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Gualtieri al ministero dell’Economia: chi è il prof di storia che piace a Lagarde

L’ultima conferma della sua candidatura è arrivata in mattinata, quando il presidente della commissione problemi economici e monetari dell’Europarlamento non ha partecipato a importanti audizioni, compresa quella della futura presidente della Bce Christine Lagarde

di Nicoletta Cottone


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2' di lettura

Che potesse essere il nuovo ministro dell’Economia era una voce che girava da giorni nei toto-ministri. Ma l’ultima conferma è arrivata al mattino, quando l’eurodeputato e presidente della commissione problemi economici e monetari dell’Europarlamento Roberto Gualtieri (Pd) non ha partecipato alle audizioni di responsabili di primo piano dell’autorità bancaria e, soprattutto, della futura presidente della Bce Christine Lagarde (prevista alle 10,30). La sua assenza è stata messa subito in relazione con la sua probabile nomina a ministro dell’Economia.

Lagarde: «É un bene per l’Italia e l’Europa»
Nei confronti della sua nomina è arrivato proprio l’apprezzamento di Christine Lagarde, prossima presidente Bce: «Gualtieri ministro è un bene per l’Italia e per l’Europa» ha detto dopo l’audizione sulla Bce a Bruxelles.

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Il politologo che parla con l’Europa
La trattativa nella notte è andata avanti a oltranza a palazzo Chigi e al Nazareno, fra pontieri e leader di partito impegnati a sciogliere gli ultimi nodi della trattativa. Romano, 53 anni, Roberto Gualtieri è un politico, uno storico, un politologo e un accademico italiano. È professore associato di Storia contemporanea all’Università degli Studi “La Sapienza “ di Roma ed è vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci. Dal 2009 è europarlamentare eletto nelle file del Pd. Nel luglio 2014 è stato eletto presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento Europeo, un ruolo al quale compete anche la gestione delle audizioni periodiche del presidente della Banca centrale europea. È un autorevole professore di storia che dialoga con l’Europa.

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Da anni in politica
Ex dalemiano, nel 1985 prese la tessera dei giovani comunisti proprio dall’attuale segretario del Pd Zingaretti. Nel 2006 è stato uno dei tre relatori del convegno di Orvieto che ha avviato la costruzione del nuovo partito. Ha anche fatto parte della commissione di “saggi” nominata da Romano Prodi che ha redatto il “Manifesto” del Pd. Nel 2008 è entrato a far parte della Direzione nazionale del Pd, dove è stato riconfermato nel gennaio 2014.

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Autore di libri sul processo di integrazione europea
Ha scritto libri e articoli sulla storia italiana e internazionale e sul processo di integrazione europea. Fra i suoi impegni ha anche diretto il Rapporto annuale sull’integrazione europea per Il Mulino. Non solo professore di storia, ma anche esperto di procedure europee legate al mondo della finanza e dell’economia. In prima linea nella trattativa sulle modifiche alla normativa sugli aiuti di Stato alle banche. Il suo primo impegno sarà quello di negoziare con Bruxelles un aumento del deficit per il 2020.

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