Dopo la candidatura di Gualtieri

Nelle grandi città Pd e M5s divisi. Accordo possibile al primo turno solo a Bologna e Napoli

Non solo nella Capitale e a Milano è ormai escluso un accordo Pd-M5s al primo turno: anche a Torino il Partito Democratico locale ha chiuso ai grillini

Comunali Roma, Zingaretti: Gualtieri candidato forte e credibile

3' di lettura

Dopo una riflessione lunga un mese in casa Pd, si torna al punto di partenza: sarà dunque l'ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri il candidato in quota dem per il Campidoglio. Alla fine è stato il M5s mettere la parola fine al pressing serrato da parte del partito sul suo ex segretario Nicola Zingaretti. La condizione posta dal governatore per la corsa al Campidoglio era la tenuta dell'asse giallorosso in Regione, una circostanza che il Movimento non ha assicurato in alcun modo, prospettando anzi una crisi imminente.

Trattativa saltata a Roma tra Pd e M5s

Insomma, la trattativa serrata degli ultimi giorni tra Nazareno e Movimento 5 stelle non è andata a buon fine e l'ultima parola è spettata al leader in pectore dei pentastellati, Giuseppe Conte: «Virginia Raggi è un ottimo candidato. Ci auguriamo che la decisione del Pd non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato avviato a livello di governo regionale».

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La discesa in campo di Gualtieri

La candidatura di Gualtieri a sindaco di Roma (correrà alle primarie del centrosinistra il 20 giugno, ma la sua vittoria è data per scontata) era del resto nell'aria da tempo. Era però rimasta congelata nell'ultimo periodo per dare spazio all'ipotesi Zingaretti, considerato un nome più forte. L'ex ministro dell'Economia è stato a lungo spettatore, restando a disposizione del partito. Poi, venute meno le condizioni per la corsa dell'ex segretario dem, si è fatto avanti. E a stretto giro è arrivato il sostegno via twitter del segretario Enrico Letta.

Le variabili Calenda e Raggi

Carlo Calenda, da tempo in pista per Palazzo Senatorio, lo punge: «Il candidato del Pd lo ha scelto sostanzialmente i 5s minacciando di far cadere la Regione. Alleati sinceri e affidabili...». In attesa delle scelte del centrodestra, ancora il cerca di un candidato dopo il “no grazie” dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, la sindaca grillina, da parte sua, incassa l'endorsement di Conte, ringrazia e rilancia: “Avanti uniti”. La contesa giallorossa, in ogni caso, andrà avanti nell'ottica di una convergenza al ballottaggio, resa sicuramente più semplice dall'opzione di Gualtieri (le antiche diatribe tra Raggi e Zingaretti avrebbero complicato il quadro). «Gualtieri andrà al ballottaggio e Virginia Raggi ci aiuterà in quell'occasione» ha dichiarato il responsabile Enti Locali del Pd e ex ministro Francesco Boccia sulla partita delle comunali a Roma.

Intese difficili nelle altre grandi città

Le ricadute del nuovo scenario di Roma sono dietro l'angolo nel resto d'Italia: in primis a Napoli, dove appare sempre più in bilico il nome del presidente della Camera Roberto Fico (osteggiato dal governatore campano Vincenzo De Luca) come candidato sindaco. Allo stato salgono le quotazioni dell'ex ministro Gaetano Manfredi, vicino al Pd ma gradito pure ai grillini. Anche qui però: tutto è ancora in divenire. Il secondo turno delle amministrative in molte delle grandi città che andranno al voto sarà il vero banco di prova per la coalizione Pd-M5s figlia del Conte bis. Non solo nella Capitale e a Milano (dove l'uscente Beppe Sala ha aderito ai Verdi ed è sostenuto dallo stesso fronte progressista che ha governato per cinque anni il capoluogo lombardo senza i Cinquestelle) è ormai escluso un accordo Pd-5s al primo turno: anche a Torino il Partito Democratico locale ha chiuso ai grillini.

Primarie a Bologna

Le nozze per cui spingono Giuseppe Conte ed Enrico Letta per ora sono state concluse solo a Varese, possibili a Napoli e Bologna. A Bologna il centrosinistra farà le primarie: se vincerà il candidato ufficiale del Pd, Matteo Lepore, il Movimento lo appoggerà già al primo turno (ma le trattative non sono ancora chiuse), se invece a prevalere sarà la renziana Isabella Conti, i giallorossi andranno divisi alle urne.

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