il ministro dell’economia a modena

Gualtieri: «Recovery Fund può cambiare l’Europa. Il Piano non è una gara di velocità»

Il ministro dell’Economia, parlando alla Festa nazionale dell’Unità di Modena, ha detto che il blocco dei licenziamenti è stata una misura straordinaria necessaria

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Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (a destra) intervistato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa alla festa dell'Unità di Modena - ANSA / ELISABETTA BARACCHI

Il ministro dell’Economia, parlando alla Festa nazionale dell’Unità di Modena, ha detto che il blocco dei licenziamenti è stata una misura straordinaria necessaria


3' di lettura

«La nascita del nostro governo ha consentito di salvare l'Italia, è sotto gli occhi di tutti il rischio di trovarsi con una pandemia con forze che non credono alla scienza, contro l'Europa. L'Italia avrebbe rischiato di farsi molto male, è stato un cambiamento difficile per il nostro partito, ma abbiamo preso la decisione giusta».

La pandemia ha dimostrato debolezza strutturale del populismo

Così il ministro per l'economia Roberto Gualtieri intervenuto lunedì alla Festa dell’Unità di Modena. «Questa pandemia - ha detto - ha mostrato in modo evidente la debolezza strutturale del populismo, per fortuna che c'è stato un governo che ha avuto la forza di prendere delle decisioni molto difficili da prendere».

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Blocco licenziamenti misura straordinaria necessaria

«Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione per tutti i lavoratori erano necessarie per salvaguardare il sistema produttivo e l'occupazione» ha detto Gualtieri. «Abbiamo collegato il blocco dei licenziamenti alla cassa covid - ha detto - poi crediamo che questa situazione non ci sarà più e questa misura non sia più necessaria. Ma rivendico la necessità di risposte straordinarie per tenere in piedi il sistema, senza queste misure avremmo avuto cifre molto alte di perdite di posti di lavoro, invece hanno salvaguardato l'occupazione e il sistema produttivo. Ci sarebbero stati danni permanenti che poi non si recuperano più».

Recovery Fund potrà cambiare Europa

«Ora che abbiamo vinto questa battaglia abbiamo una doppia responsabilità, se sarà un successo potrà trasformare in modo profondo tutta l'Europa» ha detto a proposito del Recovery Fund, il ministro dell'economia, parlando alla Festa dell'Unità. «Siamo riusciti a fare una cosa - ha detto - che da anni sembrava un sogno, ovvero emettere eurobond per sostenere politiche comuni, questo senza un governo europeista e voglioso di fare andare avanti l'integrazione difficilmente sarebbe riuscito. Ora abbiamo una doppia responsabilità: se noi utilizzeremo bene queste risorse faremo vedere a tutti che sono un valore aggiunto, può far fare un salto di qualità all'integrazione europea e renderela una modalità permanente».

Piano non è una gara di velocità

La presentazione del piano per l'utilizzo del Recovery fund «non è una gara di velocità, anche perché il piano partirà da gennaio perché deve completarsi: c'è un accordo politico che deve tradursi in un accordo legislativo, sarà in vigore dal 2021 e fino ad allora non si potranno attivare i finanziamenti» ha detto Gualtieri, commentando il piano presentato dal governo francese. «Già in autunno - ha detto - avremo un'impostazione da sottoporre informalmente alla commissione e quindi l'obiettivo è essere prontissimi al primo giorno utile, facendolo insieme alla nostra manovra di bilancio. Noi, peraltro, abbiamo molte più risorse della Francia e quindi il nostro piano sarà più complesso».

Sul tema cruciale dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, Roberto Gualtieri non ha risparmiato una stoccata all’opposizione. «Non abbiamo purtroppo trovato un'opposizione intenzionata a condividere una sfida come quella del Recovery fund. Speriamo che anche nella discussione parlamentare vengano delle buone idee dall'opposizione: se vengono buone idee e non polemiche assurde e cose contro la scienza e le mascherine noi siamo pronti ad ascoltare».

Referendum ed elezioni regionali

«Noi questa cosa l'abbiamo detta un anno fa quando abbiamo fatto nascere il governo. Certo serve una legge elettorale, certo è cosa limitata, ma di per sé giusta: non è la grande riforma, ma il taglio dei parlamentari è una cosa che la sinistra italiana ha sempre proposto, quindi votare sì è una cosa quasi scontata» ha sottolineato il ministro dell'Economia, che ha poi anche rivolto un invito esplicito agli elettori del Movimento 5 stelle in vista delle elezioni regionali, commentando anche la mancata alleanza fra Pd e M5s alla tornata elettorale del 20 e 21 settembre: «Sono sicuro che moltissimi elettori del M5s alle regionali faranno la cosa più razionale, ovvero scegliere i candidati che hanno più possibilità di prevalere sulla destra populista che vuol far cadere Conte. Sono convinto che la grande maggioranza degli elettori 5 stelle farà la scelta giusta».

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