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Gucci-Intesa SanPaolo, accordo di filiera per sostenere la ripresa

La partnership ripropone il modello già sperimentato dai due gruppi: la società del gruppo Kering garantisce per le Pmi dei fornitori che potranno accedere al credito a condizioni vantaggiose e in tempi rapidi

di Silvia Pieraccini

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La partnership ripropone il modello già sperimentato dai due gruppi: la società del gruppo Kering garantisce per le Pmi dei fornitori che potranno accedere al credito a condizioni vantaggiose e in tempi rapidi


2' di lettura

Le buone pratiche vanno riproposte. È così che in tempo di crisi da Covid, che colpisce soprattutto le piccole e medie aziende, Gucci e Intesa Sanpaolo rilanciano un'operazione, che anni fa aveva dato buoni frutti, diretta ad aiutare le Pmi eccellenti della catena di fornitura ad accedere al credito bancario grazie all'intercessione del brand-committente. Il vantaggio è reciproco: il fornitore strategico finanzia la crescita o si salva dal default, il brand non perde (o rafforza) un anello fondamentale della filiera.

«Grazie a questa partnership – annunciano Gucci e Intesa Sanpaolo - le aziende che fanno parte della filiera Gucci potranno beneficiare del “valore” della capo-filiera riconoscendo termini e condizioni vantaggiosi e potranno accedere a finanziamenti in tempi rapidi». La promessa è di velocizzare l'accesso alla liquidità e usufruire di agevolazioni solitamente rivolte alla clientela corporate di grandi dimensioni.

L'accordo abbraccia tutta la filiera dei fornitori di Gucci, dunque centinaia di aziende e laboratori nei comparti della pelletteria, scarpe, accessori, abbigliamento, gioielleria che danno lavoro a oltre 20mila persone.
Gucci ormai da tempo ha messo a punto un sistema di valutazione dei propri fornitori con le competenze finanziarie di Intesa Sanpaolo.

L'appartenenza dei fornitori alla filiera Gucci sarà valorizzata dal gruppo bancario, «riconoscendo – si assicura - importanti vantaggi di prezzo». La collaborazione tra i due gruppi su questo terreno, del resto, è cominciata da tempo. Addirittura nel 2013, quando Gucci e Cassa di risparmio di Firenze (gruppo Intesa) strinsero il primo accordo per condividere le informazioni sui fornitori del brand e sostenerli nell'accesso al credito.

Quell'esperimento si trasformò poi nel programma “Sviluppo Filiere” varato da Intesa nel 2015 e applicato a tante filiere made in Italy.
«Il nostro obiettivo – dice Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci - è assicurare che la bandiera del made in Italy, mentre l'economia riparte, possa continuare a rappresentare il patrimonio italiano nel mondo come ha sempre fatto finora». «Il progetto Sviluppo Filiere - aggiunge Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo - vuole essere un ulteriore strumento che offriamo alle piccole e medie imprese italiane, con uno sguardo rivolto al presente, in modo da aiutarle ad affrontare l'emergenza di questi mesi, e uno proiettato al futuro, per sostenerle verso la ripresa economica e nei progetti di sviluppo, anche in ambito internazionale».

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