la lettera alla commissione ue

Gualtieri: se necessario proroga Cig Covid fino all’autunno. Sì in Parlamento allo scostamento di bilancio

Il ministro dell’Economia in audizione in commissione: 48 miliardi a imprese,35 al lavoro, 8 alla sanità. Gualtieri ha confermato la caduta del Pil nel 2020 del 9% come stimato nella Nadef e un deficit tra il 10,5% e il 10,8%

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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (foto Ansa)

Il ministro dell’Economia in audizione in commissione: 48 miliardi a imprese,35 al lavoro, 8 alla sanità. Gualtieri ha confermato la caduta del Pil nel 2020 del 9% come stimato nella Nadef e un deficit tra il 10,5% e il 10,8%


5' di lettura

«Non si può escludere» una proroga in primavera del regime di restrizioni anti-Covid entrato in vigore il 16 gennaio e «di conseguenza il governo desidera avere risorse sufficienti per rispondere a questa eventualità e prolungare, se necessario, lo schema di integrazione salariale fino all'autunno». Lo scrive il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri nella lettera alla commissione Ue nella quale illustra la richiesta di scostamento da 32 miliardi. Tra le misure elencate: fondi per il Reddito di cittadinanza, per la scuola per adattare gli strumenti educativi, rinvio della riscossione spostando parte delle entrate al 2022. Ma anche: sostegni alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente interessate dalle chiusure; specifiche misure di sostegno per i settori economici più colpiti; compensazione a regioni ed enti locali per il calo del gettito; fondi per sanità e protezione Civile e uno stanziamento una tantum per Transizione 4.0 nel 2021.

È arrivato sostanzialmente all'unanimità il via libera del Senato alla risoluzione della maggioranza “integrata” con temi arrivati da Iv e centrodestra sulla richiesta del Governo al sesto scostamento per fronteggiare l'emergenza economica causata dalla pandemia Covid. I sì sono stati 291, i no zero e un voto di astensione. Semaforo verde anche dalla Camera alla risoluzione di maggioranza, qui i voti a favore sono stati 523 (tre contrari, due gli astenuti).

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Gualtieri: valutazione ex post ristori intero 2020 e integrazione

«È evidente - ha spiegato il ministro davanti alle commissioni Bilancio dei due rami del Parlamento - che con la rapidità dei ristori ci sono casi in cui il metro di comparazione ha prodotto delle ingiustizie, quindi una valutazione ex post che possa valutare l'intero anno, che possa sommare quello che si è avuto e quello che non si è avuto, numeri alla mano, ci consente di ripianare quelle eventuali limiti o situazioni di penalizzazione che ci possono essere state. Questa è una delle cose che vogliamo fare, anche con il contributo del parlamento», ha aggiunto.

Lo scorso anno, ha ricordato il ministro, «complessivamente sono state varate misure pari a circa il 6,6% del Pil, 108 miliardi, a cui si aggiungono 300 miliardi di crediti oggetto di moratoria e 150 miliardi di prestiti garantiti. Si tratta di uno degli interventi più rilevanti d'Europa paragonabile solo a quello messo in campo dalla Germania». «Nelle intenzioni del Governo - ha sottolineato - questo è l'ultimo scostamento di bilancio che chiediamo al Parlamento di autorizzare per contrastare la pandemia. Auspico vi sarà la convergenza di tutte le forze politiche” sul nuovo scostamento la cui richiesta è al voto del Parlamento».

Nel 2020 48mld a imprese,35 lavoro, 8 a sanità

Il ministro ha ricordato che «il settore delle imprese, considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi, agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi, la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi, i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi».

Con scostamento deficit 2021 fino a 8,8%, su Pil rischi a ribasso

Entrando nel dettaglio dello scostamento Gualtieri ha chiarito che «la proiezione del Dpb stimava il deficit al 7% del Pil, ma nell'ipotesi che l'ammontare dello scostamento sia pienamente utilizzato salirebbe all'8,8%, al netto di eventuali revisioni della crescita», che sarà aggiornata con il Def di aprile, ed esistono «rischi al ribasso, tuttavia essa potrà non risultare di molto inferiore alla Nadef», se le misure della Manovra e del Recovery plan daranno la spinta attesa.

Aiuti da Cig a sanità, avanti finché necessario

«Grazie allo scostamento di bilancio - ha spiegato il ministro - proseguiremo e completeremo gli interventi di sostegno già approvati e riconosciuti finora ai settori più colpiti dalla pandemia, che riteniamo debbano proseguire per tutto il tempo necessario». Gualtieri ha elencato le misure del prossimo decreto, dalla proroga della Cig «per le imprese in difficoltà» alle risorse per trasporti e sanità fino alla «rimodulazione dell'attività della riscossione» delle cartelle.

Valutiamo proroga stop licenziamenti selettivo

In particolare, per quanto riguarda il lavoro, «occorre introdurre una selettività rispetto alla necessità, magari per alcuni settori più fragili e colpiti, di valutare la possibilità di prolungare ulteriormente il blocco dei licenziamenti e tornare invece alla normalità per i settori che sono meno impattati dalla pandemia. È un capitolo delicato - ha sottolineato il ministro -, non ancora abbiamo concluso le nostre riflessioni».

In decreto rimodulazione riscossione, interventi temporanei

In particolare, nel provvedimento in preparazione, la cui presentazione potrebbe slittare almeno alla fine della settimana prossima (si veda Il Sole 24 Ore del 20 gennaio), «è prevista la rimodulazione dell'attività di riscossione necessaria per evitare che la ripresa produca assembramenti eccessivi negli uffici dell'agenzia delle Entrate e diluirne l'impatto. Si tratta - ha spiegato ancora Gualtieri - di interventi che avranno tutti natura temporanea e mirata e saranno coerenti con una politica di bilancio improntata a sostenibilità e responsabilità fiscale, mantenendo il profilo di riduzione del deficit e del debito delineati nella Nadef».

Coperture sufficienti, nessun rischio su prestiti garantiti

Gualtieri ha chiarito che i prestiti garantiti alle imprese e Patrimonio dedicato di Cassa depositi e prestiti non determineranno maggior deficit a carico dello Stato. «Sono state accantonate somme specifiche per coprire le garanzie del Fondo centrale - ha spiegato - e lo stanziamento è basato su una stima prudente, non ci sarà impatto aggiuntivo; Patrimonio destinato non ha impatto su indebitamento netto ma sul fabbisogno e il Governo ha sempre agito con la massima attenzione e prudenza, non riteniamo che esista un rischio - ha detto - e i dati finora ci hanno dato ragione, nel senso che ci apprestiamo a concludere il 2020 con un deficit esattamente in linea con quello previsto». Discorso analogo per Sace, pur nell'attesa di un aumento del tiraggio nei prossimi mesi per il potenziamento dello strumento. «Siamo certi che non esista possibilità di non copertura che è ampiamente sufficiente», ha continuato Gualtieri, ricordando che progressivamente i fondi sono stati adeguati alle necessità.

Rapporto debito/Pil 2021 in linea con 2020, confermati target 2022-23

«Ove la stima del Pil 2021 venisse confermata l'impatto di cassa di questo scostamento potrebbe portare il rapporto debito/Pil in linea con il 2020», ha affermato il ministro. Gualtieri ha aggiunto che il «profilo del rapporto debito/Pil negli anni successivi verrebbe confermato, nel 2022 e nel 2023, e verrebbe confermato anche l'impegno ad assorbire l'aumento di tale rapporto in un decennio. Entro il 2031 il rapporto debito/Pil sarebbe poco sopra il livello di fine 2019».

Pil, fiducioso nuove stime Fmi saranno migliori

Quanto alllo stato di salute dell’economia, Gualtieri si è detto fiducioso. «Attendiamo le nuove previsioni del Fmi tra pochi giorni e sono fiducioso che saranno sensibilmente migliori», ha affermato. Il ministro ha confermato la caduta del Pil nel 2020 del 9% come stimato nella Nadef e un deficit tra il 10,5% e il 10,8%.

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