ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPrimo rapporto annuale delle Capitanerie di porto

Guardia Costiera, nel 2021 soccorsi 60 migranti al giorno. Sbarchi in aumento

Presentato il primo rapporto annuale al Parlamentino del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alla presenza del ministro Enrico Giovannini

di Marco Ludovico

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2' di lettura

Il soccorso in mare: funzione primaria e prioritaria. L’anno scorso la Guardia Costiera ha salvato 22.300 migranti, una media di 60 ogni giorno. «Sono le Capitanerie di porto a rappresentare l’organismo nazionale che assicura il coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo» ricorda il primo Rapporto Annuale firmato dal comandante generale Nicola Carlone presentato oggi. Quella del soccorso è soltanto una, certo la più visibile alle cronache, delle molte declinazioni operative delle Capitanerie di porto: 10.870 militari con la responsabilità di sorvegliare 500mila chilometri quadrati di mare e 8mila chilomentri di costa.

Migranti e sbarchi

Il report rende noto come i soccorsi siano coordinati «a livello centrale dal Maritime Rescue Coordination Centre di Roma presso il Comando generale e da 15 Maritime Rescue Sub Centre dislocati presso le Direzioni marittime, a livello regionale, con il supporto di circa 100 unità costiere di guardia». L’anno scorso sono stati coordinati dalla Centrale operativa del Comando generale 300 eventi s.a.r. (search and rescue) e, in totale, 1.529 eventi, più di quattro ogni giorno. L’attività sui migranti resta frenetica tutt’ora, anzi è maggiore. I dati del ministero dell’Interno registrano 25.988 sbarchi dall’inizio dell’anno a fronte dei 19.361 dell’anno scorso nello stesso periodo. Nel 2020 erano stati 6.353.

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Salvataggi con il satellitare

Il Rapporto annuale mette in evidenza la grande espansione dell’uso delle immagini satellitari per l’attività operativa. L’anno scorso 880 sono state le immagine di questo genere ricevute e gestite. Va sottolineato, in particolare, come siano «state 318, nel 2021, le persone in pericolo di vita soccorse e salvate con il solo ausilio della tecnologia satellitare, 306 delle quali in aree sottoposte alla responsabilità italiana» dice il documento. I salvataggi in questa modalità si sono triplicati: sono stati 98 2020, 63 nel 2019 e 59 nel 2018. Sono i numeri del «Stazione Satellitare Italiana Cospas Sarsat di Bari che, alle dirette dipendenze funzionali del Dipartimento della Protezione Civile e operative del Comando generale delle Capitanerie di porto, garantisce la ricezione di allarmi satellitari finalizzata alla salvaguardia della vita umana». Con un raggio d’azione su «Italia e altri 19 paesi (tra Europa, Asia ed Africa), così da garantire la copertura di un’area che dal Mediterraneo centrale arriva fino al Corno d'Africa».

Sicurezza e formazione

L’anno scorso le Capitanerie di porto hanno svolto attività ispettiva e di controllo su 7.353 navi straniere approdate nei porti italiani, con 140 unità detenute. Le missioni ambientali e la vigilanza sulle aree marine protette hanno accertato 2.211 illeciti e 800 soggetti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria. Nel settore della tutela della filiera ittica e del consumatore sono state fatte 107mila ispezioni, 2,5 tonnellate di datteri sequestrati, 4.448 illeciti riscontrati. L’ammiraglio Carlone, tra gli altri, ha voluto sottolineare i profili strategici della formazione: dei quasi 11mila dipendenti un terzo (3.55 unità) si trova in attività di formazione. In termini di percentuale, quello della Guardia Costiera sull’aggiornamento è senza dubbio un primato.

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