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Guarda, scatta e condividi. Ecco la fotografia a dimensione di smartphone

Esagerati, potenti ma a volte inutili. I nuovi cameraphone hanno compiuto passi in avanti conquistando traguardi propri della fotografia professionale

di Mario Cianflone

4' di lettura

Scattare e condividere fotografie impossibili, istantanee mozzafiato senza essere fotografi. E magari postare su Instagram una foto della Luna ad altissimo effetto wow per tanti like sotto forma di cuori rossi, che alla fine (inutile negarlo) fanno un sacco piacere. Una superLuna, grande. Cosi come appare davanti ai nostri occhi e farlo scendendo dall’auto per cogliere l’attimo con point and click. Guarda, scatta e condividi, anche il particolare di una finestra di un palazzo. Ora si può fare con un smartphone, senza cavalletto, senza armeggiare con impostazioni incomprensibili ai più o a tutti quelli che non si curano di cose come lunghezza focale, temperatura di colore ed esposizione e non ne vogliono sapere di reflex e di compatte. Non serve la foto artistica, il capolavoro. Loro, anzi noi, vogliamo condividere per emozionare e comunicare. Anche su Whatsapp . È questo il senso intrinseco dei nuovi smartphone model year 2021 top di gamma (e non solo).

Che i telefonini da qualche anno facciano foto decenti è ormai scontato. Affatto scontato è invece è il livello stratosferico raggiunto ora. Grazie a lenti e sensori multipli (parecchio ingombranti, a dire il vero) smentiscono definitivamente la denigratoria frase: «Eh ma è una foto fatta con lo smartphone, cosa vuoi pretendere?». Quante volte l’abbiamo sentita! Ecco con i nuovi modelli è solo un ricordo. E questo grazie non solo ad ottiche e sensori fino a 108 megapixel (anche troppi) ma soprattutto all’intelligenza artificiale della fotografia computazionale che permette di realizzare foto che con un macchina fotografica tradizionale sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, fare.

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E cosi gli smartphone vanno al sorpasso di reflex e compatte. I puristi della fotografia inorridiranno, un po’ come i talebani dell’audio che stanno male solo a sentire parlale di Spotify (e un po’ hanno ragione). Ma la realtà e questa: i nuovi flagship permettnop di condividere immagini, che magari non sono davvero realistiche e corrette, ma di sicuro trasmettono molte più emozioni. E stupiscono per dettaglio e colori.

Il livello di sofisticazione è infatti tale che spesso gli smartphone sono usati dai professionisti. Ad esempio il nuovo Oppo Find X3 Pro, è stato utilizzato per il progetto «Out of This World Colours» di National Geographic e del famoso fotografo Keith Ladzinski. Un video-foto reportage deserto del Mojave che punta a essere iperrealistico grazie a un sistema di gestione del colore a 10 bit e un display capace di riprodurre un miliardo di colori, quando in genere ci si ferma a 16 milioni. Ovviamente in questo c’è tanto techno marketing: tutti i produttori si affannano a sviluppare device che esibiscono perfomance pazzesche con display dalle prestazioni eccezionali, anche perché le super foto scattate necessitano di schermi all’altezza della situazione (alla fine le foto le vediamo sul display). La parola d’ordine è ora 120 Hz, cioè l’immagine si aggiorna 120 volte al secondo (contro i canoni 60) e questo vuol dire schermi più fluidi.

Negli smartphone più prestanti come Samsung S21 Ultra, l’ultimo flasghip della casa coreana, il display da 6.8 pollici a 120 Hz offre una risoluzione da 3.200 x 1.440 (i tecnici la chiamano (Wqhd+) e il tutto è abbinato a un comporto fotografico che fa leva su un fotocamera posteriore quadrupla con sensori come quello del grandangolo da 108MP e zoom fino a 100x per fotografare la Luna . A proposito di scatti alla Luna, il primato spetta a Huawei che però è stata demolita dall’amministrazione Trump. Le ottiche sono stabilizzate (in questo campo eccelle Apple iPhone 12 Pro che ha il sensore stabilizzato per evitare foto mosse e riprese tremule). Poi c’è anche chi esagera: Oppo ad esempio ha introdotto addirittura il microscopio. Funziona davvero, l’utilità è dubbia ma nel mondo della condivisone sui social network c’è spazio per tutti.

E in effetti ci sono quelli che cercano la panoramica, lo zoom migliore (di sempre, ovviamente) e altri che vogliono le macro o il meglio per le foto notturne (e ora le foto di notte sono superlative ancorché troppo luminose, secondo i puristi, ma almeno si vedono bene).

Nella corsa al super-smartphone ci sono altri player da tenere d’occhio: Xiaomi e One Plus. il primo prepara il lancio del Mi 11 Ultra con quattro fotocamere con mega teleobbiettivo e un piccolo display posto accanto al gruppo di lenti per scattare selfie finora impensabili, mentre il secondo brand propone il nuovo 9 Pro display Ltpo (una tecnologia usata anche da Oppo Find X3 per ottenere prestazioni molto alte) con tre fotocamere sviluppate con Hasselblad , guarda caso uno dei grandi nomi della fotografia. La storia si ripete: tanti anni fa, nell’era pre iPhone, la compianta Nokia utilizzava Zeiss, Huawei da tempo si avvale di Leica e ora si parla di una collaborazione tra Samsung e Olympus, mentre molti sensori dei migliori smartphone sono Sony. Il mondo foto in qualche modo ricerca la propria strada, almeno a livello di marketing.

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