ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIspirazione naturale

Gucci porta i suoi amati fiori anche nella gioielleria

La collezione Flora

di Silvia Pieraccini

Combinazione di collane e anelli della collezione Link to Love

2' di lettura

I fiori sono sempre stati una grande fonte d’ispirazione per Gucci, fin dal 1966, quando l’illustratore Vittorio Accornero creò il foulard Flora per Grace Kelly: quelle stampe su seta di fiori, farfalle e insetti in più di 40 colori diventarono subito un prodotto di culto. Fino ad allora, e per centinaia di anni, il nome Flora era rimasto confinato nella letteratura e nell’arte, a evocare soprattutto due capolavori del Rinascimento, la Primavera del Botticelli (a cui peraltro Accornero sembra essersi ispirato) e la Flora di Tiziano, entrambi agli Uffizi di Firenze.

Dall’arte alla moda, il passo è stato breve: il foulard Flora, infatti, con le stampe delicate di nove bouquet di fiori di tutte le stagioni accanto a farfalle, bacche, libellule e insetti, ha ispirato la nascita del profumo Flora, lanciato sul mercato dalla maison del gruppo francese Kering nel 2010. Quest’anno Flora si è “fatta in tre”, diventando anche una collezione di gioielli Gucci in oro rosa, oro giallo e oro bianco con diamanti bianchi, dallo spirito definito «leggero e delicato». Si va da collane e bracciali in oro rosa 18 carati, la cui catena è tenuta insieme da sfere in oro e simboli della doppia G che ricordano i ciondoli, agli orecchini a pendente a forma di fiore che hanno i petali diamantati. I pendenti adornano anche le collane in oro giallo e oro bianco, materiali utilizzati per bracciali, orecchini, anelli e un ear-cuff con corona di fiori e design di piume e foglie in versioni sottili e spesse. Nello stile di questi prodotti c’è tutta la passione per i fiori e la natura del direttore creativo Alessandro Michele, che ha appena lasciato la maison. Michele ha sempre avuto una grande passione per i gioielli che, nel bilancio di Gucci trainato dalle borse e dalla piccola pelletteria, rappresentano un tassello “mini” ma strategico.

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Sempre nel 2022 la maison ha ampliato la collezione di gioielli prêt-à-porter “Link to love”, lanciata nel 2021 come linea contemporanea e genderless che vuol rappresentare il legame con l’amore: si è arricchita di collane e bracciali da indossare contemporaneamente, creazioni geometriche che uniscono oro bianco e oro giallo con gemme colorate. C’è anche una nuova serie di anelli con pietre taglio baguette, rubellite o tormalina verde, mentre l’anello Gucci Link to love con borchie piramidali ha conquistato una fascia voluminosa.

Accanto alla gioielleria prêt-à-porter Gucci mantiene la collezione di alta gioielleria, venduta solo nella boutique parigina di Place Vendome aperta nell’estate 2019 nel luogo-simbolo dell’hard luxury. La distribuzione delle altre linee di gioielli, compresa quella in argento e quella fashion, fa invece leva sull’e-commerce e su 900 tra boutique monomarca e gioiellerie multimarca nel mondo. La pandemia ha spinto le vendite sul canale online, non più solo strumento di vendita ma mezzo per stabilire nuove modalità di relazione e nuovi contatti con la clientela.

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