l’audizione

Recovery plan, Gualtieri: «Non tanti microprogetti ma pochi e grandi»

Obiettivo del governo è presentare il 15 ottobre alla commissione Ue le linee principali del piano nazionale di ripresa e resilienza, con i cluster progettuali e l'allocazione delle risorse, unitamente al consueto documento programmatico di bilancio

di Andrea Gagliardi

Primi passi per il Recovery Plan. Ue: vigileremo

Obiettivo del governo è presentare il 15 ottobre alla commissione Ue le linee principali del piano nazionale di ripresa e resilienza, con i cluster progettuali e l'allocazione delle risorse, unitamente al consueto documento programmatico di bilancio


4' di lettura

«Non faremo centinaia di microprogetti ma pochi grandi progetti, a loro volta questi saranno anche collegati da una logica a missione, quello che conta non è la logica burocratica del singolo progetto ma l'obiettvo complessivo che si vuole raggiungere che richiede poi un intreccio di investimenti, riforme, policy». Così il ministro dell'Econmia Roberto Gualtieri in audizione alla Camera sul Recovery Fund, rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sulle indiscrezioni su centinaia di proposte avanzate da parte dei ministeri. «Sono uscite - ha precisato - parti di documentazione molto datata totalmente preliminare, che appartiene a una fase totalmente superata e che hanno interesse relativo».

Gualtieri nel suo intervento in audizione ha annunciato che «il presidente del Consiglio invierà oggi le linee guida» del Recovery plan italiano «al Parlamento». E che l'obiettivo del Governo è presentare alla Commissione europea le linee principali del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con le priorità e i «cluster progettuali» il 15 ottobre unitamente al Documento programmatico di bilancio. «Prima di quel momento il Governo approverà la Nadef e già in quel documento si indicherà come Pnrr e gli investimenti si andranno a inserire nella programmazione triennale di bilancio. L'obiettivo è farci trovare pronti il primo giorno utile, senza aspettare aprile».

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Gualtieri: puntiamo a tempi brevi per ok Ue a piano italiano

Dal 15 ottobre inizierà una «importante fase di dialogo informale» con la Commissione Ue «quando presenteremo la prima bozza, in modo da portarci avanti e accelerare ulteriormente la predisposizione del piano finale e fare in modo che i tempi di approvazione da parte della Commissione saranno più rapidi possibile». Bruxelles può impegnare «fino a tre mesi massimo per l'approvazione finale del piano». Per Gualtieri il Recovery Fund rappresenta «un punto di svolta per il rilancio dell'economia» e «una occasione irripetibile per uscire da un lungo periodo di stagnazione e da una crisi senza precedenti a causa della pandemia, tornando allo sviluppo e a investire sul futuro, dare ai giovani nuove opportunità di lavoro e per vivere in un paese più avanzato e più rispettoso dell'ambiente».

«Recovery per modernizzare Paese, non tagli tasse»

Per il ministro il Next Generation Eu è «un risultato di grande rilevanza» che «ci impone di essere all'altezza nella gestione dell'epidemia e nell'utilizzare al meglio le risorse del programma», che «non può consistere in una ondata di spesa corrente o di tagli di imposta che non siano sostenibili nel tempo» ma «deve invece determinare il rilancio degli investimenti pubblici e privati» e «le riforme che da tempo sono necessarie per modernizzare» il Paese.

Sussidi Recovery tutti agli investimenti

Sui 209 miliardi complessivi a disposizione dell’Italia, Gualtieri ha spiegato che il governo intende utilizzare i sussidi (81 miliardi) «per conseguire un equivalente incremento netto degli investimenti nel periodo 2021-26 per ottenere un rilevante stimolo alla crescita del Pil». Per i prestiti, 127 miliardi, che «se non compensati da riduzione di altre spese» aumenteranno deficit e debito «il governo è orientato a massimizzare l'utilizzo delle relative risorse».

Criteri scelte Recovery crescita e occupazione

È «cruciale» la scelta dei progetti del Recovery plan, che deve essere «basata sul merito e sull'efficacia, lo dobbiamo al futuro di questo Paese e alle giovani generazioni. Abbiamo una grande sfida di responsabilità, dobbiamo avere come unico criterio nella selezione dei progetti la loro capacità di rilanciare in modo strutturale la crescita, l'occupazione, di ricucire le fratture territoriali e sociali e di rendere l'Italia più equa e giusta». Gualtieri ha aggiunto però che i criteri per la scelta non saranno solo economici e che «il governo non mancherà di perseguire obiettivi sociali». In questo senso «le infrastrutture sociali, come le dotazoni di asilo nido, non solo rendono la società più giusta ma hanno anche un forte impatto sul Pil e sulla crescita. Se si liberano le donne dal lavoro di cura non pagato e si sostiene l'occupazione femminile non solo si fa un atto di giustizia ma si sostengono le principali carenze strutturali dell'economia italiana».

In Nadef uso prestiti e impatto sussidi Recovery

Nella Nadef «il governo dettaglierà il sentiero di rientro» del debito mentre «lo scenario programmatico includerà una previsione di utilizzo dei prestiti di next generation Eu e ci sarò una valutazione dell'impatto dei grants sul Pil». Al Recovery plan, ha spiegato, «dovrà affiancarsi una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica dopo gli ingenti interventi di sostegno all'economia per 100 miliardi». «Se le risorse verranno orientate a investimenti il sentiero del Pil si innalzerà di svariati punti percentuali, così come l'occupazione, e il rapporto debito/pil beneficerà del fatto che una parte del programma sarà coperto da grants e non da indebitamento aggiuntivo». «Laddove sia necessario affiancare il Recovery con misure di contenimento del deficit - ha aggiunto il ministro - bisognerà selezionare interventi tali da non inficiare» gli effetti di “stimolo del piano».

Entro anno 100 mld misure messi a terra, altre risorse a fondo perduto

«Siamo a settembre e alcune misure terminano a fine anno, quindi il tiraggio finale lo si saprà a fine anno, stiamo monitorando in corso d'opera e per esempio dall'Inps risulta un tiraggio cospicuo, l'indennità autonomi ha avuto un tiraggio molto ampio, poi ci sono casi, pochi, dove a oggi il tiraggio è parzialmente inferiore alla previsione, altri in cui è superiore, il fondo perduto per le imprese ha tirato di più per esempio e quindi mi accingo a utilizzare la normativa che richiede il passaggio parlamentare perché la misura ha funzionato molto bene e ci sono alcune centinaia di milioni che dovremo aggiungere prendendo risorse da misure che hanno tirato di meno, anche la moratoria è stata superiore alle previsioni» ha aggiunto il ministro dell'Economia, assicurando che «a fine anno i 100 miliardi mobilitati saranno in larghissima parte arrivati a terra e il 40% è per le imprese, senza contare la cig che è un sostegno anche alle imprese consistente». Fino all'11 settembre scorso, inoltre «sono stati generati 1,5 milioni di bonus vacanze, per una somma già impegnata di 660 milioni e ci sono ancora vari mesi di validità». Gualtieri ha condiviso la proposta di Renato Brunetta (Fi) di predisporre per fine anno «una due diligence di verifica quantitativa e qualitativa sull'impatto delle misure che c'è stato».



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