Parigi

Guanti bianchi per l’asta di Man Ray, ma il Trust contesta Christie’s

I 118 lotti dalla collezione Treillard dalla stima tra 1,8 e 2,6 milioni di euro saliti a 5.933.875. Ma l’Estate, fondato dalla moglie dell’artista, contesta la provenienza di 148 opere

di Gabriele Biglia

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6' di lettura

Guanti bianchi la sera del 2 marzo da Christie's a Parigi per la dispersione della vasta collezione di opere di Man Ray (Philadelphia, 1890 – Parigi, 1976) appartenuta a Lucien Treillard, l'ultimo assistente dell'artista. La collezione, composta da fotografie, sculture, libri di Ray, comprendeva anche alcune lettere e cartoline scritte da Pablo Picasso, Paul Éluard, Dora Maar, e ready-made di Marcel Duchamp. È stata affidata alla casa d'aste dalla vedova dell'aiutante, Edmonde Treillard.
Dal 1960 Treillard, scomparso nel 2003, lavorò come assistente assiduamente a fianco dell'artista, sino alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1976, occupandosi successivamente in modo piuttosto discusso dell'eredità e del lascito del maestro.
L'incanto intitolato “Man Ray et les surréalistes. Collection Lucien et Edmonde Treillard”, era particolarmente atteso, in quanto si trattava della più importante e ampia vendita di opere dell'artista statunitense: 118 i lotti in catalogo, tutti quanti aggiudicati. L'aspettativa di realizzo della casa d'aste di 1,8 - 2,6 milioni di euro è stata ampiamente superata: molte delle opere offerte hanno, infatti, polverizzato le stime facendo lievitare il fatturato a 5.933.875 di euro, con offerte telematiche e telefoniche provenienti da 23 paesi.
D'altronde la precedente vendita di Sotheby’s dedicata a Man Ray che si tenne nel 2014, sempre a Parigi, raccolse 2.713.575 euro. Nel 2017, l'iconica fotografia “Noir et Blanche” che ritrae la celebre musa dell'artista Kiki de Montparnasse con una maschera africana, appartenuta al “sarto delle arti” della Belle Époque Jacques Doucet, venne venduta a 2,6 milioni di euro, stabilendo il suo d'asta.

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“Siamo molto orgogliosi di questi ottimi risultati ottenuti per la fantastica collezione di Lucien ed Edmonde Treillard” ha dichiarato Morel-Bazin, direttore del Dipartimento Fotografie di Christie's a Parigi. “È stata una grande opportunità avere avuto accesso ai preziosi archivi - fotografie, Rayographs, libri in tiratura limitatissima - e condividere una parte dell'opera dell'artista forse meno conosciuta dal grande pubblico, illustrando i tesori della sua creatività e il suo umorismo. Il suo genio è stato ancora una volta ampiamente celebrato, come dimostrano i grandi risultati ottenuti per numerose opere come “Perpetual Motif” (lotto 48), uno degli oggetti più celebri di Man Ray acquisito per 106.000 euro o “La poire d'Erik Sa-tie” (lotto 41), venduto per 125.000 ero, tre volte la sua stima. Il biglietto autografo indirizzato ad un destinatario sconosciuto, su carta intesta dello studio parigino dell'artista, con scritto a matita “Miss you” ha scatenato una battaglia di offerte ed è stato acquistato per 47.500 euro, pur essendo inizialmente stimato in 400-600”. In catalogo spiccavano ben 96 fotografie realizzate da questo pioniere della fotografia, esponente del movimento Dadaismo: la maggior parte è stata venduta molto al di sopra delle stime di prevendita, come l'immagine “Marcel Duchamp, Belle Haleine Eau de Voilette (1921)”, aggiudicata per 43.750 euro (stima a 2.000-3.000). La stampa “Erotique voilée” (lotto 88), del 1933, è salita a 321.500 euro (stima 50.000 - 60.000), mentre lo splendido ritratto di profilo dell'amico Alberto Giacometti, “Alberto Giacometti, profil solarisé”, del 1932, è stato venduto con le commissioni per 68.750 euro, rispetto alla valutazione di 12.000 - 18.000. Prezzo importante anche per la stampa ai sali d'argento che ritrae l'eccentrica Marchesa Casati travestita da Imperatrice d'Austria con i suoi cavalli Flick e Flock al ballo dei “Dipinti famosi (1935), acquistata per 30.000 euro dalla stima tra 10.000 - 15.000.

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Guanti bianchi per Man Ray

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Uno sperimentatore

Man Ray, oltre sperimentare le potenzialità della fotografia, si dedicò alla pittura e alla scultura. Le opere plastiche offerte ieri sera hanno attirato l'interesse dei collezionisti privati internazionali, ottenendo anch'esse ottimi risultati come “New York-1920” (lotto 24) e “Le Torse tournant”, entrambe vendute a 87.500, euro contro una stima di prevendita di 10.000-15.000, mentre “By Itself I” ha raggiunto i 60.000, sei volte la sua stima. La mitica “Boite-en-valise” (lotto 27), opera creata dall'amico Marcel Duchamp, contenente 68 riproduzioni di opere dadaiste, è stata invece venduta per 275.000 euro (stima: 200.000 - 300.000). Marcel Duchamp tratteggiò con queste parole il percorso artistico dell'amico: ”Prima della Grande guerra, Man Ray già apparteneva al gruppo di pittori le cui opere avevano fatto epoca nello sviluppo delle idee artistiche rivoluzionarie. Le sue tele del 1913-1914 rivelano il risveglio di una forte personalità attraverso l'interpretazione particolare che egli dà del cubismo e della pittura astratta. Giunse a Parigi nel 1921, già noto come dadaista, e si unì al dinamico gruppo parigino con Breton, Aragon, Eluard, Tzara e Max Ernst, che avrebbero fondato il Surrealismo tre anni dopo. Il cambiamento di ambiente impresse un nuovo impulso alle attività di Man Ray. Si dedicò alla fotografia e giunse a trattare l'apparecchio fotografico come trattava il pennello, ossia come un semplice strumento al servizio della mente. E sempre a Parigi, all'istituto Poincaré, venne attirato dagli «oggetti matematici sempre belli nella loro specifica natura» e dipinse numerose tele la cui intrinseca bellezza è posta a contatto con temi organici. Oggi, ritornato a Hollywood, dove scrive, dipinge e tiene conferenze, Man Ray ha preso posto tra i «vecchi maestri dell'arte moderna»”.

I dubbi e i nodi sulla provenienza

Il mercato delle opere di Man Ray tuttavia è stato scosso in più occasioni da turbolenze. Discussioni riguardo alla legittima provenienza e all'autografia dei sui lavori, ciclicamente hanno acceso i riflettori sulla difficile eredità dell'artista. Il Man Ray Trust , fondato da Juliet Man Ray, moglie di Man Ray, scomparsa nel 1991, al fine di promuovere il riconoscimento mondiale dell'artista, sostiene di avere buone ragioni per ritenere che Lucien Treillard abbia sottratto un numero considerevole di opere del maestro, immediatamente dopo la sua morte, sostenendo che un numero cospicuo di esse siano presenti nel catalogo di Chrisite's. Sarebbero in tutto 148 i lotti che secondo l'istituzione non avrebbero dovuto essere messi in vendita il 2 marzo. Il Trust nelle settimane precedenti alla vendita aveva richiesto il rinvio dell'asta tentando di raggiungere un accordo con Christie’s, accusata anche di non aver richiesto i diritti di copy right per le immagini delle opere. Treillard avrebbe in passato approfittato dell'accesso allo studio di Man Ray, dopo la sua morte, per sottrarre molte opere, e autorizzando successivamente la riproduzione di stampe dell'arista, autenticandole e falsificandone la firma. In effetti il numero dei lavori di cui è entrato in possesso è considerevole: possibile che un'artista sia così generoso nei confronti di un assistente?

La vicenda ricorda il caso del giardiniere tuttofare di Picasso, Pierre Le Guennec, che lavorò alle dipendenze del pittore tra il 1970 e il 1973, nella villa di Mougins, in Provenza, ultima dimora dell'artista, entrando misteriosamente in possesso di 271 opere inedite risalenti dal 1900 al 1932. Le opere riemersero nel 2010 quando il giardiniere decise che era venuta l'ora di contattare la Fondazione Picasso per autenticarle.

Il Man Ray Trust non ha mai portato avanti un'azione legale nei confronti dell'assistente per i pesanti costi che avrebbe comportato. L'istituto detiene una vasta collezione di opere d'arte originali di Man Ray e possiede i diritti d'autore, i diritti di riproduzione, i diritti intellettuali e morali per tutte le creazioni di Man Ray dal 1910 al 1976. Dopo la morte di Juliet Browner nel 1991, per trent'anni compagna dell'artista, il compito di tutelare la sua eredità è passato ai membri della sua famiglia. Richard Hamlin, uno dei membri del consiglio del Trust, marito di Stephanie Browner, un'erede di Man Ray, venuto a conoscenza della dispersione del cospicuo nucleo di opere solo lo scorso febbraio, ha dichiarato che la maggior parte di esse dovrebbero appartenere agli eredi di Juliet (Browner) Man Ray. Christie's ha fatto sapere che non offrirebbe mai alcun lavoro in vendita se avesse motivo di pensare che ci siano problemi con le opere o che la proprietà non possa passare liberamente agli acquirenti. Anche se il cuore della contesa aperta tra gli eredi e la cassa d'aste non sembra vertere tanto sull'autografia, ma piuttosto sulla legittima proprietà dei pezzi messi all'incanto (un vero e proprio tesoro), un dubbio però sorge in merito a chi ha autenticato e garantito l'autenticità dei lotti messi in vendita. Secondo Richard Hamlin, i consulenti legali del Trust hanno chiesto a Christie’s di presentare i documenti di vendita e i certificati di autenticità delle opere. Ma la società appellandosi agli accordi di riservatezza e al rispetto della privacy, ha glissato sulla richiesta. Le schede che accompagnano le opere in catalogo citano, oltre ai dati tecnici, solo i riferimenti bibliografici e la loro provenienza. Nessun riferimento in merito all'organo che li avrebbe autenticati. È molto probabile che la casa d'aste si sia appoggiata al Man Ray Expertise Committee, fondato nel 2018 da Andrew Strauss ed Edouard Sebline, con sede a Parigi. Non è la prima volta, comunque, che si apre una diatriba in merito all'autenticità e alla legittima proprietà delle opere del maestro dadaista. Nel 1998, un'esemplare fotografico di «Noire et Blanche» (1926), venduto per 607.500 dollari da Christie's, ufficialmente passato dall'artista nelle mani di Lucien Treillard, scatenò un acceso dibattito tra gli esperti che misero in dubbio l'autografia e la provenienza dell'immagine. Ai tempi era scoppiato da poco il clamoroso caso del collezionista Werner Bokelberg che acquistò, tra il 1994 e il 1996, 78 fotografie di Man Ray, risultate poi contraffatte, per un valore di 1,8 milioni di sterline. Una vera e propria mazzata che fece vacillare il florido mercato dell’artista.

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