l’audizione

Gualtieri conferma il bonus 80 euro, apre a rimodulazione Iva. Iperammortamento allargato

Alle commissioni riunite Finanze di Camera e Senato l’audizione del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri sulle linee programmatiche del suo dicastero


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3' di lettura

«Con la Nadef intendiamo ricollocare l'Italia su un sentiero di crescita e stabilità affrontando la difficile eredità del passato con le clausole di salvaguardia Iva». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento al Def. «Seguiremo - ha aggiunto - una strategia su tre assi: il rilancio degli investimenti, la riduzione della tassazione sul lavoro e la coesione sociale».

Bonus 80 euro non si elimina
L’aumento dell'Iva «non è una delle fonti di finanziamento della manovra» ma «questo non esclude che si possano valutare rimodulazioni». Quanto al bonus di 80 euro «non sarà eliminato». È comunque intenzione del governo avviare una più generale riforma dell'Irpef ma non si può fare nei pochi giorni che ci separano dalla manovra. Nel triennio (preso in considerazione dalla prossima manovra, ndr) «saranno appostate in bilancio risorse aggiuntive per investimenti pubblici e privati per 15 miliardi». Quanto alla pressione fiscale «che sarebbe aumentata dal 41,9% del Pil al 42,6%, scenderà di diversi decimali sia rispetto al tendenziale 2020 sia rispetto al 2019».

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Gualtieri: no aumenti tasse, più fondi per scuola e sanità
Obiettivo della manovra è «evitare l'inasprimento della pressione fiscale», disattivando gli aumenti Iva per «23 miliardi» ma saranno anche «rifinanziate e rinnovate» alcune misure, con fondi per «efficienza energetica, rinnovo del patrimonio edilizio e pubblico impiego». Gualtieri ha spiegato che ci saranno anche «nuove politiche per rilanciare la crescita: la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, il rilancio degli investimenti, l'aumento delle risorse per istruzione e ricerca e per rafforzare il servizio sanitario».

«Stop Iva ma non escluse rimodulazioni»
Il ministro ha ribadito inoltre che nella Nadef c'è la completa sterilizzazione dell’Iva e che «l’aumento dell'Iva non è una delle fonti di finanziamento della manovra». Ma «questo non esclude che si possano valutare rimodulazioni» per avere un «più equo ed efficace meccanismo delle aliquote» al momento «non sempre razionale». Ritocchi Iva che possono «anche costituire un volano a incentivi a forme di pagamento digitale».

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«Iperammortamento rifinanziato e allargato»
«Produrremo il rifinanziamento dell’iperammortamento per le spese di acquisto di beni strumentali incorporanti tech digitali, e vogliamo allargarlo agli investimenti che favoriscano la transizione verso la
sostenibilità, uno dei grandi assi della nostra politica economica» aveva assicurato il ministro durante la presentazione del rapporto 'Dove va l'economia italiana' in Confindustria. «Sono importanti anche altre misure - aveva aggiunto Gualtieri - il credito d'imposta per gli investimenti al Sud, il fondo di garanzia, e più in generale lo sviluppo di strumenti di garanzia che consentano di mobilitare al massimo gli investimenti privati e canalizzarli verso i grandi assi di sviluppo del Paese».

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«6,8 mld risparmi spread, speriamo cali ancora»
Il ministro ha ricordato in audizione che l’attuale scenario tendenziale indicato nella nota di aggiornamento al Def «incorpora un risparmio di circa 6,8 miliardi di interessi, una cifra significativa», con la spesa che passerà «dal 3,2% del Pil al 3,1% del 2021, al 2,9% del '22: rispetto al 3,6% della scorsa primavera. E ha sottolineato che «una ripresa della crescita nominale e il miglioramento del saldo primario unitamente ai bassi rendimenti sui titoli che auspichiamo si possano ulteriormente ridurre» porteranno il debito al «130,4% nel 2022».

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