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Ecco i dati sanitari regione per regione: Rt sotto controllo in tutta Italia

Rezza: «Il trend è buono pressochè in tutte le regioni, il che mostra che gli effetti del lockdown sono stati estremanente positivi»

di Nicoletta Cottone

Coronavirus: il contagio nella tua regione. Focolaio in Molise

Rezza: «Il trend è buono pressochè in tutte le regioni, il che mostra che gli effetti del lockdown sono stati estremanente positivi»


3' di lettura

Al momento in Italia l’Rt è sotto controllo, anche se ci sono situazioni critiche nell’ambito dell’epidemia di Covid-19. Lo attestano i risultati del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2, diffusi dall’Istituto superiore di sanità nel report settimanale.

Unico indice Rt anomalo quello del Molise, al 2,2, a causa di un focolaio esploso nel corso di un funerale. «In alcune Regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo. In altre il numero di casi è molto limitato».

L’Istituto raccomanda «cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare per frequenza ed entità il movimento di persone sul territorio nazionale». La data della fine del lockdown fra le regione dovrebbe essere il 3 giugno.

L’RT REGIONE PER REGIONE
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Rezza: trend buono in tutte le regioni
«Sono appena finiti i lavori della Cabina di regia - ha spiegato il direttore generale del Dipartimento di prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza - che ha esaminato i dati provenienti dalla regioni italane. Il trend è buono pressochè in tutte le regioni, il che mostra che gli effetti del lockdown sono stati estremanente positivi. Naturalmente il virus continuerà a circolare per cui bisognerà continuare a tenere elevata la guardia».

Rt dallo 0 della Basilicata al 2,2 del Molise
Il parametro Rt, che misura la contagiosità del virus, va dallo zero della Basilicata al 2,2 del Molise (il tasso è cresciuto a causa di un focolaio esploso nel corso di un funerale). Ecco i dati di tutte le regioni e le province autonome: in Abruzzo l’Rt è 0,67 (la scorsa settimana era 0,86), Basilicata è a zero (era 0,63) , Calabria 0,13 (era 0,17), Campania in fase di definizione (era 0,45), Emilia Romagna è a 0,55 (era 0,49), Friuli Venezia Giulia 0,90 (era 0,63), Lazio è allo 0,74 (era 0,71), Liguria è allo 0,58 (era 0,52), Lombardia allo 0,75 (era 0,51), Marche allo 0,55 (era 0,48), Molise è al 2,2 per un focolaio esploso dopo un funerale (era 0,51), la provincia autonoma di Bolzano è allo 0,57 (era 0.45), la provincia autonoma di Trento è allo 0,88 (era 0,77), il Piemonte è allo 0,5 (era 0,39), la Puglia allo 0,62 (era 0,56), la Sardegna allo 0,51 (era 0,27), la Sicilia allo 0,75 (era 0,69), la Toscana allo 0,59 (era allo 0,59 anche la scora settimana), l’Umbria allo 0,94 (era 0,53), la Valle d’Aosta allo 0,80 (era a 1,06), il Veneto allo 0,65 (era 0,56).

Prudenza nella fase di riapertura
La prudenza nella fase di riapertura è di rito. L'Istituto superiore di Sanità è stato chiaro, una seconda ondata di Sars-Cov2 in autunno è prevedibile.Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, in audizione in Commissione Bilancio, ha spiegato che per gli scenari che vengono immaginati che in autunno il Covid-19 «si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio».

Nel Paese le regioni puntano sulla strategia “test - track - trace”, con politiche di testing e screening per identificare i casi, abbinando azioni di isolamento e quarantena e di monitoraggio dei contatti stretti. Gli indici di trasmissibilità espresso dall’Rt sono tutti al di sotto di 1.

L’Istituto sulla stima dell’Rt ribadisce che «quando il numero di casi è molto piccolo alcune Regioni possono avere temporaneamente un Rt superiore a 1 a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo rappresenti un elemento preoccupante».

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