e «La Terra non è un’eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli» del capo nativo americano See-ahth.

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