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Guangdong: primo in Cina ma non ancora per il Made in Italy

La provincia cinese più popolosa ed economicamente più rilevante non è ancora al primo posto nell’attenzione delle imprese italiane, in quanto soffre il ruolo storico di hub commerciale della vicina Hong Kong e la più immediata attrattività di Shanghai. Ma qualcosa si sta muovendo, mentre crescono le potenzialità di commercio, investimenti e collaborazioni nell’area trainante delle trasformazioni in corso nell’intera economia cinese

di Stefano Carrer


Guangdong: le opportunità nella Cina che più cresce

7' di lettura

La provincia più popolosa e con la più grande economia della Cina è ancora relativamente sottovalutata dalle imprese italiane: soffre da un lato la concorrenza storica di Hong Kong come hub commerciale e dall'altro quella più recente dell'attrattiva Shanghai, dove però comincia a manifestarsi qualche segnale di saturazione. Ma qualcosa si sta muovendo e il Guangdong (179mila kmq, 113 milioni di abitanti, il 10,7% del Pil cinese) ha cominciato a suscitare più attenzione per un Made in Italy ancora sottodimensionato rispetto alle potenzialità.

Una crescita superiore alla media
Il Guangdong è la provincia che contribuisce maggiormente al Pil nazionale e anche quella che concentra le più spiccate capacità tecnologiche e di innovazione (oltre 270 miliardi di yuan, 38,5 miliardi di dollari, investiti l'anno scorso in ricerca e sviluppo). L'economia del Guangdong continua a crescere più della media nazionale: dopo il +6,8% dell'anno scorso, +6,4% nei primi tre trimestri di quest'anno a 7.720 miliardi di yuan (1.090 miliardi di dollari), con una espansione più spiccata ormai nel settore dei servizi (+7,9%) rispetto al settore primario (+3,8%) e secondario (+4,6%). Gli investimenti in asset fissi sono aumentati dell'11,3% nel periodo, mentre i consumi hanno registrato una crescita del 7,8%.

Guangdong: le opportunità nella Cina che più cresce

La Greater Bay Area
L'ulteriore sviluppo della provincia dovrebbe essere assecondato dal decollo della Greater Bay Area che comprende 9 città della provincia (Shenzhen, Guangzhou, Foshan, Dongguan, Zhuhai, Zhongshan, Huizhou, Zhaoqing, Jangmen) più le due regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao: un progetto che ha già visto il completamento di alcune enormi infrastrutture.

«La Greater Bay Area copre 70 milioni di abitanti – osserva la direttrice dell'Ice di Guangzhou, Cecilia Costantino - Raccoglie alcune tra le migliori università cinesi e, secondo Forbes, ospita 16 tra le maggiori società del Paese, tra le migliori a livello mondiale. Può contare su 5 aeroporti e 5 porti internazionali: e'un area che da polo manifatturiero si sta tramutando, secondo il progetto made in China 2025, in zona di innovazione tecnologica, innalzando sempre più i livelli qualitativi e produttivi, E' considerata la nuova Silicon Valley cinese, con grande capacità di innovazione. E ampie possibilità di collaborazioni con le imprese italiane».

L'anno scorso è stata aperta l'alta velocità Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong (ora occorrono solo 47 minuti tra Hong Kong e Guangzhou), oltre al ponte di 55 km che collega Zhuhai a Hong Kong e Macao per formare anche un “triangolo turistico”. Per superficie e popolazione, la Greater Bay Area è già più grande delle altre tre principali aree metropolitane del mondo (New York, San Francisco e Tokyo: ha l'ambizione di guidare il Paese verso un nuovo modello di sviluppo orientato su innovazione e servizi e non più basato sul manifatturiero di base ad alta intensità di manodopera.

L'ascesa di un ex villaggio di pescatori
Se Guangzhou è il capoluogo, l'altro polo principale della provincia è Shenzhen, che da villaggio di pescatori fino agli anni '70 è diventata una gigantesca metropoli e ha fatto da test di eccellenza per le riforme economiche, come fulcro del distretto dell'alta tecnologia e del design. Tra l'altro è gemellata con Brescia e ha accordi di collaborazione con Torino (che è stata uno dei principali sponsor per l'assegnazione a Shenzhen dell'Universiade 2011): la prospettiva di una forte integrazione con Hong Kong e le altre città del Delta del Fiume delle Perle è supportata dall'espansione dei settori hi-tech, logistico e finanziario (la sua Borsa è, con quella di Shanghai, il perno dei mercati finanziari cinesi). Tra l'altro, Shenzhen è la prima città al mondo ad aver convertito all'elettrico l'intera flotta di mezzi pubblici (16mila bus e 22mila taxi).

A novembre inaugurata la nuova sede Ice di Guangzhou

Gli sforzi promozionali italiani
A Guangzhou, l'ex Canton, l'Italia è presente anzitutto con un Consolato generale – guidato da Lucia Pasqualini - e con un ufficio Ice , diretto da Cecilia Costantino, il cui recentissimo trasloco in una nuova sede simboleggia la volontà di più intensa attività.

«La provincia è articolata su una serie di distretti manifatturieri ha presentano qualche similarità con l'Italia – afferma Costantino – Penso al manifatturiero su Guangzhou; alta tecnologia e design su Shenzhen; ceramica su Foshan; aerospazio a Zhuhai. Essendo questa un'area prevalentemente manifatturiera, abbiamo anzitutto una serie di attività di promozione di prodotto-base che entra nel ciclo produttivo cinese, come filati, tessuti. Pellame. Abbiamo poi rafforzato il supporto al design a Shenzhen (con il primo Real Estae Design Forum organizzato con Federlegno) e al settore della logistica e infrastrutture, per il momento a livello principalmente istituzionale. Nuove iniziative riguardano il comparto Food & beverage, così come la presenza sul fronte culturale, ad esempio presso il Festival del Documentario in collaborazione con Anica e il Mia-Mercato Internazionale dell'Audiovisivo di Roma».

Nuove opportunità, continua Costantino, si presentano nel settore dell'aftermarket automobilistico, in quello dei principi attivi e dei medical devices, oltre a «tutto quanto concerne la tutela ambientale: qui la Cina si sta muovendo con determinazione e ha necessita di supporto e know-how tecnologico da parte europea: all'Italia viene riconosciuta al riguardo una competenza primaria».

Un consiglio alle Pmi
«La Cina e un continente: è lontana, va veloce, è un mercato difficile - osserva Costantino - E' importante approcciarla preparati. Aziende piccole, a struttura familiare come spesso si verifica nel settore agroalimentare, dovrebbero presentarsi unite, magari aggregate a livelli territoriale, associativo. Ciò facilita l'approccio al mercato e consente abbattimenti dei costi di studi di fattibili preliminari, che vanno assolutamente fatti».

Un'Anima industriale

E' di poche settimane fa la firma, al Consolato italiano di Guangzhou, di un Memorandum of Understanding fra l'associazione Anima (Confindustria Meccanica e Ingegneria) e la società cinese EnviroVest, per lo sviluppo di collaborazioni e investimenti nel settore ambientale.

Food & Wine
A Guangzhou si è tenuta a fine novembre la prima edizione dell'Italia Food Festival. E' appena nato FOOD2CHINA, portale di e-commerce sorto grazie alla collaborazione tra Ice e Guangdong Imported Food Association: un padiglione nazionale italiano online presenta una varietà di prodotti alimentari italiani agli importatori e distributori cinesi. L'intento è quello di “aggiornare” il menù cinese attraverso il business matching online e offline, consentendo ad un numero sempre maggiore di consumatori di apprezzare la cultura alimentare italiana.

Per quanto riguarda il vino, sono stati organizzati corsi di formazione e workshop con Vinitaly, che l'anno prossimo organizzerà una fiera apposita a Shenzhen.

Mattia Romeo, l'Italiano più famoso
In Cina l'Italiano probabilmente più famoso non è più Marco Polo: si chiama Mattia Romeo. E' diventato un personaggio nazionale come presentatore tv e organizzatore di programmi televisivi, con una attività intensa sui social media. Da 13 anni vive in Cina. E' dal 2008 l'inizio della sua collaborazione con la tv di Guangzhou, prima del passaggio a media regionali e nazionali di cui è ospite regolare.

Romeo cominciò ad apprendere il mandarino nella Chinatown milanese: lo parla correntemente senza aver fatto studi formali. All'inizio non pensava di vivere stabilmente in Cina né di sfondare sui media (aveva iniziato lavorando per una azienda bresciana). Ora è diventato una sorta di “testimonial” dell'Italia: le nostre istituzioni lo chiamano alle fiere per attirare attenzione. Guangzhou è anche la città del calcio, sede di Marcello Lippi e Fabio Cannavaro prima delle recenti dimissioni..

Una questione di pelle
A fine novembre Guangzhou ha ospitato il Salone LineaPelle sulle tendenze Moda 2020-2021: per Fulvia Bacchi, direttrice generale dell'associazione Unic (Unione Nazionale Industria Conciaria) «L'evento di Guangzhou, giunto alla quarta edizione consecutiva, è ormai per noi irrinunciabile, uno dei più importanti».

La produzione cinese oggi vanta marchi propri di livello e quindi la richiesta di materiali di pregio, innovativi e stilisticamente ricercati, è in costante crescita: l'area del Guangdong si conferma come primaria nell'importazione di pellami. Nel 2019 l'Italia è salita dal quarto al terzo posto (dopo Usa e Brasile) nella classifica dei maggiori fornitori nel comparto, con una quota di quasi il 10% per un valore di oltre 470 milioni di dollari Usa.

A settembre sé è invece svolta una nuova edizione a Shenzhen di «Feel the Yarn», evento organizzato dall’Ice di Guangzhou e dal Consorzio Promozione Filati, che associa le maggiori aziende italiane del comparto dei filati tessili. Hanno partecipato 23 fra le aziende più rappresentative della produzione di filati italiani.

Shenzhen, capitale tecnologica della Cina, è anche considerata un centro strategico per il comparto moda/abbigliamento con migliaia di aziende del settore. L'eccellenza dei filati italiani pettinati e cardati in Cina è indiscussa ed anche nel 2018 il nostro Paese è stato il primo assoluto tra i principali Paesi fornitori.

Logistica e porti
In ottobre a Shenzhen si è svolta la China International Logistics and Supply Chain Fair (CILF) con la partecipazione delle due principali associazioni di categoria della logistica italiana, Assoporti e UIR – Unione Interporti Riuniti in un Padiglione Italia curato da Agenzia ICE. La CILF, uno dei principali eventi fieristici dedicati alla logistica che si tengono in Cina, nelle passate edizioni ha registrato 1.860 espositori da 53 Paesi e 138.000 visitatori da 81 Stati. Il Padiglione Italia ha ospitato una delegazione in rappresentanza del mondo della logistica italiana, da Genova a Livorno, Gioia Tauro e Calabria, Taranto, Venezia, Interporto Campano, Interporto di Parma fino a Interporto Verona. Forti di un accordo di collaborazione recentemente stipulato con il Porto di Shenzhen, il Porto ed il Comune di Genova erano presenti inoltre con un proprio stand. Durante la tre giorni cinese l'Agenzia ICE ha coordinato la presenza in tre diversi forum di alcuni fra i rappresentanti della compagine italiana, sono inoltre stati presentati 44 progetti di investimento diretto per un valore stimato di 2,2 miliardi di euro (greenfied, brownfield, joint-venture, etc.) e numerose proposte di location per insediamenti.

A margine della China International Import Expo di Shanghai di novembre, è stato firmato un Memorandum of Understanding tra l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e China Communications Construction Company, sull'avvio di una partnership per lo sviluppo di progetti sino-italiani in Cina che coinvolgono anche il Guangdong. Si riguarda la creazione di piattaforme logistico/distributive collegate al porto di Trieste e a servizio dell'intero sistema logistico nazionale italiano. Il memorandum, firmato dal presidente dell'Authority giuliana Zeno D'Agostino e Jingchun Wang di CCCC, prevede che lo scalo giuliano supporti CCCC nello sviluppo di progetti pilota, che saranno localizzati nelle aree ad alto potenziale economico di Guangzhou e di Jiangsu, nel retroterra dei porti di Shanghai, Ningbo e Shenzhen, tutti scali dei servizi intercontinentali che fanno capo a Trieste. Nella prospettiva di rafforzare il ruolo di tutte le strutture logistiche della regione portuale del Mare Adriatico Orientale, CCCC e il porto di Trieste collaboreranno anche per permettere l'attivazione nel territorio regionale da parte del gruppo cinese di uno o più magazzini.

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