Energia e ambiente

Gse, oltre 15 miliardi di euro per supportare transizione verde e sviluppo sostenibile

Il Rapporto attività 2020 scatta una fotografia puntuale del contributo crescente del Gse alla svolta sostenibile del Paese

di Celestina Dominelli

(REUTERS)

3' di lettura

Un ruolo di partnership per lo sviluppo sostenibile che la società presieduta da Francesco Vetrò e guidata da Roberto Moneta sta giocando da tempo in modo sempre più proattivo. Non solo promuovendo la cultura della sostenibilità, ma anche agevolando le azioni sinergiche in grado di accelerare e facilitare gli investimenti virtuosi e il raggiungimento degli obiettivi ambientali ed energetici disegnati dall’Europa e recepiti via via dall’Italia. 

2,2 miliardi di investimenti “verdi”

Non a caso, nel 2020 il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha reso possibile, con il proprio supporto, l’attivazione di 2,2 miliardi di euro di nuovi investimenti nell’economia “verde” e la messa in pista di oltre 15 miliardi di euro di risorse destinate alla promozione della sostenibilità, di cui la voce più importante è rappresentata dagli 11,9 miliardi di incentivi per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, seguita da 1,1 miliardi per l’efficienza energetica e per le rinnovabili termiche, nonché da un miliardo dedicato ai biocarburanti. Ai quali, poi, si affiancano gli 1,3 miliardi di proventi riconducibili alle aste “verdi” nell’ambito del meccanismo Ets (Emission Trading Scheme), dove il Gse, vale la pena di ricordare, è il responsabile del collocamento (auctioneer) delle quote di emissioni italiane sulla piattaforma comune europea (53 milioni l’asticella assicurata lo scorso anno).

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Il contributo alla svolta sostenibile

Insomma, un impegno consistente ben sintetizzato dai numeri contenuti nel Rapporto attività 2020 che ogni anno scatta una fotografia puntuale del contributo crescente del Gse alla svolta sostenibile del Paese e che sarà illustrato martedì, in live streaming, alla presenza del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso di una presentazione organizzata da 24 Ore Eventi in collaborazione con il Sole 24 Ore.

Evitata l’emissione di 42 milioni di tonnellate di Co2

Accanto a questo, poi, va annoverato anche l’apporto della società controllata dal ministero all’Economia al percorso di decarbonizzazione della penisola: basti pensare che l’energia elettrica generata da fonti rinnovabili e i risparmi energetici indotti dagli interventi di efficientamento che rinviano allo sforzo profuso dal Gse, hanno evitato l’emissione in atmosfera di 42 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari al consumo di 109 milioni di barili di petrolio.

Fonti rinnovabili oltre l’obiettivo

Quanto alla performance “green” dell’Italia, il verdetto è chiaro: la pandemia, evidenzia il Gse, ha inciso naturalmente sui consumi, ma nel 2020, sulla base dei dati preliminari disponibili, si stima che la percentuale di fabbisogno energetico complessivo nei settori elettrico, termico e dei trasporti, soddisfatto da fonti rinnovabili, si attesti attorno al 20 per cento. Ergo: l’Italia è ben al di sopra del 17% che rappresentava l’obiettivo da centrare lo scorso anno. E anche se su questo valore, come detto, ha pesato la contrazione dettata dal Covid-19, la società rammenta anche che il nostro Paese è sopra la soglia del 17% da sette anni, sebbene dal 2014 al 2019 tale valore sia cresciuto solo di un punto percentuale.

Un traguardo importante, dunque, in un anno «che ha messo a dura prova l’Italia, l’Europa e gran parte del mondo», ha rimarcato l’amministratore delegato del Gse, Roberto Moneta: «Consci che gli obiettivi al 2020 sono stati raggiunti con congruo anticipo - prosegue il numero uno -, guardiamo con fiducia al proseguimento di questa fase di transizione energetica, nel solco del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per giungere davvero alla completa decarbonizzazione nel 2050».

Verso gli obiettivi del 2030

E quest’ultimo obiettivo vedrà il Gse nel futuro ancora in prima linea, conscio dell’importanza della partita giocata comunque finora, come ha evidenziato il presidente della società, Francesco Vetrò. «Il 2020 si colloca alla fine di un decennio importante, che ha visto il Gse attore protagonista della radicale trasformazione del sistema energetico italiano: se tra il 2000 e il 2010 abbiamo accompagnato la nascita della green economy, dal 2010 al 2020 abbiamo contribuito in maniera determinante alla piena affermazione e alla progressiva acquisizione di maturità delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica del Paese».

E ora l’Italia si prepara alle nuove sfide, consapevole però, come evidenzia il Gse, «che non siamo affatto all’anno zero dello sviluppo sostenibile in Italia e che, anzi, in tema di energie rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare, l’Italia emerge positivamente da molti confronti internazionali». Certo, è il messaggio finale del Rapporto, «occorrerà accelerare perché i traguardi sono sempre più ambiziosi», da qui al 2030, ma il Paese ha tutte le carte in regola per farcela.

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