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Gucci punta sulla gioielleria e investe nella sua sostenibilità

Cresce il peso della divisione orologi e gioielli, con una strategia di sviluppo che comprende pezzi unici e creazioni in argento entry price, dove aumentano i materiali preziosi da riciclo

di Silvia Pieraccini

La boutique di Gucci dedicata all’alta gioielleria a Place Vendome, Parigi

3' di lettura

Dalla collezione di alta gioielleria venduta solo nella boutique parigina di Place Vendome, aperta nell’estate 2019 nel luogo-simbolo dell’hard luxury, fino ai gioielli-fashion da 150 euro acquistabili sul sito o in negozio: lo spazio di mercato coperto da Gucci negli ultimi cinque anni è decisamente ampio. E dimostra come nell’avanzata globale del brand fiorentino da 9,6 miliardi di ricavi 2019 (+16,2%), che fa capo al gruppo francese Kering, anche la gioielleria rivesta un ruolo sempre più importante, accanto a borse e scarpe che sono i motori trainanti.

La maison non rivela i dati, ma qualche indizio c’è: nel bilancio 2019 la divisione “orologi e gioielli” ha assorbito il 4% dei ricavi, cioè 384 milioni di euro (la pelletteria pesa il 58%, le calzature il 17%, l’abbigliamento il 13%). Nel 2018 il peso era stato lo stesso (4%), ma il valore assoluto si fermava a 332 milioni. All’interno di questa divisione gli orologi, partiti negli anni Settanta e oggi tutti Swiss made, rappresentano ancora la parte prevalente.

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Nel comparto gioielleria la produzione Gucci è totalmente made in Italy, realizzata da laboratori artigiani ormai entrati a far parte della filiera di fornitura.

Con l’ingresso nell’alto di gamma - la prima collezione di alta gioielleria Hortus Deliciarum è formata da 200 pezzi, in gran parte unici, disegnati dal direttore creativo Alessandro Michele - Gucci ha allargato il know how in un segmento in cui intende continuare a investire. Passata l’emergenza sanitaria legata al Covid, nel 2021 la maison ha infatti in programma nuove iniziative rivolte ai clienti internazionali alla ricerca di pezzi esclusivi. Anche perché Michele, che da quando ha assunto (nel 2015) la direzione creativa ha messo mano a tutte le categorie di prodotto, ama particolarmente i gioielli.

Bracciale della nuova collezione Lion Head

Lo dimostra il fatto che pure le altre tre linee - gioielli in oro, in argento e fashion - si stanno arricchendo. L’ultima collezione si chiama Lion Head e rende omaggio al leone, una delle figure ricorrenti nelle collezioni disegnate dal direttore creativo, declinata in articoli in argento e in una collezione di gioielleria. Qui il “re della foresta”, in oro bianco e giallo 18 carati, impreziosisce orecchini, collane con pendente, anelli e bracciali ornati di diamanti e gemme colorate. La collezione ha anche l’intento di ricordare che la natura è preziosa e va protetta, e vuol rafforzare il sostegno della maison al The Lion’s Share Fund, che raccoglie fondi per tutelare la biodiversità e il clima in tutto il mondo. L’obiettivo, sotto la guida del programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), è raccogliere 100 milioni di dollari all’anno nei prossimi cinque anni per la protezione della fauna selvatica.

Sul fronte distributivo, i gioielli Gucci sono venduti sul sito aziendale e in 900 tra boutique monomarca e gioiellerie multimarca nel mondo. La pandemia ha spinto le vendite sul canale online che, come ormai sta avvenendo per molti brand, non è solo uno strumento di vendita ma gioca un ruolo fondamentale per stabilire nuove modalità di relazione e nuovi contatti con la clientela. In questo Gucci vuol essere apripista, continuando a sviluppare modi innovativi per interagire con la propria community per far scoprire l’universo della maison.

Un universo in cui la sostenibilità riveste un ruolo strategico tanto che l’azienda, che già oggi utilizza metalli preziosi certificati e riciclati, si impegna ora a massimizzare entro il 2025 l’utilizzo di questi materiali per i gioielli e per gli accessori metallici (come fibbie, borchie, catene), riducendo così l’impatto ambientale legato all’estrazione di nuove materie prime.

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